«Contro lo spreco arte e sensibilizzazione possono andare a braccetto»
Valentina Stecchi, creatrice di Sprecottolo, cartoon mascotte della campagna Spreco Zero, parla del ruolo delle arti visive nella comunicazione e del proprio impegno a sostegno delle iniziative per utilizzare al meglio il cibo.
di Gianni Gnudi
Dalla sua matita è uscito lo scoiattolo Sprecottolo, cartoon protagonista della comunicazione della campagna Spreco Zero. Una mascotte nata con l’intento di sensibilizzare l’intera filiera del cibo, dalla produzione e dai campi alla trasformazione industriale, dalla distribuzione alla ristorazione, alle mense aziendali e scolastiche, oltre ovviamente al consumo domestico, a limitare sprechi e perdite.
Lei è Valentina Stecchi, bolzanina, classe 1992, diploma accademico in pittura all’Accademia di Belle Arti di Verona, poliedrica disegnatrice e fumettista, in grado di spaziare nelle diverse arti visive ma anche vicina ai temi del riciclo e del riuso e, soprattutto, da alcuni anni amica e collaboratrice della campagna Spreco Zero. Ecco la sua visione.
Quale ruolo può ancora avere l’arte visiva classica nella comunicazione? Perché può essere ancora attuale?
Da sempre le immagini accompagnano il nostro quotidiano, nel contemporaneo siamo quasi assuefatti dalle immagini eppure, continuiamo a sentirne il bisogno. L’arte e il disegno comunicano in modi straordinari e possono aprire strade inesplorate. Attirano l’attenzione e possono veicolare i messaggi in modo efficace. Penso che non smetteranno mai di essere attuali.
Ritratto, pittura, illustrazione, fumetto: la sua personale classifica? E quella dell’italiano medio?
Sono ugualmente innamorata da sempre di fumetto e illustrazione. Il fumetto racconta con tante immagini, l’illustrazione “fotografa un momento” dicendo comunque moltissimo. Dipende sempre da chi guarda. Vedo che c’è sempre grande entusiasmo per il disegno realistico, per la tecnica in generale, ma penso che per arrivare alle persone a volte l’idea abbia il sopravvento e la tecnica sia un mero strumento. E poi il fumetto sta tornando di moda, no?
Intelligenza artificiale noiosamente ordinaria
Intelligenza artificiale, robotica, interconnessione digitale continua: come vive un disegnatore questo mondo? Com’è cambiata e come sta cambiando la sua attività?
Penso che sia uno strumento che ha senso usare se hai spirito critico per capire quando è fallace. Io personalmente non trovo interessanti le immagini create in IA da chi non sa usarla. Tutte uguali, poco creative. Mi dispiace solo che siano moltissime e ovunque, il che denota una scarsa valorizzazione degli artisti reali e una certa quantità di pigrizia. C’è qualcosa che l’IA non potrà mai mettere in un’immagine: quel lato umano e quel margine di errore imprevedibile che rende straordinarie le cose ordinarie. L’IA è per definizione noiosamente ordinaria.
Passaparola virtuoso
Cosa la lega alla campagna Spreco Zero? I motivi che l’hanno avvicinata e cosa si potrebbe fare di più?
Nel mio quotidiano sono molto sensibile ai temi della campagna. Faccio attenzione a quello che mangio, a non sprecare alimenti e non solo, ma non è mai abbastanza. Da quando collaboro con Spreco Zero ho imparato moltissime cose e mi sono accorta di averle passate a famigliari e amici non solo con le vignette, ma anche così, nello spazio di una chiacchiera. Penso che il passaparola sia ancora un’enorme risorsa, esattamente come le esperienze condivise. Penso che arte e sensibilizzazione possano andare a braccetto, magari con dei laboratori, per grandi e piccini.
Quella magica bacchetta
Se per un giorno al posto della matita avesse l’anelata bacchetta magica quale sarebbero le tre cose che farebbe per migliorare la lotta allo spreco alimentare?
Penso che l’educazione sia importantissima quindi, se la magia è potente, vorrei arrivare a tutte le generazioni e poter mostrare come con piccole accortezze che diventano poi pratiche quotidiane, si possa davvero fare la differenza. Amando il chilometro zero, mi piacerebbe ritrovare i piccoli negozi di quartiere, che stanno scomparendo, per prendere verdura e frutta sotto casa dal contadino. Infine, ma non so se è possibile, valorizzerei moltissimo i prodotti sfusi e stagionali: meno plastica, più sacchetti di tela.

