Premio Vivere a SprecoZero

VINCITORI PREMIO VIVERE A SPRECO ZERO 2020

Nell’ambito della campagna pubblica di sensibilizzazione Spreco Zero, promossa da Last Minute Market, veniva istituita nel 2012 la 1^ edizione del Premio Vivere a #sprecozero, che riprende la sua denominazione e gli obiettivi dal saggio “Vivere a Spreco Zero. Una rivoluzione alla portata di tutti” (Marsilio 2011), del fondatore di Last Minute Market Andrea Segrè. Il Premio si è subito sviluppato come contest annuale rivolto ad enti pubblici, imprese e cittadini per l’individuazione, promozione e veicolazione delle migliori buone pratiche di prevenzione dello spreco alimentare e di impegno in favore dell’educazione alimentare e della sostenibilità. Un Premio, quindi, dedicato alle azioni e ai progetti innovativi potenzialmente replicabili in altri contesti, centrati sulla riduzione degli sprechi e sull’uso efficiente delle risorse: perché le buone pratiche individuate e condivise, adottate sul territorio nazionale da soggetti pubblici e privati, sono esperienze rilevanti e innovative, ed è importante favorire la diffusione e la replica.

Alla sua 3^ edizione il Premio Vivere a Spreco Zero introduceva la categoria dedicata ai “testimonial” e ambasciatori di buone pratiche, riconoscendo l’impegno di personalità della cultura, della scienza, dello spettacolo e dell’universo “food” nella comunicazione dei valori legati alla sostenibilità. Sono stati testimonial del Premio, dal 2015 ad oggi, la scrittrice Susanna Tamaro, lo scrittore Paolo Rumiz, lo chef stellato Moreno Cedroni, il disegnatore e vignettista Francesco Tullio Altan, gli artisti Giobbe Covatta e Neri Marcorè, e per l’edizione 2020 l’attrice, autrice e conduttrice Tv Veronica Pivetti. Nel tempo nuove categorie sono state introdotte per questi piccoli “Oscar” della prevenzione e riduzione degli sprechi e della promozione della sostenibilità: innanzitutto quella che premia l’impegno di scuole e studenti, perché l’educazione alimentare e ambientale possa diventare parte integrante del programma scolastico. Quindi sono nate le categorie legate all’impegno di Associazioni e gruppi di Cittadinanza attiva e le nuove sezioni per la Prevenzione spreco nell’ortofrutta e InnovAction per le buone pratiche più innovative, oltre alla categoria dedicata alla priorità ambientale annualmente indicata dalle Nazioni Unite, per il 2019 #Plasticfree e per il 2020 #Biodiversità. Con il nuovo decennio 2021 – 2030, che l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha dedicato al Ripristino dell’Ecosistema, l’attenzione si concentrerà su Natura e Sviluppo sostenibile: l’obiettivo è quello di potenziare in modo rilevante il ripristino degli ecosistemi degradati o distrutti come misura per combattere le crisi climatiche e migliorare la sicurezza alimentare, l‘approvvigionamento idrico e la biodiversità. 

 

Dal 2020 è operativa anche la categoria dedicata al miglior saggio pubblicato nell’ultimo anno per la sensibilizzazione sulle buone pratiche di sostenibilità, oltre ad una categoria per la promozione della Dieta Mediterranea.

A livello locale e mondiale è crescente la consapevolezza intorno allo spreco alimentare e ai suoi impatti ambientali, economici, so-ciali e nutrizionali. Un interesse legato anche a fattori quali la cre-scente insicurezza alimentare globale, con la prospettiva di dover sfamare quasi 10 miliardi di persone nel 2050, e alla conseguente ne-cessità di incrementare la produzione alimentare -e con essa, la pres-sione sulle risorse – e dall’impatto che grava sulle risorse naturali in ragione della produzione, trasformazione, del trasporto, consumo e smaltimento dei beni alimentari.  L’attenzione al tema degli sprechi alimentari è giustificata dalla dimensione assunta dal fenomeno a livello globale. La FAO nel 2011 stimava gli sprechi e le perdite ali-mentari lungo la filiera, a livello globale, in 1,3 miliardi di tonnellate all’anno, pari a circa 1/3 della produzione totale di cibo destinato al consumo umano. Nel 2019 la FAO ha stimato che viene perso il 13,8% delle commodity a livello mondiale. Solo in Europa ogni anno, una stima pubblicata dalla Commissione sottolinea come nei 27 Stati membri, 89 milioni di tonnellate di cibo vadano sprecati. 

Uno studio del JRC (2015) attesta lo spreco pro capite medio in Euro-pa, a livello dei consumatori, fra 55 e 190 kg/ab/anno, pari al 16% del cibo che lo raggiunge. Circa l’80% (tra 45 e 153 kg/ab/anno) sarebbe edibile. Gli impatti correlati in termini consumo di acqua, suolo, emissioni di gas serra e perdita di biodiversità sono stimati sempre dalla FAO. Il consumo di acqua imputabile agli sprechi e alle perdite alimentari su scala globale ammonta a 250 km3 (pari al fabbisogno domestico di acqua dei prossimi 120 anni di una città come New York), a 1,4 mld di ettari il consumo di suolo (pari a circa il 30% del suolo agricolo disponibile sul pianeta), a 3.3 mld di ton. le emissioni di CO2eq (se lo spreco alimentare fosse un paese sarebbe il 3° emetti-tore mondiale di gas serra dopo Cina e Stati Uniti).

Quindi la lotta a perdite e sprechi alimentari risulta essere anche una grande sfida per la sostenibilità: e nel 2020 la situazione am-bientale si intreccia strettamente alle implicazioni della pandemia covid-19. La sensibilizzazione sui temi dello spreco di cibo e dell’edu-cazione alimentare passa anche e soprattutto attraverso gli esempi concreti di buone pratiche: conoscerli, valorizzarli e promuoverli è certamente un passo determinante verso la riduzione degli sprechi alimentari e una maggiore consapevolezza dei cittadini nell’approc-cio al cibo, dall’acquisto alla sua conservazione. 

Premio Vivere a #sprecozero, edizione 2020

La cerimonia di premiazione organizzata dalla campagna “Spreco Zero” di Last Minute Market in sinergia con il Ministero dell’Ambiente si è svolta  in streaming il 26 novembre 2020, alla presenza del Testimonial della 8^ edizione, l’ autrice e conduttrice Tv Veronica Pivetti

Obiettivi

Obiettivo principale del Premio è quello di promuovere e condividere le buone pratiche di prevenzione degli sprechi alimentari adottate sul territorio nazionale da soggetti pubblici e privati, valorizzando le esperienze più rilevanti e innovative in modo da favorirne la diffusione e la replicazione sul territorio. Quest’anno sono previste 10 differenti categorie: Amministrazioni Pubbliche, Imprese, Scuole, Cittadini, InnovAction, Biodiversità, Saggistica, Dieta Mediterranea e le sezioni speciali Produzione Ortofrutticola e Mobilità sostenibile.

Il processo di candidatura al premio è aperto a tutte le imprese che vorranno autoproporsi e che negli ultimi 3 anni avranno promosso o sostenuto, all’interno della propria struttura e sul territorio in cui lavorano, misure, azioni o progetti in grado contrastare il fenomeno dello spreco alimentare. Le iniziative che riguardano esclusivamente la valorizzazione dei rifiuti alimentari (es. attraverso il compostag-gio, la digestione anaerobica o altre forme di recupero di materia e di energia dai rifiuti) non verranno prese in considerazione perchè non rientrano nella definizione di “prevenzione” fornita dalla normativa europea (e nazionale) in materia di rifiuti.

La selezione delle iniziative promosse da Amministrazioni Pubbliche da sottoporre a valutazione verrà condotta in seno agli oltre 400 fir-matari della “Carta Spreco Zero” e tra gli aderenti all’Associazione Sprecozero.net. Sono candidabili tutti i progetti legati alla prevenzio-ne dello spreco alimentare e/o ad altre categorie istituite dal Premio, con ricaduta positiva sul territorio amministrato.

La selezione delle iniziative promosse dalle Scuole da sottoporre a valutazione verrà condotta in seno a tutti gli istituti che vorranno au-toproporsi e che negli ultimi 3 anni avranno promosso o sostenuto, all’interno della propria realtà e sul territorio in cui operano, misure, azioni o progetti in grado di sensibilizzare gli studenti e le loro fami-glie sul tema, contrastando il fenomeno dello spreco di cibo e pro-muovendo l’educazione alimentare fra i giovani. 

Una categoria che apre il Premio ai cittadini, al loro impegno perso-nale, alle loro esperienze, alle buone pratiche sedimentate nel tempo o imparate grazie alla crescente sensibilizzazione sul tema. Ma anche ai gruppi organizzati di cittadini, dunque alle Associazioni che sul campo operano per la prevenzione degli sprechi e la sensibi-lizzazione sul tema. Insomma, una categoria per condividere capil-larmente una questione centrale del nostro tempo.

Cittadini: potranno inviare dal 15 luglio al 15 settembre il loro tweet con hashtag #sprecozero indicando una quote, una buona pratica o inviando un’immagine che illustra comportamenti virtuosi e/o consi-gli, indicazioni, suggerimenti utili a prevenire lo spreco alimentare. I 20 tweet più interessanti secondo la Giuria 2020 del Premio saranno valorizzati sul sito della campagna e dei partner di riferimento. Fra questi saranno scelti due tweet, che porteranno in dote ai loro ideato-ri una fornitura di prodotti agroalimentari.

Associazioni: il processo di candidatura al premio è aperto a tutte le Associazioni non a scopo di lucro che vorranno autoproporsi e che negli ultimi 3 anni avranno promosso o sostenuto, all’interno della propria struttura e sul territorio in cui lavorano, misure, azioni o pro-getti in grado di contrastare il fenomeno dello spreco alimentare.

Una nuova categoria accessibile ad Enti pubblici, Imprese, cittadini, Scuole e Associazioni che attraverso un significativo progetto carat-terizzato da innovazione digitale e/o tecnologica abbiano contribuito alla prevenzione / riduzione dello spreco alimentare e alla sensibiliz-zazione sul tema in misura comprovata. 

Il 2020 sarà l’anno di valorizzazione non solo della prevenzione de-gli sprechi alimentare, ma anche e soprattutto dei progetti in atto di educazione alimentare che sostengono la Dieta Mediterranea, pa-trimonio Unesco dal 2010, universalmente riconosciuta quale stile di vita sano e sostenibile, l’unico in grado di nutrire il pianeta senza dilapidarne le risorse. Uno stile nutrizionale di impatto altamente po-sitivo in rapporto alla salute pubblica, alla sostenibilità ambientale e in chiave di contrasto al cambiamento climatico. Ma al tempo stesso uno stile di alimentazione e produzione che giova alla green eco-nomy, sostiene l’agricoltura di qualità e la promozione della parità di genere. La categoria Dieta Mediterranea del Premio Vivere a Spreco Zero 2020 riconoscerà i progetti più originali e insieme efficaci pro-mossi in Italia nell’ambito della formazione sociale e didattica.

Il 2020, anno speciale della natura e della biodiversità, così il Segre-tario Generale delle Nazioni Unite António Guterres lo ha ribattez-zato. Secondo una delle più autorevoli riviste scientifiche mondiali, Nature, se il riscaldamento globale dovesse continuare con il ritmo attuale, entro la fine del 21esimo secolo scatterà un allarme estinzio-ne per il 73% delle specie animali e vegetali di tutto il mondo. In fun-zione di ciò la categoria Biodiversità del Premio Vivere a Spreco Zero 2020 riconoscerà i progetti più originali e insieme efficaci promossi in Italia nell’ambito della formazione sociale e didattica in tutela del-la Biodiversità del nostro pianeta.

Una sezione riservata ad autori e case editrici che hanno pubblicato nel corso del 2019 e sino al 30 giugno 2020 libri dedicati alla sosteni-bilità con riferimento anche a buone pratiche replicabili in tema di prevenzione dello spreco, educazione alimentare e ambientale, tutela della biodiversità.

La categoria si rivolge in particolare alle Aziende di produzione or-tofrutticola che si sono dotate di innovazioni in grado di ridurre e prevenire lo spreco alimentare attraverso misure, tecnologie, inizia-tive e accorgimenti in grado di contrastare il fenomeno dello spreco alimentare.

La categoria si rivolge alle Aziende che dimostrano di saper rispon-dere con tempestività alle nuove esigenze nella veicolazione delle persone e dei beni, e che hanno concretamente favorito l’uso di fonti energetiche rinnovabili e di mezzi di trasporto in grado di ridurre sensibilmente la produzione di emissioni inquinanti, promuovendo l’accesso dei cittadini, in Italia e su scala internazionale, alla mobili-tà sostenibile.

Sono circa 8,3 miliardi le tonnellate di plastica prodotte a partire dagli anni ’50, la plastica vale l’80% dei rifiuti in mare: sul banco degli imputati non c’è solo l’attentato all’ambiente, ma anche molte sostanze pericolose per la nostra salute, presenti per esempio nelle vaschette di plastica che conservano gli alimenti acquistati al supermercato o che utilizziamo per conservare i cibi in frigorifero.  A cominciare dal bisnefolo A (BPA) che trasmette particelle inquinanti, e dal Pvc, un derivato del petrolio e del cloruro che, nel tempo, si trasmette dalla plastica al cibo, alterando il sapore ma soprattutto iniettando tossine nel sistema sanguigno. La prevenzione degli sprechi è sempre anche prevenzione dei rifiuti e cura dell’ambiente, per questo la campagna partecipa nel 2019 alla mobilitazione internazionale con un’iniziativa dedicata La nuova categoria è finalizzata a sostenere la riduzione/eliminazione delle plastiche legate al cibo e/o all’acqua. Si tratta di un premio speciale per il migliore progetto ideato e realizzato in questa direzione da Enti pubblici e/o Aziende che vorranno autoproporsi e che negli ultimi 3 anni abbiano promosso o sostenuto misure, azioni o progetti in grado di contrastare le plastiche per cibo / bevande. I progetti da selezionare verranno identificati tra tutti quelli presentati fra il 3 settembre 2019 e il 10 ottobre 2019.

CRITERI GENERALI DI VALUTAZIONE

  1. Completezza e accuratezza della documentazione trasmessa;
  2. Pertinenza delle misure descritte rispetto al tema della prevenzione e riduzione degli sprechi alimentari;

Aspetti specifici
relativi alle misure descritte

  1. Riproducibilità/trasferibilità delle misure adottate in altri contesti; 
  2. Ampiezza del campo di intervento (es. integrazione di un mix di misure di prevenzione);
  3. Misurabilità dei risultati e presenza di procedure di monitoraggio documentate;
  4. Entità della riduzione dello spreco alimentare conseguita;
  5. Ricadute ambientali e sociali complessive (positive e negative) delle misure adottate; Innovatività delle iniziative messe in atto; Diffusione (in termini geografici e/o di target raggiunto) e significatività;
  6. Sostenibilità nel tempo dell’iniziativa e continuità (non episodicità) delle azioni intraprese;
  7. Efficienza/efficacia nell’uso di (eventuali) risorse economiche pubbliche;
  8. Modalità di comunicazione adottate;
  9. Grado di coinvolgimento degli stakeholder (dipendenti, clienti, fornitori, istituzioni, società civile etc…)

Contattaci

Torna su