APPLICHIAMOCI

Il packaging alimentare guarda al futuro

Carta e cartone, che rappresentano la quota maggiore fra i materiali da imballaggio, guidano il cambiamento.

di Giorgio Segrè e Maria Virginia Fato

Il packaging alimentare sta cambiando. Negli ultimi anni, la crescente attenzione verso la sostenibilità ha spinto le aziende a ripensare materiali, formati e modalità di produzione, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale degli imballaggi e favorire un modello sempre più circolare. In questo scenario, carta e cartone stanno assumendo un ruolo importante. La loro diffusione nel settore alimentare non risponde soltanto alla ricerca di alternative alla plastica, ma anche alla necessità di progettare confezioni facilmente riciclabili e adatte al recupero.

Le dimensioni del fenomeno 

A raccontare le dimensioni del fenomeno sono anche i numeri dell’Unione Europea. Secondo Eurostat, nel 2023 sono stati prodotti circa 80 milioni di tonnellate di rifiuti da imballaggio, pari a 177,8 kg per abitante. La quota maggiore è rappresentata proprio da carta e cartone, con 32,3 milioni di tonnellate, pari al 40,4% del totale, mentre la plastica rappresenta il 19,8%. Numeri che mostrano quanto gli imballaggi incidano sulla produzione complessiva dei rifiuti e quanto sia importante intervenire anche sulla loro progettazione. 

Il cambiamento riguarda anche il consumatore. Un packaging più sostenibile, infatti, non dovrebbe limitarsi a utilizzare un materiale potenzialmente riciclabile, ma essere pensato anche per il suo “dopo”, offrendo indicazioni sempre più chiare sulla composizione e sul corretto conferimento. Non più, quindi, un packaging semplicemente usa e getta, ma una confezione progettata considerando l’intero ciclo di vita. Questo approccio trova concretezza nelle nuove normative europee. Dal 12 agosto 2026 si applica, in via generale, il Regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, il Packaging and Packaging Waste Regulation (PPWR). Il PPWR supera il precedente quadro normativo europeo introducendo un approccio più ampio e integrato: dalla progettazione alla scelta dei materiali, dalla quantità utilizzata alla produzione, fino alla distribuzione, alla raccolta, al riutilizzo, all’etichettatura e alla gestione del fine vita. Il regolamento riguarda tutti gli imballaggi e i relativi rifiuti, indipendentemente dal materiale e dal settore di utilizzo, dall’industria al commercio, dai servizi fino al consumo domestico. 

Strategie di comunicazione 

Ma il packaging non è soltanto una questione ambientale o funzionalità green. La confezione è da tempo anche uno strumento di comunicazione, capace di rendere un prodotto riconoscibile e raccontare l’identità di un brand.  

Un esempio curioso arriva dal settore lattiero-caseario con Milgrad. Nel 2020 il brand ha presentato una nuova grafica per i propri cartoni con protagonista un grande gatto blu, ideato dall’art director Vera Zvereva. L’illustrazione è stata distribuita sui diversi lati delle confezioni e sulle varie referenze, creando combinazioni sempre diverse quando i cartoni vengono affiancati. Il gatto sembra camminare, giocare o saltare da una confezione all’altra. Un’idea semplice che trasforma un comune cartone di latte in un piccolo oggetto di design.  

È proprio nella combinazione di funzionalità, sostenibilità e creatività che si può leggere una delle evoluzioni più interessanti del packaging alimentare. La confezione dovrà proteggere il prodotto, utilizzare le risorse in modo più responsabile, essere pensata per il riciclo e, allo stesso tempo, riuscire a comunicare e distinguersi. 

Articoli recenti

Press Area

Torna in alto