L’OSSERVATORIO

Gli italiani sprecano meno. Ma non tutti allo stesso modo

I dati della nuova fotografia dello spreco estivo realizzata dall’Osservatorio Waste Watcher: si scende a 493,7 grammi di cibo sprecato a settimana 

di Luca Falasconi 

Lo spreco alimentare nelle case degli italiani continua a diminuire. La nuova rilevazione estiva dell’Osservatorio Waste Watcher International restituisce un dato incoraggiante: ogni settimana vengono sprecati mediamente 493,7 grammi di cibo pro capite, l’11,2% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025. Siamo ormai sotto la soglia simbolica del mezzo chilo settimanale, un risultato che conferma una tendenza positiva emersa nelle ultime rilevazioni. 

Tradotto su base annuale, tuttavia, il dato resta significativo: circa 25,7 chilogrammi di cibo ancora commestibile per persona, per un valore stimato di circa 112 euro all’anno. Su scala nazionale significa quasi 6,6 miliardi di euro che finiscono nel bidone considerando il solo spreco domestico. 

Anche la composizione dello spreco racconta qualcosa di interessante. In testa troviamo ancora i prodotti freschi: frutta, verdura, pane, insalata, cipolle, aglio e tuberi. La frutta fresca scende a 22,2 grammi settimanali pro capite e la verdura a 21,2. Un segnale particolarmente positivo se letto insieme all’aumento dei consumi di frutta e verdura registrato nell’ultimo anno, con incrementi del 2-3% e punte molto più elevate per prodotti tipicamente estivi come meloni e cocomeri. In altre parole, consumare di più non significa necessariamente sprecare di più: una migliore capacità di acquisto, conservazione e utilizzo può permettere di aumentare i consumi senza generare maggiori eccedenze. Fa eccezione il pane fresco, che sale a 21,3 grammi, 1,6 grammi in più rispetto al 2025. 

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