la Campagna pubblica Spreco Zero ringrazia la sua Ambasciatrice di buone pratiche 2026, Sara Segantin, per l’impegno nel delicato caso di Zainab, la giovane afgana che è riuscita a raggiungere l’Italia dopo anni di segregazione a Kabul e in Iran.
Guarda qui i video di Andrea Segrè e Sara Segantin per la Giornata mondiale della Terra 2026.
«Dobbiamo cercare la dimensione umana dietro le crude statistiche e promuovere una nuova visione culturale e civile legata alla fruizione del cibo – spiega Andrea Segrè, fondatore della Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare e direttore scientifico dell’Osservatorio Waste Watcher International, illuminando la connessione di questi temi con le implicazioni di sostenibilità sociale». «Lo spreco è spesso figlio dell’accesso a cibi di scarsa qualità: la sostenibilità sociale è un valore primario e riconoscere il diritto ad un’alimentazione adeguata, loius cibi, significagarantire l’accesso fisico ed economico a cibo nutriente e di qualità, ponendo la nutrizione umana al centro delle politiche climatiche. Produrre, consumare, sprecare hanno un grande impatto sull’emissione di climalteranti.Un valore di cura e responsabilità che attraversa la grande questione dei diritti umani sul pianeta: per questo la campagna pubblica spreco zero ringrazia la sua Ambasciatrice di buone pratiche 2026, Sara Segantin, per l’impegno nel delicato caso di Zainab, la giovane afgana che è riuscita a raggiungere l’Italia dopo anni di segregazione a Kabul e in Iran.Siamo fieri di aver aggiunto il nostro contributo a questo risultato».
Sara Segantin – giornalista, scrittrice, Ambasciatrice per il Patto Climatico Europeo e cofondatrice di FridaysForFuture Italia-ha infatti devoluto a favore della giovane afgana Zainab il gettone solidale messo a disposizione dalla campagna Spreco Zero, di cui è Ambasciatrice quest’anno. Nel 2025 era venuta a conoscenza della vicenda: Zainab, una ragazza di Kabul di 17 anni, aveva passato gli ultimi quattro segregata in casa dai talebani perché il fratello maggiore combatteva nella resistenza nel Panshir. Dopo aver raggiunto l’Iran, dove si era nascosta per molti mesi, finalmente a fine gennaio Zainab è atterrata all’aeroporto di Fiumicino, per iniziare una nuova vita e dare nuova luce al suo futuro. «Le grandi crisi di oggi – afferma
Sara Segantin – dal clima alle guerre, alle implicazioni economiche globali, sono legate l’una all’altra. Diritti umani e questioni ambientali sono un’unica cosa: lottare per la giustizia climatica significa stare dalla parte dell’umanità, con giustizia e dignità. Per Zainab – aggiunge – la segregazione nella sua casa di Kabul era diventata una tomba. Guardava i vestiti scolastici in un angolo, coperti di polvere, e piangeva. Privata del diritto di fare tutto, viveva con l’incubo dei matrimoni forzati. È fuggita avventurosamente in Iran, passando mesi chiusa in una stanza a Teheran, senza documenti, con la paura che ogni colpo alla porta fosse la polizia iraniana. Poi sono arrivate anche le bombe e i contatti whatsapp si sono interrotti a lungo. Adesso finalmente, in Italia, guarda al suo futuro e prova a darsi un’occasione per ricominciare. Un banco, un libro, dei compagni di classe sono la sua speranza di futuro».

