OnFoods, ridurre gli sprechi non significa rinunciare a qualità e salute.
Concluso il progetto OnFoods: la ricerca è entrata nelle mense e nei territori. Valorizzati 50 sottoprodotti e scarti, sviluppati 25 prodotti innovativi e 8 soluzioni di packaging.
di Daniele Del Rio
Con OnFoods la sostenibilità alimentare ha smesso di essere solo un principio e ha iniziato a diventare un insieme di pratiche, strumenti e risultati misurabili.
Il progetto lascia un bilancio scientifico di grande rilievo: più di 800 pubblicazioni peer-reviewed, 131 dataset prodotti, più di 1.500 contributi tra convegni, seminari e attività di disseminazione, oltre 400 nuovi ingressi nel mondo della ricerca, tra borsisti, dottorandi, post-doc e giovani ricercatrici e ricercatori.
Il dato più importante è che la ricerca non è rimasta nei laboratori, ma è entrata nelle filiere, nelle mense, nei territori e nelle imprese.
Sul fronte dell’innovazione, OnFoods ha dimostrato che ridurre gli sprechi e gli impatti ambientali non significa rinunciare alla qualità e alla salute. Il progetto ha valorizzato 50 sottoprodotti e scarti, sviluppato 25 prodotti innovativi e 9 soluzioni di packaging in grado di migliorare la conservazione, la sicurezza e la durata degli alimenti.
Parallelamente, ha messo a punto strategie per la sicurezza dei cibi tradizionali e dei novel food, protocolli per la nutrizione personalizzata, strumenti digitali e approcci predittivi per comprendere meglio come dieta, salute e sostenibilità possano procedere insieme.
L’impatto è stato anche sociale e territoriale, perché OnFoods ha raggiunto oltre 150mila stakeholder e più di 135mila cittadini, coinvolgendo 150 imprese e startup e attivando living lab, reti locali e modelli di collaborazione pubblico-privato. Ha prodotto linee guida per le food policy, strumenti per il procurement sostenibile, metriche per misurare le performance delle filiere e soluzioni utili a orientare le decisioni pubbliche e private.
In questo senso il progetto ha reso la dieta sostenibile meno astratta e più accessibile: non solo un obiettivo, ma una possibilità concreta da applicare nei contesti reali.
Il lascito più importante di OnFoods è proprio quello di aver unito ricerca, innovazione e impatto, mostrando che il sistema alimentare può diventare più sicuro, circolare, sano e giusto solo quando scienza, imprese, istituzioni e cittadini lavorano insieme.
E non temete: di OnFoods si sentirà ancora parlare a lungo!
L’autore è Coordinatore del Progetto OnFoods, Università di Parma.

