I piccoli eroi anti-spreco.
Alla scuola emiliana Cavedoni il primo premio europeo Young Food Waste Fighters.
a cura della redazione
Il 24 marzo si è svolta la premiazione fisica per la scuola primaria “C. Cavedoni” di Levizzano di Castelvetro (Mo) per il primo posto assoluto al concorso europeo Young food waste fighters award nell’ambito del programma comunitario Interreg Central Europe FoodCircus grazie al progetto “Mensa zero spreco”.
La scuola primaria “C. Cavedoni” si è fatta attrice protagonista della lotta contro gli sprechi, aggiudicandosi il primo premio, con un progetto atto a sensibilizzare i giovanissimi studenti al tema delle diete sostenibili e all’importanza di non sprecare il cibo.
L’evento di premiazione si è tenuto presso la sede del Comune di Castelvetro di Modena (Sala Consigliare), un tavolo ricco di speaker da diverse parti d’Europa si è riunito, vedendo – tra gli altri – il contributo del Sindaco del Comune, Federico Pioppi, Marina Fridel per la Regione Emilia-Romagna, Settore Prevenzione Collettiva e Sanità Pubblica, Matteo Vittuari dell’Università di Bologna, Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari e Gudrun Obersteiner, docente presso l’Università Boku di Vienna, nonché coordinatrice dello stesso progetto europeo.
L’evento è stato organizzato durante l’incontro annuale del progetto FoodCircus, che ha visto riuniti tutti i partner del progetto nelle giornate del 23 e 24 marzo presso il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari dell’Università di Bologna, che nel progetto ha il ruolo di coordinamento delle attività per la prevenzione dello spreco alimentare nelle mense scolastiche coinvolte.
La sfida, lanciata lo scorso novembre, chiedeva alle scuole di tutta Europa di candidare le attività implementate per promuovere modelli alimentari più sostenibili e circolari, creati nel contesto scolastico e con la partecipazione attiva degli studenti e delle studentesse.

Delle 42 iniziali candidature ricevute dai paesi partner del progetto – oltre a Italia e Austria, Ungheria, Polonia e Repubblica Ceca – il primo screening di votazione pubblica ha visto finaliste dieci iniziative. Una giuria internazionale, formata da un panel di cinque esperti rappresentativi dei paesi coinvolti, è stata poi chiamata a selezionare le iniziative vincitrici sulla base di alcuni criteri di valutazione, tra cui spiccano l’impatto della proposta presentata e la partecipazione attiva dei bambini e delle bambine nello svolgimento dell’attività.
La “C. Cavedoni” si è distinta, guadagnandosi il primo posto con il suo progetto “Mensa Zero Spreco”, per un percorso che ha trasformato il momento della mensa in un laboratorio quotidiano di consapevolezza, in maniera giocosa. L’iniziativa, avviata lo scorso ottobre e ancora in corso, è stata promossa dall’amministrazione comunale di Castelvetro di Modena e dall’Ausl di Modena, e ha coinvolto insegnanti, educatori, famiglie e, soprattutto, bambini e bambine dell’istituto nel monitoraggio degli scarti, nella riflessione sul valore del cibo e nella responsabilizzazione rispetto alle proprie scelte.
Il progetto unisce una competizione giocosa ad attività di formazione ed educazione sul tema della lotta allo spreco e della corretta alimentazione. I bambini e le bambine si sono sfidati settimanalmente per produrre meno spreco possibile, essendo così incentivati ad assaggiare alimenti prima rifiutati o poco consumati.
Ogni venerdì, la classe vincitrice viene decretata e premiata. La mensa diventa, quindi, non solo un servizio, ma uno spazio educativo in cui imparare ad assaggiare con curiosità e a ridurre ciò che finisce nella spazzatura. La forte collaborazione tra tutti gli enti del territorio e la volontà di risolvere un problema collettivo e pressante – come quello dello spreco alimentare – si è rivelata efficace, innovativa e di grande successo. Il prossimo passo infatti, per il Comune, è estendere l’iniziativa ad altre scuole del territorio, dato il potenziale di replicabilità dell’attività.
La vittoria europea rappresenta un riconoscimento importante non solo per la scuola, ma per l’intera comunità locale: dimostra che anche realtà di piccole dimensioni possono generare un impatto significativo da cui trarre ispirazione. In un contesto in cui lo spreco alimentare resta una delle grandi sfide ambientali e sociali, l’esperienza della “C. Cavedoni” racconta che il cambiamento parte dall’educazione, dalla condivisione e dai gesti quotidiani. E che, anche tra i banchi di scuola, si può costruire una cultura del cibo più giusta, attenta e sostenibile.


