DALLA CONSAPEVOLEZZA ALL’AZIONE. L’IMPEGNO DI NATURA NUOVA CONTRO LO SPRECO.

Nell’ultimo decennio, l’Earth Overshoot Day si colloca in una finestra temporale relativamente stabile. Nel 2026 è caduto il 30 luglio, il giorno in cui la domanda di risorse naturali da parte dell’umanità ha superato ciò che gli ecosistemi del Pianeta sono in grado di rigenerare nell’intero anno. Questo significa che l’accelerazione dei decenni precedenti sta perdendo forza, ma non stiamo ancora invertendo la rotta. Il 2026 ha dimostrato empiricamente che riducendo le emissioni è possibile posticipare la data. La vera sfida è riuscire a farlo per scelta e non per necessità.

È proprio nel passaggio dalla conoscenza alla consapevolezza e dalla consapevolezza all’azione che Natura Nuova intende operare, anche in veste di supporter della Campagna pubblica Spreco Zero.

Contrastare lo spreco alimentare significa utilizzare responsabilmente le risorse naturali, prevenire i rifiuti, favorire modelli di economia circolare e promuovere sistemi alimentari più sostenibili e accessibili, in coerenza con i cinque pilastri dell’Agenda 2030: Persone, Pianeta, Prosperità, Pace e Partnership.

Parlare di un’alimentazione sana, equilibrata e sostenibile significa parlare anche di giustizia alimentare: l’accesso a cibo di qualità non deve essere un privilegio, ma un’opportunità concretamente accessibile a tutti. La povertà alimentare, infatti, non coincide necessariamente con la scarsità di calorie, le calorie più economiche sul mercato provengono da cibi ultra-processati, ricchi di zuccheri e grassi saturi. Oggi la malnutrizione assume forme apparentemente opposte: carenze nutrizionali, sovrappeso e obesità., minacciando il raggiungimento dei Goal 2 (Fame Zero) e Goal 3 (Salute e Benessere) dell’Agenda 2030.

Un impegno che quest’anno Natura Nuova ha voluto rendere ancora più concreto attraverso la pubblicazione del suo primo Report di Sostenibilità: uno strumento con cui misurare e raccontare in modo trasparente il proprio percorso, assumendo una responsabilità nei confronti dei propri stakeholder e del Pianeta. 

Una scelta che porta a riconoscersi nelle parole della scrittrice e poetessa Alice Walker: “activism is my rent for living on the planet”.

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