I comportamenti antispreco adottati correntemente dai cittadini sono analizzati dal report in modo dettagliato insieme alla propensione futura ad adottare nuove abitudini. Le pratiche incorporate nel vissuto quotidiano degli italiani appartengono alla categoria delle azioni correttive ed estemporanee, attuate cioè quando il rischio di deterioramento è ormai evidente: il 59% si assicura che il cibo a rischio si consumi prima, il 57% congela i cibi che non può mangiare a breve e il 54% controlla se un alimento appena scaduto sia ancora buono prima di utilizzarlo. Seguono l’acquisto di frutta e verdura di stagione per il 50%, il fare la lista della spesa per il 43% e la valutazione attenta delle quantità necessarie prima di cucinare per il 42%. Molto meno diffuse sono le pratiche preventive strutturate, come l’acquisto periodico di prodotti a lunga scadenza alternato a freschi al 39%, l’organizzazione per scadenze di frigo e dispensa al 36%, cercare ricette creative con gli avanzi al 30%, portare a casa la doggy bag quando si mangia fuori per il 25% degli intervistati – 1 su 4 – mentre solo il 23% dichiara di privilegiare piccoli formati e solo il 21%, 1 su 5 degli intervistati, prevede la programmazione settimanale dei pasti o l’acquisto di grandi quantità da porzionare e surgelare (17%). Marginale la “policy” di donazione del cibo in eccedenza a parenti o vicini, che si attesta al 9%. Rispetto al 2025, quindi, si registra un preoccupante indebolimento delle routine preventive e pianificate: la stima delle porzioni prima di cucinare crolla di 6 punti percentuali, l’acquisto di piccoli formati cala di 5 punti e la programmazione settimanale scende di 4 punti. Questa impostazione riflette fedelmente le priorità percepite dagli italiani: il consumo anticipato del cibo a rischio e il congelamento dominano la classifica delle azioni ritenute più importanti, indicate nella top 3 dal 38% degli intervistati. Seguono come priorità l’utilizzo del cibo appena scaduto se ancora buono e la valutazione delle quantità al 28%, la lista della spesa al 27% e la stagionalità al 23%. Sul fronte della disponibilità futura ad agire (Slide 14), gli italiani si concentrano ancora una volta sulle azioni più semplici e a gestione immediata: il 47% è disponibile a congelare gli alimenti o a consumare prima quelli deperibili, il 36% accetterebbe di controllare i prodotti appena scaduti e di stimare meglio le porzioni, e il 34% comprerebbe stagionale o seguirebbe la lista della spesa. Si rileva un timidissimo avanzamento verso la riorganizzazione “strutturale”, con un aumento di 2 punti percentuali nella disponibilità a predisporre frigo e dispensa in base alle scadenze e di un punto verso la pianificazione settimanale e i prodotti a lunga conservazione.
BUONE PRATICHE, ECCO I COMPORTAMENTI DEL NOSTRO QUOTIDIANO: ASSAGGIARE, CONGELARE I CIBI A RISCHIO, PROGRAMMARE. MA DONIAMO POCO FREQUENTEMENTE AGLI AMICI E PARENTI IN CHIAVE DI PREVENZIONE DEGLI SPRECHI.

