In una sequenza di forte mobilitazione globale sui temi della prevenzione degli sprechi, alla Giornata del 29 settembre farà seguito un ulteriore evento di vasta portata, giovedì 8 ottobre: la Conferenza internazionale “Advancing Food Waste Reduction: From Awareness to Research and Action”, promossa dalla Rappresentanza italiana presso le Nazioni Unite in collaborazione con FAO e CHIEAM: prenderà il via alle 13.30, presso la sede delle Nazioni Unite a New York. In primo piano la Campagna pubblica di sensibilizzazione Spreco Zero con gli interventi del suo fondatore, Andrea Segrè, direttore scientifico dell’Osservatorio internazionale Waste Watcher, protagonista del Keynote Speech, e Matteo Vittuari del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie, Università di Bologna.
Attualmente i dati sul pianeta registrano, dai campi alla movimentazione del cibo (food loss), lo spreco di circa il 13,2% del cibo prodotto, perso prima ancora di raggiungere i banchi dei negozi, a causa di problemi logistici o tecnologie di conservazione inadeguate. Mentre una vasta percentuale della filiera alimentare viene sprecata direttamente dai consumatori, dai ristoranti e dalla grande distribuzione. Insieme, perdite e sprechi alimentari generano circa l’8-10% delle emissioni globali di gas serra. Se lo spreco alimentare fosse una nazione, sarebbe il terzo più grande emettitore al mondo. In Italia l’ultima rilevazione del febbraio 2026 ha stimato uno spreco pro capite di 554 grammi di cibo ogni settimana – “solo” 79,14 grammi ogni giorno. Ma la somma delle perdite e degli sprechi alimentari tocca cifre vertiginose: vale infatti oltre 13 miliardi e mezzo la filiera 2026 del cibo sprecato in Italia, (per l’esattezza13.510.742.551 € (dati elaborati dall’Università di Bologna – DISTAL / Waste Watcher sulle fonti di riferimento), pari a oltre 5 milioni di tonnellate di cibo (nel dettaglio: 5.124.631). E vale 7 miliardi e 363 milioni solo nelle nostre case: una cifra, quest’ultima, che corrisponde allo stanziamento Piano Case Italia 2026, su cui abbiamo ampio margine di miglioramento. Nella distribuzione il costo dello spreco vale quasi 4 miliardi (3.989.537.308 €) e nell’industria oltre 862 milioni €. Lo spreco in campo costa invece oltre un miliardo (1.294.364.373 €).

