ReNest, un viaggio dentro il cibo.
Collaborazione virtuosa fra Nestlè e Last Minute Market per sensibilizzare sui temi della sostenibilità alimentare.
di Giorgio Segrè e Maria Virginia Fato
Last Minute Market opera da anni nel settore agro-alimentare promuovendo modelli sostenibili di produzione e di consumo. Attraverso attività di ricerca, consulenza e progetti sul territorio, si impegna a valorizzare le eccedenze alimentari e a diffondere una maggiore consapevolezza sul tema della sostenibilità. In questo contesto si inserisce la collaborazione con Nestlé per la realizzazione del progetto “ReNest: dalle radici al futuro. Un viaggio dentro al cibo”, volto a rendere tangibili temi come sostenibilità, nutrizione ed economia circolare, tra cui il fenomeno delle perdite e degli sprechi alimentari su scala globale.

L’appuntamento milanese
ReNest nasce come iniziativa divulgativa del Gruppo Nestlé in Italia dedicata alla sensibilizzazione sui temi della sostenibilità alimentare. Dal 12 al 24 maggio 2026, gli spazi verdi di CityLife di Milano stanno ospitando un percorso installativo esperienziale pensato per accompagnare il pubblico in una riflessione sul valore del cibo e sulle trasformazioni che attraversano l’intera filiera agro-alimentare. Il programma prevede appuntamenti quotidiani tra incontri, attività di laboratorio, talk e altri format interattivi aperti al pubblico. Le installazioni saranno accessibili gratuitamente negli orari di apertura del parco (10-20) mentre è necessaria la prenotazione per partecipare agli eventi e alle visite guidate.
Tre aree di indagine
La collaborazione scientifica di Last Minute Market si è articolata in tre aree di indagine.
La prima area si è concentrata su attività di analisi e ricerca in termini di sostenibilità ed economia circolare, con l’obiettivo di studiare in profondità specifiche filiere, in particolare quelle del cacao e del caffè. L’analisi ha seguito l’intero ciclo produttivo, dall’agricoltura e dall’uso delle risorse naturali fino all’approvvigionamento delle materie prime, alla trasformazione, alla distribuzione e al consumo finale delle stesse in prodotti finiti. Questo approccio ha permesso di leggere la filiera come un sistema complesso e interconnesso, individuando criticità e possibili leve di miglioramento.
L’area di indagine ha incluso in modo trasversale gli ecosistemi e le risorse naturali, con attenzione al depauperamento dei suoli, alle strategie di rigenerazione, alla tutela della biodiversità e alla sostenibilità sociale.
Secondo la Fao, ogni anno si perdono circa 11 milioni di ettari di foreste, in gran parte convertite a uso agricolo: un dato che evidenzia il forte impatto del settore sugli equilibri naturali. Parallelamente, la Unccd (United Nations Convention to Combat Desertification) stima che il 52% dei suoli agricoli non sia in buona salute, rendendo le colture più vulnerabili. In questo contesto, l’agricoltura rigenerativa rappresenta una risposta concreta, poiché migliora la fertilità del suolo, rafforza la biodiversità e aumenta la resilienza climatica. La biodiversità, infatti, è un elemento chiave: la sua riduzione comporta effetti diretti sulla produttività agricola, come il calo degli impollinatori e una minore capacità naturale di contrastare parassiti e malattie. Il sistema alimentare dipende dall’equilibrio tra colture, alberi e habitat naturali. Inoltre, come evidenziato dalla Fao, negli ultimi trent’anni gli eventi estremi hanno causato oltre 3mila miliardi di dollari di perdite agricole, confermando quanto il cambiamento climatico incida sul settore agricolo.
La seconda area ha riguardato l’analisi delle filiere nei principali paesi produttori, come Costa d’Avorio, Ghana, Nigeria e Camerun per il cacao e il Brasile e i paesi tropicali per il caffè.
L’analisi ha considerato aspetti ambientali, sociali ed economici, evidenziando le difficoltà legate alle condizioni di lavoro e alla commercializzazione. Un elemento rilevante riguarda la logistica: circa il 19% delle emissioni del sistema alimentare globale deriva dal trasporto, rendendo necessarie strategie di ottimizzazione e coordinamento tra i paesi.
Infine, la terza area si è concentrata sugli imballi e sulla circolarità dei materiali. L’Italia rappresenta un esempio virtuoso, avendo già raggiunto gli obiettivi di riciclo fissati dall’Unione europea per il 2030. Tuttavia, la transizione verso un modello realmente sostenibile richiede un cambiamento più ampio: la circolarità deve diventare uno stile di vita condiviso, che coinvolga le imprese e i consumatori. Solo attraverso un approccio integrato sarà possibile costruire sistemi agro-alimentari più resilienti, equi e sostenibili nel lungo periodo.
Raccontare per generare consapevolezza: è questa la direzione intrapresa insieme al Gruppo Nestlé, che attraverso esempi concreti e storie di brand contribuisce a diffondere una cultura della scelta responsabile. Un impegno che guarda al consumatore del futuro, più informato, attento e protagonista delle proprie decisioni.

