Sprecometro con Camst al Collegio Mondo Unito
I risultati dell’esperienza anti-spreco nella scuola triestina: coinvolti oltre un centinaio di studenti provenienti da 84 Paesi del mondo.
Giorgio Segrè e Maria Virginia Fato
Il tema dello spreco alimentare continua a rivestire un ruolo di grande importanza, coinvolgendo sia i consumatori finali sia le imprese del settore agro-industriale, sempre più attente e sensibili a questa problematica. In questo contesto si colloca la Campagna Spreco Zero di Last Minute Market srl, che ha sviluppato l’applicazione Sprecometro: uno strumento pensato per misurare e monitorare il livello di spreco alimentare dei cittadini che la utilizzano. La piattaforma è stata concepita anche con una forte valenza educativa, risultando adatta all’impiego in ambito domestico, aziendale e scolastico. Tra gli obiettivi principali di Sprecometro vi è infatti la promozione dell’educazione alla prevenzione dello spreco alimentare, in particolare nelle scuole.
Proprio a partire da questa finalità, e grazie alla collaborazione con la società cooperativa benefit Camst Group, che sostiene attivamente sia il progetto Sprecometro sia la Campagna Spreco Zero, è nata l’idea di introdurre la piattaforma nei contesti scolastici. Il primo progetto pilota è stato presentato in occasione della Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare ed è stato realizzato presso il Collegio Mondo Unito dell’Adriatico di Trieste. Questo caso studio ha coinvolto oltre 100 studentesse e studenti provenienti da 84 paesi del mondo.
L’approccio
L’iniziativa ha l’obiettivo di misurare lo spreco alimentare all’interno delle mense scolastiche e, successivamente, di utilizzare i contenuti della piattaforma per attività formative rivolte a bambini e genitori. La fase educativa è inizialmente indirizzata agli insegnanti, ai quali viene fornito un quadro generale sullo svolgimento delle attività, insieme a informazioni approfondite sul fenomeno dello spreco alimentare, con particolare attenzione ai temi della sana alimentazione e del sistema alimentare nel suo complesso. Lo scopo è permettere ai docenti di riutilizzare questi materiali nelle attività didattiche destinate agli alunni.
Successivamente alla formazione degli insegnanti, si procede con la rilevazione dello spreco alimentare degli studenti in classe. Attraverso l’app Sprecometro, ciascun partecipante può monitorare il proprio livello di spreco e i relativi impatti economici e ambientali, espressi in termini di impronta carbonica, idrica ed ecologica. Inoltre, è possibile visualizzare anche i dati aggregati degli altri studenti coinvolti, favorendo così una maggiore consapevolezza collettiva all’interno della classe.
I numeri
Il periodo di monitoraggio dei risultati presentati è stato di cinque giorni, dal 17 al 21 novembre 2025. Dalla prima analisi dei dati emerge che, nell’arco temporale considerato, sono stati generati complessivamente 18,54 kg di spreco alimentare. Tale quantità corrisponde a circa 270 kg di CO₂ equivalente, pari a 1.500 km percorribili con un’automobile di medie dimensioni; a 11.700 litri di acqua, equivalenti a 195 docce della durata di cinque minuti; e a 0,125 ettari di terreno, ovvero circa due campi da tennis. Questi valori evidenziano come le azioni quotidiane possano incidere in modo significativo sull’ambiente e sottolineano l’importanza di una maggiore consapevolezza riguardo alle conseguenze che ne derivano.

Pesce fra i meno sprecati
Un aspetto positivo emerso dall’analisi riguarda le categorie di piatti selezionate dal menu: è stato infatti possibile osservare che gli alimenti meno sprecati sono stati i secondi piatti a base di pesce, i secondi piatti a base di uova e i primi piatti con la carne come ingrediente principale. Ciò indica che tali preparazioni sono state particolarmente gradite dagli studenti, che hanno consumato interamente il pasto servito.


