Spreco alimentare, sei italiani su 10 dichiarano di gettare il cibo ancora commestibile solo una volta al mese
Spreco alimentare, sei italiani su 10 dichiarano di gettare il cibo ancora commestibile solo una volta al mese

Spreco alimentare, sei italiani su 10 dichiarano di gettare il cibo ancora commestibile solo una volta al mese

SPRECO ALIMENTARE: IN ITALIA UN’INVERSIONE DI TENDENZA. SEI ITALIANI SU 10 GETTANO IL CIBO 1 VOLTA AL MESE, O PIU’ RARAMENTE (DATI WASTE WATCHER). E 9 ITALIANI SU 10 (92%) SI SENTONO IN COLPA BUTTANDO IL CIBO ANCORA BUONO. NEGLI ULTIMI DUE ANNI LO SPRECO DOMESTICO È COMUNQUE DIMINUITO PER 4 ITALIANI SU 10. MA I DATI REALI SULLO SPRECO, MISURATI NELLE FAMIGLIE ITALIANE, PARLANO ANCORA DI 3 KG DI CIBO PRO CAPITE OGNI MESE GETTATO NELLA SPAZZATURA: IN TERMINI DI COSTI ANNUI SIGNIFICA 8,5 MILIARDI €, LO 0,6% DEL PIL.

RIPARTE DA OGGI SPRECO ZERO, LA CAMPAGNA EUROPEA DI SENSIBILIZZAZIONE DI LAST MINUTE MARKET, REALIZZATA IN STRETTA PARTNERSHIP CON IL MINISTERO DELL’AMBIENTE. VALORE AGGIUNTO IL PREMIO VIVERE A SPRECO ZERO.

FINO AL 30 SETTEMBRE POTRANNO CANDIDARE LE LORO BUONE PRATICHE SIA LE AZIENDE CHE I 7982 COMUNI E LE 20 REGIONI ITALIANE. NELLA CATEGORIA TESTIMONIAL IL PREMIO VA A GIOBBE COVATTA: SARA’ LUI A CONSEGNARE IL PREMIO ALL’ENTE PUBBLICO ITALIANO CHE SI DISTINGUERA’ PER LA MIGLIORE BUONA PRATICA NELLA PREVENZIONE E RIDUZIONE DELLO SPRECO ALIMENTARE.

UN PREMIO ANCHE PER LE BUONE PRATICHE DI AZIENDE E SCUOLE ITALIANE: «PERCHE’ LO SPRECO SI BATTE PREVENENDOLO, E SOLO UNA CAPILLARE CAMPAGNA DI EDUCAZIONE ALIMENTARE PUO’ FAVORIRE LA SVOLTA CULTURALE» SPIEGA L’IDEATORE DI SPRECO ZERO, L’AGROECONOMISTA ANDREA SEGRE’.

RICERCA, MONITORAGGIO E SENSIBILIZZAZIONE ATTRAVERSO IL NUOVO PROGETTO 60 SEI ZERO CHE ACCOMPAGNERA’ LA CAMPAGNA FINO AL 2019.

ROMA – Spreco alimentare, l’inversione di tendenza sembra confermata: sei italiani su 10 dichiarano di gettare il cibo ancora commestibile solo una volta al mese (17%), o addirittura più raramente (43%). Il 16% butta alimenti buoni una volta alla settimana e il 15% ogni due settimane. Ma quasi tutti – il 92% – si sentono tristi e in colpa quando si ritrovano a gettare il cibo. Solo il 7%, meno di un italiano su 10, si dichiara indifferente davanti allo spreco alimentare che ha procurato. E complessivamente 4 italiani su 10 (il 39%) dichiarano di sprecare meno di due anni fa. Sono alcune anticipazioni dai dati del Rapporto 2018 dell’Osservatorio Waste Watcher di Last Minute Market / Swg, monitorati per la 9^ edizione della campagna Spreco Zero presentata stamane a Roma all’Anci dall’ideatore Andrea Segrè, con il presidente Anci Antonio Decaro e con Luca Falasconi, coordinatore del progetto 60 Sei Zero che affiancherà fino al 2019 la campagna, con la partecipazione speciale di Giobbe Covatta, vincitore del Premio Vivere a Spreco Zero 2018 nella categoria Testimonial. «Ma i dati reali sullo spreco, misurati attraverso il progetto Reduce e I Diari delle famiglie italiane, parlano ancora di 3 kg di cibo pro capite ogni mese gettato nella spazzatura – spiega il docente e agroeconomista Andrea Segrè, fondatore della campagna – In termini di costi, rapportato alle famiglie italiane questo si traduce in 8,5 miliardi € gettati ogni anno, lo 0,6% del Pil. Lo spreco si batte prevenendolo, e solo una capillare campagna di educazione alimentare puo’ favorire la svolta culturale».

Con la campagna Spreco Zero 2018/2019, che si concluderà il 5 febbraio 2019 a Roma in occasione della 6^ Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco alimentare, riparte anche il Premio Vivere a Spreco Zero, promosso insieme al Ministero dell’Ambiente attraverso il progetto 60 Sei Zero, e in collaborazione con Anci, l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, e il network di buone pratiche Sprecozero.net. Un circuito di sensibilizzazione rivolto a enti pubblici, aziende, scuole e cittadini, sostenuto da Camst, Conapi Mielizia, Alce Nero, Istituto Italiano Imballaggio e Giò Style, e dalla media partnership di Radio2 Rai.

«Spreco Zero 2018/2019 riparte dal Premio Vivere a Spreco Zero – spiega il docente e ricercatore Luca Falasconi, coordinatore del progetto 60 Sei Zero – Anche quest’anno nostri interlocutori di riferimento saranno i 7982 Comuni e le 20 regioni italiane, che invitiamo a volersi candidare segnalando le buone pratiche promosse nell’area amministrativa di riferimento per la prevenzione e il recupero degli sprechi alimentari. Ma come sempre ci rivolgiamo anche alle aziende, alle scuole, ai cittadini per sensibilizzare a 360 gradi intorno a un tema centrale per il futuro del pianeta».

Promuovere e condividere le buone pratiche di prevenzione degli sprechi alimentari adottate sul territorio nazionale da soggetti pubblici e privati, valorizzando le esperienze più rilevanti e favorendone la diffusione e la replicazione sul territorio: questo l’obiettivo del Premio Vivere a Spreco Zero 2018 che conferma dunque le categorie Imprese, Amministrazioni Pubbliche e Scuole. La candidatura alla 6^ edizione del Premio per la categoria imprese è aperta a tutte le aziende che negli ultimi 3 anni hanno promosso o sostenuto, all’interno della propria struttura e sul territorio in cui lavorano, misure, azioni o progetti in grado contrastare il fenomeno dello spreco alimentare. Per la categoria Amministrazioni Pubbliche la selezione prevede la possibilità di autocandidature e di segnalazioni da parte della Giuria del Premio, di cui fanno parte anche i giornalisti di cultura ambientalista Antonio Cianciullo, Massimo Cirri, Roberto Giovannini e Marco Fratoddi. Nella categoria Scuole la selezione delle iniziative sarà condotta in seno a tutti quegli istituti che vorranno autoproporsi e che negli ultimi 3 anni avranno promosso o sostenuto, all’interno della propria realtà e sul territorio in cui operano, misure, azioni o progetti in grado di sensibilizzare sul problema o di contrastare il fenomeno dello spreco alimentare. Anche i cittadini potranno partecipare al Premio Vivere a Spreco Zero, scaricando e compilando Waste Notes, il Diario settimanale ideato dalla campagna Spreco Zero con il progetto Reduce, in collegamento con i test dei “Diari di Famiglia”, scaricabile dal sito www.sprecozero.it

Nella categoria testimonial va all’attore Giobbe Covatta il Premio Vivere a Spreco Zero 2018: una scelta che premia l’attenzione, la sensibilità e l’efficacia d’impegno di un attore e autore fra i più amati dal grande pubblico. A lungo impegnato nel Comitato Tecnico Scientifico di Prevenzione dei Rifiuti e dello Spreco Alimentare varato dal Ministero dell’Ambiente, Giobbe Covatta ha condiviso il percorso che ha portato, nel 2014, a fondare la Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare. Insieme alla campagna Spreco Zero condividerà una riflessione ampia e coinvolgente sul vivere sostenibile e sul rapporto dell’uomo con l’ambiente. L’attività professionale di Giobbe Covatta, protagonista da tre decenni sulle scene comiche e cabarettistiche, si caratterizza per l’intenso impegno sociale e umanitario come testimonial dell’AMREF (Fondazione Africana per la Medicina e la Ricerca).  Giobbe Covatta interverrà alla cerimonia di consegna del Premio Vivere a Spreco Zero, nel novembre 2018. Le sue parole sullo spreco del cibo sono illuminanti e in prospettiva millennials: «Tutti conoscono la “statistica del pollo”: c’è chi ne mangia due e chi non ne mangia proprio, ma la nostra media sarà di un pollo a testa. Così l’ingordo diventa odioso! Ma se l’ingordo butta pure la metà di ciò che mangia, la sua diventa cattiveria … Quindi, come diceva Gaber, non insegnate ai bambini la vostra morale: la speranza è che siano loro, I bambini, a insegnarci una nuova morale …».

SPRECO ZERO CAMPAGNA EUROPEA DI SENSIBILIZZAZIONE

Spreco Zero, nata nel 2010 è tuttora l’unica campagna di sensibilizzazione in Italia sul tema dello spreco alimentare. Promossa da Last Minute Market e curata dall’agroeconomista e docente universitario Andrea Segrè, realizzata in stretta partnership con il Ministero dell’Ambiente e i progetti Reduce e 60 Sei Zero, la campagna è diventata rapidamente movimento di pensiero ma anche strumento di lavoro concreto attraverso la Dichiarazione Congiunta che per prima poneva in Europa obiettivi concreti di riduzione e prevenzione dello spreco alimentare. Sottoscritta nel 2010 da uomini di scienza e di cultura, insieme a centinaia di cittadini, la Dichiarazione è stata ripresa nei suoi obiettivi e contenuti dalla Risoluzione del Parlamento Europeo del 19 gennaio 2012, tuttora l’unico atto istituzionale europeo sul tema spreco. Proseguendo le sue iniziative la campagna ha generato la Carta Spreco Zero sottoscritta da oltre 800 Sindaci italiani delle metropoli (Roma, Milano, Firenze, Napoli, Bologna) e di tante altre amministrazioni grandi e piccole, ha avviato le iniziative di “Primo non Sprecare”: pranzi e cene realizzati con cibo di recupero dagli sprechi della distribuzione, griffati da grandi chef, di volta in volta al fianco di partners come il Ministero dell’Ambiente e degli Affari Esteri, Caterpillar Radio2 Rai, Anci. Dal 2012 la campagna ha avviato anche il Premio Vivere a Spreco Zero per aziende, enti pubblici, scuole e grandi testimonial che hanno rappresentato l’urgenza di ridurre e prevenire lo spreco alimentare: come Susanna Tamaro, Paolo Rumiz, Moreno Cedroni, Francesco Tullio Altan e Giobbe Covatta.  Nel 2014 insieme al Ministero dell’Ambiente Spreco Zero ha promosso la convocazione degli Stati Generali dello Spreco in Italia, il 5 febbraio 2014: data di proclamazione della prima Giornata Nazionale di prevenzione dello Spreco, diventata appuntamento fondamentale per ragionare di questo tema.  Spreco Zero è anche dati, quindi un generatore di interesse costante da parte dei media: attraverso l’Osservatorio Waste Watcher sugli sprechi e le abitudini italiani/cibo diffonde periodicamente nuove rilevazioni in occasione delle date clou della “agenda annuale della sostenibilità” che include, fra le altre, la Giornata mondiale dell’Acqua (22 marzo), della Terra (22 aprile), dell’Ambiente (5 giugno), dell’Alimentazione (16 ottobre).