Tredici come il numero del cambiamento, della trasformazione. Nella tradizione pitagorica, il 13 esprime la necessità di una trasformazione profonda per ricostruire su nuove basi. Proprio quello che si propone di innescare la 13^ edizione della Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, in calendario in Italia giovedì 5 febbraio 2026: l’iniziativa, nata nel 2014 su impulso della campagna pubblica di sensibilizzazione Spreco Zero per l’economia circolare e lo sviluppo sostenibile, è ideata e curata dall’economista Andrea Segrè, promossa per iniziativa di Last Minute Market in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, con il patrocinio di istituzioni internazionali e RAI per il Sociale. «Trasformazioni strutturali e durature dei nostri comportamenti sono quelle richieste oggi a tutti noi – spiega Andrea Segrè, fondatore della Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco e direttore scientifico dell’Osservatorio Waste Watcher – Quindi un percorso concreto verso la riduzione del 50% dello spreco alimentare entro il 2030, e una rinnovata consapevolezza della responsabilità di ciascuno e dell’interconnessione globale.
Mancano quattro anni al 2030, e le verifiche sugli Obiettivi dell’Agenda delle Nazioni Unite si fanno stringenti: la sfida 2026 sarà rafforzare questa tendenza, perché il traguardo del 2030 non resti un auspicio, ma diventi un risultato condiviso. Un anno fa la stima eseguita sulla base del Rapporto 2025 dell’Osservatorio Waste Watcher International fissava in 369,7 grammi settimanali lo spreco settimanale pro capite al quale dobbiamo tendere per centrare nel 2030 l’Obiettivo 12.3 dell’Agenda di sostenibilità, ovvero il 50% dei 737,4 grammi registrati al momento dell’adozione dell’Agenda 2030. Quest’anno, il 5 febbraio, potremo verificare i nostri progressi: non si tratta solo di numeri, ma di una pre-visione di futuro strettamente legata all’attuale modello di sviluppo, inadeguato ad abitare il pianeta nel terzo millennio».

