Dietro allo spreco alimentare si cela una realtà rilevante non solo per la quantità di cibo gettato, ma anche per le risorse naturali impiegate nella sua produzione. Lo spreco alimentare domestico rilevato da Waste Watcher nel 2026 comporta uno spreco idrico stimato incirca 75 litri a settimana per ogni cittadino italiano, pari a quasi 3.916 litri all’anno per persona. Se si considera che la popolazione residente in Italia è pari a circa 58,9 milioni di abitanti, l’impatto complessivo diventa particolarmente significativo: lo spreco alimentare domestico corrisponde a circa 1,7 milioni di tonnellate di cibo gettato ogni anno, con un consumo idrico associato di oltre 230 milioni di metri cubi d’acqua, paragonabile a circa 74 mila piscine olimpioniche. Questi confronti aiutano a mostrare come lo spreco alimentare non riguardi soltanto ciò che viene gettato nel bidone, ma anche l’acqua, l’energia e le emissioni incorporate lungo tutta la filiera alimentare.
«Sprecare cibo – ricorda ancora Andrea Segrè – significa disperdere anche acqua, energia, suolo, lavoro ed emissioni incorporate nei processi di produzione, trasformazione, distribuzioneeconservazionedeglialimenti. Per questo è importante che tutti siamo consapevoli dell’impatto della pattumiera di casa nostra: possiamo cominciare scaricandogratuitamentela
AppSprecometrodell’UniversitàdiBologna: usarla aiuta in modo tangibile a migliorare la nostra consapevolezza e a potenziare la prevenzione dello spreco alimentare nelle nostre case».
Il Rapporto Waste Watcher International è disponibile sul sito sprecozero.it al link https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/04/Report-WW26_Febb.pdf.

