5 giugno 2026: i dati Waste Watcher nella GIORNATA MONDIALE DELL’AMBIENTE

Inspired by Nature. For Climate. For Our Future
Ispirati dalla natura. Per il clima. Per il nostro futuro

Un appello Globale per l’azione climatica

Lo spreco alimentare dell’ultimo anno in Italia ha generato emissioni per 7,5 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente, ovvero le emissioni di circa 1,6 milioni di automobili (quelle che circolano in Sardegna e in Umbria, per esempio, o poco meno di un terzo di quelle che circolano nel Lazio.

Venerdì 5 giugno 2026 è la Giornata mondiale dell’Ambiente e per tutti i cittadini del mondo sarà un’occasione essenziale per unirsi all’appello globale per l’azione climatica, riflettendo sul tema proposto per questa edizione: Inspired by Nature. For Climate. For Our Future, Ispirati dalla natura. Per il clima. Per il nostro futuro. La Giornata mondiale dell’Ambiente 2026 si concentra infatti sui cambiamenti climatici e sui segnali urgenti che la Terra sta inviando, così come sui segnali che scegliamo di rispondere. Perché il pianeta non discute e non negozia, invia segnali chiari, e tutti ce ne stiamo accorgendo in queste settimane: ondate di freddo fuori stagione e bombe di pioggia si alternano a incendi devastanti, ondate di calore, scioglimento dei ghiacciai a innalzamento del livello del mare. «Avevamo detto, con il Trattato di Parigi, che l’innalzamento della temperatura della Terra di 1,5 °C doveva essere il limite – sottolinea Andrea Segrè, Direttore scientifico dell’Osservatorio Waste Watcher International e fondatore della Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare Ma dieci anni dopo lo stiamo già superando: è tempo di agire, subito, e chiunque può e deve farlo anche nel suo quotidiano, a partire da gesti piccoli e semplici, ma essenziali. Come dotarsi degli strumenti che aiutano a prevenire e ridurre lo spreco alimentare, contribuendo così a ridurre le emissioni CO2 che aggravano il riscaldamento globale e quindi la questione climatica». I dati dell’Osservatorio Waste Watcher International avvertono infatti che secondo il Rapporto “Il caso Italia” (diffuso in occasione della 13^ Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, 5 febbraio 2026), ogni cittadino e cittadina italiana genera, attraverso il cibo sprecato in ambito domestico che è pari a 28,8 kg all’anno pro capite, circa 2,46 kg di COequivalente a settimana, ovvero produce circa 128 kg di COequivalente all’anno. Su scala nazionale, questo equivale a circa 7,5 milioni di tonnellate di COequivalente all’anno, cioè le emissioni annuali di circa 1,6 milioni di automobili. Per immaginare meglio queste automobili in movimento, possiamo pensare al flusso annuale delle automobili che circolano in Sardegna e Umbria, sommate, oppure a un terzo di quelle che circolano nel Lazio.

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