Il “CASO ITALIA” 2026, L’INTELLIGENZA GENERAZIONALE: DIMMI QUANTI ANNI HAI, TI DIRÒ QUANTO SPRECHI.

Presentati oggi a Roma i nuovi dati del rapporto Waste Watcher International, in vista della 13^ Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare, giovedì 5 febbraio 2026.

L’evento introdotto dal fondatore della Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare, l’agroeconomista Andrea Segrè.

C’è un’intelligenza “naturale”, istintiva ma anche sedimentata dall’esperienza e dal know how, che in Italia si fa strada in rapporto ai comportamenti rispettosi dello sviluppo sostenibile. È l’intelligenza generazionale, quella che incrocia l’attitudine e la perizia virtuosa dei boomers – nati fra il 1946 e il 1964 – che oggi trainano l’Italia verso un deciso miglioramento in tema di prevenzione dello spreco alimentare – e l’’intelligenza dell’ultima generazione, gli Z – nati fra il 1997 e il 2012 – cui spesso manca il tempo per dedicarsi al cibo, ma che hanno adesso il compito di alfabetizzare il Paese in tema di nuove tecnologie #sprecozero, visto che le padroneggiano molto bene. È questo il filo rosso del “Caso Italia 2026”, il nuovo Rapporto dell’Osservatorio Waste Watcher International diffuso questa mattina – martedì 3 febbraio 2026 – in vista della 13^ Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, 5 febbraio 2026, indetta dalla campagna pubblica di sensibilizzazione Spreco Zero.

I dati sono stati analizzati anche sulla base del Cross Generation Food Waste Report, per capire esattamente come l’età, l’esperienza e le differenze generazionali influiscono sulla predisposizione alla acquisizione, fruizione e gestione del cibo, in chiave di prevenezione e riduzione dello spreco alimentare.

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