#cheSprecochefa, il packaging allunga la vita
#cheSprecochefa, il packaging allunga la vita

#cheSprecochefa, il packaging allunga la vita

AL PALAZZO DEI CONGRESSI DI RAVENNA, LUNEDI’ 5 DICEMBRE, ORE 10

Generazione What a tavola: lezioni di Ecostile con l’agroeconomista Andrea Segrè e con Marco Sachet, Direttore dell’Istituto Italiano Imballaggio. Dialoghi sul cibo, sullo spreco, sulle strategie per prevenirlo con 350 studenti degli istituti Superiori cittadini. Un evento aperto alla partecipazione del pubblico.

RAVENNA – Lo spreco alimentare domestico monitorato dall’Osservatorio Waste Watcher (LMM/Swg) attesta che sprechiamo 2,4 kg al mese per un costo di 28 € a famiglia. E sempre secondo il Rapporto 2016 di Waste Watcher alla testa dell’infausta ‘hit’ del cibo buttato ci sono frutta, verdura, pane, salumi e formaggi sono. Le cause? Bulimia da acquisto nel 48% dei casi e cattiva conservazione secondo il 28% degli intervistati. E’ lo spreco alimentare domestico la vera voragine degli sprechi alimentari e la svolta culturale per contrastarlo arriva dall’educazione alimentare, dalla migliore conoscenza del cibo e dei modi per conservarlo e prevenirne lo spreco. Da questi presupposti nasce l’iniziativa promossa dai Rotary Club Ravenna e Galla Placidia, in collaborazione con la campagna Spreco Zero di Last Minute Market e con Istituto Italiano Imballaggio: #chesprecochefa Generazione what a tavola titola l’incontro in programma lunedì 5 dicembre dalle 10 al Palazzo dei Congressi di Ravenna. Lezioni di “ecostile”, dunque, attraverso dialoghi d’autore sullo spreco e le strategie per prevenirlo. A cominciare dal packaging, cui spesso guardiamo ignari delle potenzialità che schiude in tema della prevenzione degli sprechi. Lo scopriranno lunedì i 350 studenti del Liceo classico Alighieri, del Liceo artistico e del Liceo di Lugo, affiancati dagli studenti degli Istituti Baldini, Callegari, Ginanni, Olivetti, Perdisa e Damiano di Ravenna. Li accoglieranno, in questi Dialoghi aperti anche alla partecipazione della città, l’agroeconomista Andrea Segrè, autore di “Cibo” (Il Mulino), con il Direttore dell’Istituto Imballaggio Marco Sachet, e conPatrizia Ravagli,  Presidente del Rotary Club Ravenna Galla Placidia, Gabriele Ciucci Presidente Rotary Club Ravenna e inoltre il vicesindaco di Ravenna Eugenio Fusignani e la Dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Ravenna Agostina Melucci.  Educazione alimentare, dunque, sui banchi di scuola: i Rotary Club Ravenna Galla Placidia e Rotary Club Ravenna confermano un’attenzione rodata per la promozione culturale e pedagogica nei confronti degli studenti e delle loro famiglie, e intrecciano il loro percorso con il progetto Reduce 2016/2017, avviato dal Ministero dell’Ambiente in sinergia con l’Università degli Studi di Bologna – Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari, e con la campagna Spreco Zero.

Si consuma per vivere e non si vive per consumare: una considerazione elementare, persino ovvia in apparenza. Ma che ne pensa la generazione What dei giovani e adolescenti, e come la vedono i loro fratelli minori, ‘nativi digitali’ travolti da un pressing inarrestabile verso il consumo? Protagonisti della conversazione: l’agroeconomista Andrea Segrè, che dello “spreco zero” ha fatto parola d’ordine per un nuovo movimento di coscienze del terzo Millennio; e accanto a lui il direttore dell’Istituto Italiano Imballaggi, Marco Sachet, che afferma: “il packaging allunga la vita: nfatti contribuisce a proteggere e conservare il cibo, nel tempo e nello spazio,  aumentando  la probabilità che sia consumato.  Questa convinzione ha trovato spazio anche nella recente legge nazionale, che facilita le procedure di donazione del cibo e conferma l’importanza del ruolo del packaging, tanto da prevedere un fondo, destinato a finanziare soluzioni che allunghino la shelf life degli alimenti e siano, nel contempo, vantaggiose per l’ambiente”. Lunedì mattina, quindi, i ragazzi scopriranno i ‘nuovi’ packaging: alleati dell’uomo nella conservazione ottimale degli alimenti, ma anche nella prevenzione dei rifiuti e nella gestione del loro smaltimento. Nella formazione, quindi, di una coscienza e intelligenza ecologica che transita anche dai materiali, dalle forme e dal design di quanto riveste oggi quello che mangiamo e che ci disseta ogni giorno.