L’attività di ricerca R1: lo spreco domestico
L’attività di ricerca R1: lo spreco domestico

L’attività di ricerca R1: lo spreco domestico

A cura di Claudia Giordano, Università di Bologna, Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari

In cosa consiste l’attività di ricerca R1?

L’attività di ricerca R1 si occupa di analizzare e quantificare lo spreco domestico e dei suoi drivers in Italia. In altri termini, attraverso lo studio che effettueremo nell’ambito di questa sezione, scopriremo quali sono i motivi più frequenti di spreco alimentare nelle famiglie.

Molti altri paesi- tra cui Finlandia, Gran Bretagna e Norvegia- hanno indagato il fenomeno effettuando studi simili su campioni rappresentativi a livello nazionale- ovvero, con determinate caratteristiche socio-demografiche e di una numerosità sufficientemente elevata.

Perchè è importante?

Innanzitutto, il maggior quantitativo di spreco si produce proprio tra le mura domestiche. Naturalmente, sarebbe sufficiente che ogni famiglia sprecasse anche solo mezzo chilo di cibo ancora edibile a settimana per avere un dato complessivo altissimo. Purtroppo, però, i dati in letteratura suggeriscono che siamo ben lontani dal produrre solo mezzo chilo a settimana: in tutti gli studi effettuati in Europa e America, il dato oscilla tra 1,5 e 3 chili a settimana per famiglia. Sapere quanto si spreca e soprattutto perchè, può consentirci di intervenire attraverso delle campagne di comunicazione efficaci e mirate o anche attraverso suggerimenti mirati alle aziende e al Ministero dell’Ambiente, interessato a ridurre i rifiuti così come da richieste della Comunità Europea.

Cosa possiamo fare noi?

In italia manca ancora un dato che sia considerato “attendibile”; i dati esistenti indagano sull’auto-percezione, ovvero sono calcolati tramite questionari. Da uno studio pilota che abbiamo effettuato nel 2015, è emerso come l’auto-percezione dello spreco alimentare sia ben lontana dal dato effettivo (laddove per dato effettivo intendiamo lo spreco rinvenuto nei rifiuti dei rispondenti). Per questa ragione, abbiamo deciso di indagare il fenomeno utilizzando la metodologia dei diari- metodologia che è stata utilizzata per la prima volta dall’agenzia inglese WRAP ed è poi stata ripresa da studi successivi. Conosciamo bene i vantaggi e i limiti della metodologia. Il coinvolgimento diretto del rispondente nella fase di quantificazione può dar luogo ad alcune distorsioni, tuttavia il diario è l’unico metodo che consenta di indagare le motivazioni dello spreco; inoltre, sempre dallo studio pilota, è emerso che il dato quantitativo stimato attraverso il diario non è particolarmente lontano da quello effettivo.

L’esperimento del diario dello spreco alimentare inizierà nel mese di novembre e durerà una settimana. SWG si occuperà della selezione del campione rappresentativo e spedirà il materiale in cartaceo.

Il blog verrà aggiornato periodicamente sull’esperimento diari, quindi…stay tuned!

Foto scattata presso Guelph (CA) nel 2015, nell'ambito di una collaborazione di ricerca con il dipartimento di geografia

Foto scattata presso Guelph (CA) nel 2015, nell’ambito di una collaborazione di ricerca con il dipartimento di geografia