DIARI DELLO SPRECO
DIARI DELLO SPRECO

DIARI DELLO SPRECO

DIARI DI FAMIGLIA: DOPO I PRIMI PILOTE TEST DEL 2015, WASTE WATCHER E UNIVERSITA’ DI BOLOGNA PRESENTERANNO, NELL’AMBITO DEL PROGETTO REDUCE E DELLA CAMPAGNA SPRRECO ZERO 2016, I PRIMI DIARI SCIENTIFICI DELLO SPRECO DOMESTICO: IL TEST FONDAMENTALE PER ARRIVARE ALLA REALE DEFINIZIONE DELLO SPRECO ALIMENTARE, AL DI LA’ DELLE SEMPLICI PERCEZIONI DICHIARATE NEI SONDAGGI.

I dati dei primi due esperimenti condotti nei mesi scorsi da Last Minute Market /Università di Bologna erano stati decisamente sconvolgenti: dai Diari di Famiglia si evinceva che lo spreco alimentare aumenta di circa il 50% rispetto a quello percepito e dichiarato, dunque lo spreco settimanale in Italia è in media di un kg per nucleo familiare. Si trattava dei primi due pilote test avviati a Bologna e in Emilia Romagna dall’Unversità di Bologna – Distal in sinergia con Last Minute Market e la campagna Spreco Zero. L’edizione 2016 della campagna, attraverso il progetto Reduce, arriverà finalmente alla definizione scientifica dei Diari di Famiglia dello spreco domestico: un sistema molto complesso da organizzare, e del tutto rivoluzionario. Si partirà nella seconda parte dell’anno, dal mese di settembre 2016.
I Diari smentiscono le stime dei sondaggi percettivi, nonostante soffrano egualmente di una leggera sottostima. L’auditing consiste nell’utilizzo del metodo della waste sorting analysis, un’analisi merceologica condotta nei rifiuti che consente di pesare e classificare lo spreco alimentare domestico verificando la corrispondenza con quanto dichiarato nel Diario e nelle interviste condotte prima e dopo la compilazione dei diari. Il metodo della sorting waste é stato affinato grazie ad un periodo di visiting dei ricercatori Unibo presso l’università di Guelph, in Ontario, che é già al secondo anno di sperimentazione.
IN COSA CONSISTONO I DIARI: ogni giorno, per una settimana, i partecipanti hanno annotato su formulari composti da parti compilative e chiuse il cibo gettato ad ogni pasto, con annessa motivazione (ho cucinato troppo, p es) e il metodo di smaltimento (raccolta dell’organico, indifferenziato, scarichi,  ecc.) Il quantitativo di cibo gettato era stimabile attraverso comuni strumenti di precisione da cucina (bilancia per alimenti) oppure attraverso altri strumenti indicati nelle istruzioni- cucchiai, bicchieri, tazze, ecc… Il modello di ispirazione ê il prototipo realizzato dal WRAP, in Inghilterra, che ha realizzato l’esperimento sul campione più ampio in assoluto (più di 100 famiglie). Tuttavia, altri importanti esperimenti di diario sono stati condotti in Austria (Boku university) e Finlandia (university of Helsinki) su campioni ridotti. A conclusione dei pilote test si era arrivati a definire la sottostima dello spreco domestico rispetto ai questionari, quantificando oltre il 50% di spreco rispetto a quanto dichiarato. In termini di peso settimanale si stima quindi che il valore medio di spreco domestico ammonti a circa un kg a settimana. I primi test sono stati condotti dalla ricercatrice Claudia Giordano sotto la supervisione di Luca Falasconi e in collaborazione con Waste Watcher (SWG/LMM). Il test ha sostanziato la tesi di dottorato “Food waste e behavioral economics: self- perception ed evidenze empiriche dello spreco alimentare domestico”, curata da Claudia Giordano per la supevisione dei docenti Luca Falasconi e Andrea Segrè.