Giornata mondiale dell’alimentazione: 16 ottobre 2021

Oltre 3 miliardi di persone (il 40% circa della popolazione mondiale) non possono permettersi un’alimentazione sana (dati FAO).

Sabato 16 ottobre si celebra, ancora una volta, la Giornata mondiale dell’alimentazione. Sono necessari sistemi agroalimentari sostenibili, in grado di nutrire – si stima – 10 miliardi di persone entro il 2050. I sistemi agroalimentari danno lavoro a un miliardo di persone in tutto il mondo. Il modo in cui produciamo, consumiamo e sprechiamo il cibo ha pesanti ripercussioni sul nostro pianeta. Tre miliardi di persone non possono permettersi un’alimentazione sana, mentre il sovrappeso e l’obesità sono in costante aumento in tutto il mondo. Sappiamo che scegliere una dieta equilibrata permette di evitare patologie croniche e cardiovascolari, ma anche di ridurre l’impatto ambientale e le emissioni di gas serra, migliorando così la salute del nostro Pianeta. Una delle principali cause di produzione di CO2 deriva infatti da quello che mettiamo in tavola ogni giorno. Se valutiamo le emissioni di gas serra, è proprio il cibo a dare il maggior contributo al cambiamento climatico, incidendo per il 31% del totale (una percentuale più alta persino dei trasporti, o del riscaldamento). Per questo, le conseguenze delle nostre scelte alimentari sulla salute del nostro Pianeta sono determinanti, ogni volta che spingiamo un carrello e ogni volta che ci mettiamo a tavola. La campagna di sensibilizzazione Spreco Zero di Last Minute Market promuove la Dieta Mediterranea come stile di vita e di produzione agricola sostenibile e ottimale per la prevenzione degli sprechi nell’ambito dell’intero processo di produzione, distribuzione e consumo. La riduzione delle perdite e degli sprechi alimentari contribuisce a migliorare la sostenibilità dei sistemi e può portare benefici alla società grazie alla riduzione delle emissioni di gas serra, delle pressioni sulla terra e sulle risorse idriche, grazie al miglioramento della sicurezza alimentare, al potenziamento della produttività e quindi della crescita economica.

La #GiornataMondialeAlimentazione 2021 cade per la seconda volta mentre tutti i paesi del mondo affrontano le ripercussioni della pandemia globale del Covid-19. L’azione collettiva in 150 paesi è ciò che rende la Giornata Mondiale dell’Alimentazione uno dei giorni più celebrati del calendario ONU,  per promuovere consapevolezza e azione a livello mondiale per tutti coloro che soffrono la fame e per la necessità di garantire diete sane per tutti. La riduzione dello spreco alimentare è una sfida allo stesso tempo etica, sociale, ambientale economica, entrata a pieno titolo nell’Agenda ONU 2030 per lo sviluppo sostenibile, al punto Goal 12.3.

«Il cibo e il suo valore – spiega il fondatore della campagna Spreco Zero, l’agroeconomista Andrea Segrè – devono essere messi al centro della nostra visione post-emergenza con un obiettivo chiaro: ridurre il food divide. La “formula” da usare è semplice e allo stesso tempo complicata e si riassume così: cibo di buona qualità, in quantità sufficiente, a un prezzo equo per chi lo produce e per chi lo acquista. Insomma, è il “cibo medio” che può fare la differenza e generare salute e sostenibilità se accessibile ad ogni cittadino» (A. Segrè: “Cibo”, Il Mulino 2015 e “Il gusto per le cose giuste. Lettera alla generazione Z”, Mondadori 2017).

La campagna Spreco Zero vi invita a condividere le buone pratiche di prevenzione e riduzione degli sprechi alimentari, messe in atto nel quotidiano delle vite e delle proprie abitazioni.

C’è tempo fino al 31 ottobre per inviare la propria candidatura come cittadini #sprecozero QUI.

World Food Day 2021

Non siete soli! Il progetto di Eni Foundation per sostenere il contrasto al disagio sociale e alimentare.
Un modo concreto per affiancare le fasce fragili del Paese, nel periodo più buio dell’emergenza sanitaria.

Per contrastare il disagio sociale e alimentare dovuti all’emergenza sanitaria nelle fasce più giovani della popolazione, Eni promuove l’iniziativa “Non siete soli”, in collaborazione con Società Italiana di Pediatria (SIP), Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta (CISOM), Fondazione Banco Alimentare e Caritas Ambrosiana. Il progetto, che nelle fasi iniziali coinvolgeva gli over 80, da agosto 2021 ha allargato la platea di beneficiari per rivolgersi anche ai bambini e agli adolescenti. Le attività previste includono la consegna di pacchi alimentari, la distribuzione di materiale educativo e informativo e la formazione dei volontari e degli operatori assistenziali deputati in merito alla tematica dei disturbi alimentari.

L’iniziativa nasce per dare una risposta concreta a un problema allarmante. In Italia, la pandemia da covid-19 ha accentuato le condizioni di vita precarie delle famiglie più vulnerabili. Dai dati più recenti, nel 2020 oltre un milione di “nuovi poveri” (si stima che si arriverà a 2 milioni) si sono aggiunti ai 4,6 milioni di persone già in stato di povertà assoluta nel Paese. La presenza di figli minori ha esposto maggiormente le famiglie alle conseguenze della crisi, con un’incidenza di povertà assoluta che passa dal 9,2% all’11,6%, dopo il miglioramento registrato nel 2019. Inoltre, nei giovani, il cambiamento delle dinamiche quotidiane e dello stile di vita hanno infatti influenzato alcuni comportamenti patologici legati all’alimentazione. L’incremento medio dei casi di disturbi alimentari tra gli adolescenti nell’ultimo anno (febbraio 2020 – febbraio 2021) rispetto allo stesso periodo 2019-2020 è del 30%, con un abbassamento della fascia di età (13-16 anni).

Alla luce di uno scenario così preoccupante, Eni Foundation ha deciso di intervenire quindi con un’iniziativa straordinaria che si pone l’obiettivo di offrire un supporto concreto a bambini e adolescenti, e alle loro famiglie, che versano in situazioni di disagio sociale e manifestano disturbi alimentari con lo scopo di dare una risposta emergenziale sia alle fragilità economiche che al disagio psicologico in cui versa questa fascia di popolazione.

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