Giornata mondiale della Biodiversità, un talk dedicato della campagna Spreco Zero e i dati Waste Watcher International Observatory

Sabato 22 maggio è la Giornata Mondiale della Biodiversità, proclamata nel 2000 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per celebrare l’adozione della Convenzione sulla Diversità Biologica firmata a Nairobi, in Kenya, nel 1992, con l’obiettivo di tutelare la diversità biologica del Pianeta. Da allora il 22 maggio è un giorno speciale per ricordare l’importanza di salvaguardare la straordinaria ricchezza costituita da tutte le specie viventi sulla Terra. Il 2020 era stato proclamato “super anno della biodiversità” ma, a causa della pandemia, l’azione si è spostata nel 2021 con la Conferenza delle Nazioni Unite per la Biodiversità. Le cause del deperimento di biodiversità – la perdita di habitat, l’inquinamento diffuso, lo sfruttamento massivo delle risorse, le specie aliene invasive – sono tutte riconducibili alle attività antropiche che hanno via via portato all’aumento delle zoonosi, un fenomeno causato dal cosiddetto “salto di specie” in conseguenza di attività come la deforestazione massiva, la conversione continua dei terreni e l’intensificazione dell’agricoltura che abbattono la distanza, anche fisica, tra uomo e fauna selvatica. L’approccio One Health è la risposta coniata nel 2004 come prospettiva di prevenzione per la “salute eco-sistemica integrata” da raggiungere attraverso strategie e politiche sinergiche.

Il 2021 ha ereditato anche la responsabilità connessa alla Strategia UE sulla biodiversità 2030, adottata dalla Commissione europea. Nell’ambito di tale strategia le principali azioni da realizzare entro il 2030 includono:

  • La creazione di zone protette comprendenti almeno il 30% della superficie terrestre e marina dell’UE, ampliando in tal modo la copertura delle zone Natura 2000 esistenti
  • Il ripristino degli ecosistemi degradati in tutta l’UE entro il 2030 attraverso impegni e misure concrete, come la riduzione dell’uso dei pesticidi del 50% entro il 2030 e l’impianto di 3 miliardi di alberi all’interno dell’UE
  • Lo stanziamento di 20 miliardi € ogni anno per la protezione e la promozione della biodiversità
  • La creazione di un quadro globale per la biodiversità, esemplare a livello internazionale.

INTRODUCE
ANDREA SEGRÈ
FONDATORE LMM/CAMPAGNA SPRECO ZERO

INTERVENGONO

ANGELO BENEDETTI
PRESIDENTE E AD GRUPPO UNITEC

ALESSANDRO DALPIAZ
DIRETTORE ASSOMELA

MODERA

LA GIORNALISTA

LAURA GALASSI

BIODIVERSITÀ:

I DATI DI WASTE WATCHER INTERNATIONAL OBSERVATORY

BIODIVERSITÀ: SECONDO 1/3 DEGLI ITALIANI EQUIVALE ALLA QUALITÀ SOSTENIBILE DEL CIBO. SICUREZZA ALIMENTARE: QUATTRO ITALIANI SU 5 SI AFFIDANO A FRUTTA VERDURA EUROPEA, SOLO IL 20% CONSIDERA UGUALMENTE “SICURO” L’ORTOFRUTTA EXTRA UE. SOSTENIBILITÀ ALIMENTARE: SECONDO IL 67,7% CORRISPONDE AL RISPETTO DELL’AMBIENTE PER LA PRODUZIONE DEL CIBO.

PARLIAMO DI MELE: IL 55,5% LE SCEGLIE IN BASE ALLA SUA PROVENIENZA E IL 45% IN BASE ALLA MARCA DEL PRODUTTORE. SOLO UN TERZO, IL 36% VALUTA IL RICONOSCIMENTO DOP/IGP. PREVENZIONE DELLO SPRECO: L’80% DEGLI ITALIANI SI AFFIDA A INNOVAZIONI “SMART” CHE PERMETTANO DI ACQUISTARE FRUTTA E VERDURA DI QUALITÀ/MATURAZIONE OMOGENEA PER IL LORO UTILIZZO.

È dedicato al gusto della biodiversità, nell’ottica della prevenzione degli sprechi, il nuovo Circular Talk della campagna Spreco Zero, “Cogli la prima mela…”, promosso in occasione della Giornata mondiale della Biodiversità, in calendario quest’anno sabato 22 maggio.
L’appuntamento con l’incontro digitale è per venerdì 21 maggio, alle 12 sul canale youtube della campagna Spreco Zero: coordinati dal fondatore Last Minute Market e Spreco Zero Andrea Segrè, dialogheranno due operatori in prima linea, rispettivamente, nell’impegno per la prevenzione dello spreco alimentare e per la promozione della dieta mediterranea, il presidente e AD Gruppo Unitec Angelo Benedetti e il Direttore Assomela Alessandro Dalpiaz. Condurrà il dialogo la giornalista Laura Galassi.
«Nell’anno pandemico si sono rese più evidenti le interconnessioni a ricaduta globale del nostro tempo – spiega Andrea Segrè, che dirige l’Osservatorio Waste Watcher International e da tre decenni studia le implicazioni dello spreco alimentare sulla salute dell’ambiente e dell’uomo – Attentare alla biodiversità danneggiando la natura ha un forte impatto sulla sicurezza alimentare e la salute umana: le scelte di produzione agricola, trasformazione alimentare, trasporto, acquisto, gestione e fruizione del cibo sono fra le principali cause dell’allarmante perdita di biodiversità e incidono sul cambiamento climatico. Ci ha colpito verificare la accresciuta sensibilità degli italiani sul tema: 7 su 10 (68%) dimostrano di saper correttamente definire la biodiversità come “una molteplicità di specie animali, vegetali e microorganismi” e 4 italiani su 10 conoscono bene il collegamento fra la perdita di biodiversità e l’alterazione degli ecosistemi, con conseguenze rilevanti per l’abitabilità terrestre, come la pandemia Covid-19. Esiste, infine, uno stile alimentare che, secondo gli italiani, è più rappresentativo della biodiversità; la dieta mediterranea, secondo il 63% degli intervistati, 6 su 10 quindi (dati Osservatorio Waste Watcher 2020)». La prevenzione dello spreco alimentare può giovarsi dei sistemi innovativi e di un approccio alimentare “smart” nella metodologia di proposta al consumatore dell’ortofrutta: ne sono convinti in vastissima maggioranza gli italiani, con feedback pressoché plebiscitario. Ben 9 su 10 (l’89%) ritengono sia utile suddividere frutta e verdura in base a diverse categorie di qualità, affinché ciascuna tipologia di prodotto possa essere scelta dal consumatore in base allo specifico utilizzo finale: è quanto emerge dalla nuova indagine Waste Watcher International “Il gusto della biodiversità”, promossa con il Gruppo Unitec Assomela su rilevazione Ipsos in occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità 2021. Un campione a larghissima maggioranza, che ritroviamo nelle domande successive: perché il 95% di intervistati dichiara di essere rimasto deluso incontrando un sapore e/o caratteristiche organolettiche molto diverse rispetto a quelle riscontrate in precedenza nell’acquisto dello stesso prodotto. E il 93% dei cittadini, proprio per questo, si dichiara disposto a scegliere con continuità un marchio che garantisca coerenza nel prodotto e bontà ad ogni acquisto.

Ma cosa significa “sostenibile”, nell’immaginario degli italiani, quando riferito a un prodotto alimentare?

L’indagine Waste Watcher International è illuminante, perché la maggioranza degli intervistati, il 67,7%, identifica in questo caso la sostenibilità con il rispetto dell’ambiente: agricoltura e industria alimentare, quindi, risultano sostenibili se operano con criteri di tutela della natura e delle sue caratteristiche di biodiversità. Il 50,1% degli italiani, 1 su 2, identifica la sostenibilità alimentare con la prevenzione degli sprechi il 43,7 con alimenti non confezionati entro imballaggi in plastica, il 37,1% con prodotto km0 e il 36,7% con la stagionalità della loro produzione e fruizione. Un terzo esatto degli italiani, il 33,9%, dichiara che un alimento è sostenibile se la sua produzione è compatibile e rispettosa della biodiversità. In termini di sicurezza alimentare gli italiani non sembrano avere dubbi: danno molte più garanzie la frutta e la verdura UE rispetto a quelle provenienti da aree extra-europee, lo sostiene l’80,7% degli intervistati. Quattro cittadini su 5 privilegiano dunque la sicurezza dell’ortofrutta prodotta e commercializzata entro i confini UE. E qual è il criterio di scelta e acquisto di un prodotto alimentare, quando parliamo di mele? Il 55,5% si affida alla provenienza del prodotto, mentre il 45,3% sceglie in base alla marca del frutto, e solo 1/3 degli intervistati, il 36,6%, acquista in base al riconoscimento Dop/Igp attribuito alla frutta. Infine per una minore ma significativa percentuale di italiani, il 16,4%, è il distributore ad essere identificato come garante di qualità nella scelta.
«I risultati raccolti – afferma Angelo Benedetti, AD Gruppo UNITEC – confermano l’importante contributo che le tecnologie da noi studiate e realizzate possono dare all’intera filiera ortofrutticola, dal produttore al consumatore. L’obiettivo delle nostre tecnologie di classificazione della qualità interna ed esterna è infatti quello di garantire qualità coerente nel tempo di frutta e verdura fresche affinché chi acquista poi non debba sprecare nulla perché già consapevole che il prodotto che sta acquistando ha precise caratteristiche, per esempio di shelf life, in linea con le sue esigenze di utilizzo e con le sue aspettative di gusto».  «È certamente un bene che i consumatori riconoscano una produzione sostenibile tale se rispettosa dell’ambiente –  osserva il Direttore Assomela Alessandro Dalpiaz – Quello che dobbiamo riuscire a comunicare meglio, però, è cosa sia e come si realizzi un prodotto “rispettoso dell’ambiente”, per evitare di cadere in facili banalizzazioni. È fondamentale, inoltre, sottolineare come l’ambientale sia una delle componenti della sostenibilità, che si colloca al fianco di quella sociale ma dopo quella economica».

L’indagine “II gusto della biodiversità” è stata condotta con tecnica CAWI nel maggio 2021, su rilevazione Ipsos per l’Osservatorio Waste Watcher International, con Gruppo Unitec e Assomela per la campagna Spreco Zero 2021. Il campione era composto da 800 cittadini italiani secondo un campione statistico stratificato per quote in base ai parametri di sesso, età e area geografica.

DECARBONIZZAZIONE:

IL NUOVO REPORT ENI FOR NEUTRALITÀ CARBONICA AL 2050 TRACCIA IL PERCORSO DELL’AZIENDA VERSO IL NET ZERO.

Eni for Neutralità Carbonica al 2050 racconta il percorso di Eni verso il net zero delle emissioni GHG Scope 1, 2 e 3, in linea con l’ambizione più alta dell’Accordo di Parigi per mantenere il riscaldamento globale entro la soglia di 1,5°C. La decarbonizzazione dei prodotti energetici e delle operazioni dell’azienda sarà conseguita attraverso attività in parte già avviate e tecnologie esistenti, che consentiranno il raddoppio della capacità di bioraffinazione nei prossimi 4 anni, l’incremento della produzione e commercializzazione di biometano e idrogeno e la crescita nella capacità di produzione di energia da fonti rinnovabili fino ad arrivare a 60 GW al 2050, oltre che lo sviluppo di iniziative e sistemi per lo stoccaggio e l’utilizzo della CO2. In quest’ottica, Eni ha proseguito nello sviluppo di sistemi innovativi per la valorizzazione della CO2, come le tecnologie di mineralizzazione. Eni, inoltre, è impegnata in attività di ricerca e sviluppo con i principali enti tecnico-scientifici italiani e internazionali per sviluppare l’accesso a fonti di energia pulita, sicura e inesauribile, come la trasformazione dell’energia prodotta dal moto ondoso in energia elettrica e la fusione a confinamento magnetico.

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