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	<title>Spreco Zero</title>
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	<description>Campagna nazionale di sensibilizzazione contro lo spreco alimentare</description>
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	<title>Spreco Zero</title>
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		<title>IL PUNTO</title>
		<link>https://www.sprecozero.it/magazine/il-punto-14/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martina.rizzo@bigdigital.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2026 08:50:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Magazine]]></category>
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					<description><![CDATA[Cooperazione, instancabile esercizio di cura collettiva Ridurre perdite e sprechi per rafforzare sicurezza alimentare e sostenibilità: il caso dell’Africa. di Biagio Di Terlizzi Come sa bene chi legge questo magazine, il 13,2% del cibo nel mondo si perde dopo il raccolto e prima della vendita al dettaglio, mentre un ulteriore 19% viene sprecato nelle case, &#8230;<p class="read-more"> <a class="" href="https://www.sprecozero.it/magazine/il-punto-14/"> <span class="screen-reader-text">IL PUNTO</span> Leggi altro &#187;</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cooperazione, instancabile esercizio di cura collettiva</strong></h2>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><em>Ridurre perdite e sprechi per rafforzare sicurezza alimentare e sostenibilità: il caso dell’Africa</em>.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>di Biagio Di Terlizzi</strong></p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Come sa bene chi legge questo magazine, il 13,2% del cibo nel mondo si perde dopo il raccolto e prima della vendita al dettaglio, mentre un ulteriore 19% viene sprecato nelle case, nei ristoranti e in generale nella distribuzione. Perdite e sprechi che sono peraltro responsabili di circa l’8-10% delle emissioni globali di gas serra.&nbsp;</p>



<p>In Africa, continente al centro di queste sfide urgenti che intrecciano sicurezza alimentare, cambiamento climatico, crescita demografica, disponibilità di acqua e resilienza delle filiere, il problema principale non è lo spreco nel piatto, ma ciò che si perde lungo il percorso dal campo al mercato. In assenza di infrastrutture adeguate per le fasi di stoccaggio, raccolta e trasformazione, molte filiere del continente raggiungono perdite pari anche al 30-40%.</p>



<p>Ridurre queste perdite aumenterebbe significativamente la disponibilità di cibo senza necessariamente espandere le superfici coltivate, ma non solo: si sosterrebbero allo stesso tempo i piccoli produttori riducendo lo spreco di risorse quali acqua, suolo ed energia. Ogni alimento perso porta via con sé risorse naturali, lavoro e valore economico che non arrivano alle comunità locali.</p>



<div style="height:15px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>Food is never waste</strong></p>



<p>È in questa prospettiva che si inserisce il contributo della Cooperazione italiana e di Ciheam Bari, impegnati nel rafforzamento delle Coalitions of Action promosse nell’ambito del Food Systems Summit delle Nazioni Unite, in particolare “Food is Never Waste”, con il ruolo cruciale dell’Università di Bologna. Un’iniziativa che mira a rafforzare il posizionamento internazionale del Sistema Italia sulla sicurezza alimentare, valorizzando le nostre esperienze nazionali a sostegno delle decisioni di Paesi terzi nel Mediterraneo e in Africa.</p>



<p>La definizione di soluzioni contestualizzate viene discussa e decisa in partnership con gli stati africani attraverso percorsi partecipativi, tavoli di confronto multilivello fra istituzioni, settore privato, società civile e comunità locali, che vengono coinvolti nell’individuazione dei bisogni, delle priorità e degli interventi più adatti ai diversi contesti. Dati affidabili, coinvolgimento delle istituzioni locali, formazione degli operatori delle filiere, raccomandazioni a misura di paese e iniziative pilota sono elementi essenziali per costruire politiche efficaci e replicabili. In Tunisia questo approccio è stato applicato nel quadro della coalizione “Food is Never Waste” attraverso un percorso di ricerca-azione nei ristoranti universitari, basato su diagnosi dei livelli di spreco, co-progettazione degli interventi e coinvolgimento diretto di istituzioni, personale delle mense e studenti.</p>



<div style="height:15px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>Investimenti mirati</strong></p>



<p>Investire in infrastrutture post-raccolta, dati, competenze, acqua, logistica e trasformazione locale significa produrre in modo più efficiente e con maggiore qualità, riducendo lo spreco di risorse e rafforzando la sicurezza alimentare. Come Ciheam Bari e Sistema Italia, crediamo che la conoscenza sia un seme prezioso e fragile, da custodire e coltivare con estrema attenzione. La cooperazione è proprio questo: un instancabile esercizio di cura collettiva per far crescere questi semi, moltiplicando i frutti della sicurezza alimentare per tutte le comunità.</p>



<p><em>L’autore è direttore del Ciheam di Bari</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;OSSERVATORIO</title>
		<link>https://www.sprecozero.it/magazine/losservatorio-17/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martina.rizzo@bigdigital.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2026 08:30:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Magazine]]></category>
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					<description><![CDATA[Per ridurre lo spreco servono competenze La consapevolezza è necessaria ma ormai non più sufficiente: conoscere il problema non significa automaticamente riuscire a evitarlo. di Luca Falasconi Negli ultimi anni parlare di spreco alimentare è diventato sempre più comune. Le campagne di sensibilizzazione, il dibattito sulla sostenibilità e l&#8217;aumento del costo della vita hanno contribuito &#8230;<p class="read-more"> <a class="" href="https://www.sprecozero.it/magazine/losservatorio-17/"> <span class="screen-reader-text">L&#8217;OSSERVATORIO</span> Leggi altro &#187;</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Per ridurre lo spreco servono competenze</strong></h2>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><em>La consapevolezza è necessaria ma ormai non più sufficiente: conoscere il problema non significa automaticamente riuscire a evitarlo</em>.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>di Luca Falasconi</strong></p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Negli ultimi anni parlare di spreco alimentare è diventato sempre più comune. Le campagne di sensibilizzazione, il dibattito sulla sostenibilità e l&#8217;aumento del costo della vita hanno contribuito a rendere il tema familiare a gran parte degli italiani. Eppure, conoscere il problema non significa automaticamente riuscire a evitarlo.</p>



<p>Le analisi dell&#8217;Osservatorio Waste Watcher mostrano infatti che tra intenzioni e comportamenti esiste ancora una distanza significativa. Molti consumatori dichiarano di voler ridurre lo spreco, ma nella vita quotidiana continuano a buttare alimenti perfettamente commestibili. Non per disinteresse, bensì perché gestire il cibo richiede competenze pratiche che spesso vengono date per scontate.</p>



<p>Conservare correttamente gli alimenti, organizzare frigorifero e dispensa, pianificare la spesa, riutilizzare gli avanzi, interpretare correttamente le date riportate sulle confezioni: sono tutte abilità che incidono direttamente sulla quantità di cibo che finisce nel bidone. Lo spreco nasce molto più spesso da piccole disattenzioni ripetute che da comportamenti volutamente irresponsabili.</p>



<div style="height:15px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>Generazioni a confronto</strong></p>



<p>La lettura generazionale aiuta a comprendere questo fenomeno. Le generazioni più giovani mostrano una forte sensibilità verso i temi ambientali e dichiarano una crescente attenzione allo spreco. Tuttavia, conducono spesso stili di vita caratterizzati da ritmi irregolari, pasti consumati fuori casa, mobilità, lavoro precario e minore esperienza nella gestione della cucina domestica. In queste condizioni trasformare le buone intenzioni in comportamenti stabili diventa più difficile. Al contrario, le generazioni più adulte tendono a sprecare meno perché molte pratiche antispreco fanno ormai parte della loro routine quotidiana: acquistano con maggiore programmazione, conoscono meglio i tempi di conservazione e ricorrono più facilmente al riutilizzo degli alimenti.</p>



<div style="height:15px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



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<div style="height:15px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



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<div style="height:15px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>Promozione di percorsi educativi</strong></p>



<p>Questo suggerisce una riflessione importante. La prevenzione dello spreco non può limitarsi a informare le persone sul problema. Occorre anche trasmettere competenze concrete. Sapere come organizzare una dispensa, leggere correttamente una data di conservazione, adattare gli acquisti ai pasti realmente previsti o valorizzare gli avanzi sono capacità che si apprendono e che possono essere insegnate.</p>



<p>Per molti anni queste conoscenze venivano trasmesse spontaneamente all&#8217;interno delle famiglie. Oggi, con l&#8217;evoluzione degli stili di vita, questo passaggio di competenze è diventato meno automatico. Proprio per questo diventa sempre più importante promuovere percorsi educativi che affianchino la sensibilizzazione con strumenti pratici.</p>



<p>Ridurre lo spreco alimentare significa quindi investire non solo nella cultura della sostenibilità, ma anche nella cultura della gestione del cibo. Perché la differenza, molto spesso, non la fa quanto siamo convinti che sprecare sia sbagliato, ma quanto siamo capaci di evitare che accada ogni giorno.</p>
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		<title>PAGINE DI SOSTENIBILITÀ</title>
		<link>https://www.sprecozero.it/magazine/pagine-di-sostenibilita-10/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martina.rizzo@bigdigital.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2026 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Magazine]]></category>
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					<description><![CDATA[MeditAzioni estive Letture per ricongiungerci al respiro della natura e per contrastare il negazionismo climatico. di Daniela Volpe «Quando entriamo in un bosco, sentiamo con certezza di essere tornati a casa». Parole che ci saranno preziose nelle lunghe settimane estive, queste di Stefano Mancuso: se ricongiungerci al respiro della natura è un atto di cura &#8230;<p class="read-more"> <a class="" href="https://www.sprecozero.it/magazine/pagine-di-sostenibilita-10/"> <span class="screen-reader-text">PAGINE DI SOSTENIBILITÀ</span> Leggi altro &#187;</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><strong>MeditAzioni estive</strong></h2>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><em>Letture per ricongiungerci al respiro della natura e per contrastare il negazionismo climatico</em>.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>di Daniela Volpe</strong></p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>«Quando entriamo in un bosco, sentiamo con certezza di essere tornati a casa». Parole che ci saranno preziose nelle lunghe settimane estive, queste di Stefano Mancuso: se ricongiungerci al respiro della natura è un atto di cura e un imperativo ecospirituale, i mesi in arrivo – e quello appena trascorso, giugno 2026, il più caldo di sempre nella storia dell’Europa occidentale e il secondo a livello globale – si preannunciano a prova di negazionismo climatico, bollenti e complessi da affrontare anche nella piacevolezza delle vacanze. In Europa le temperature sono aumentate quest’anno di 3,06 °C (Copernicus), con implicazioni drammatiche per la salute dei cittadini: secondo l’OMS oltre 200mila persone sono morte a causa del caldo anomalo in Europa negli ultimi quattro anni, e la maggior parte di questi decessi poteva essere evitata con politiche di sostegno per le persone fragili, dall’installazione dell’aria condizionata nei centri per le persone anziane alla costruzione di rifugi climatici nelle città dove si sviluppano spesso le isole di calore.</p>



<p>Due passi in un bosco, quindi, potranno essere salvifici nelle prossime settimane. E per approfondire il legame ancestrale di uomini e donne con il mondo vegetale potremo sfogliare il saggio recentissimo di <strong>Guidalberto Bormolini <em>Chiedilo agli Alberi. Nutrire la spiritualità con la natura</em></strong> (Guanda), prefatto proprio da Stefano Mancuso. Ma anche consultare l’analisi lucidissima e ‘politica’ dell’attivista francese <strong>Sylvie Goulard</strong>, a lungo europarlamentare:<strong><em>Il costo del cinismo. Non esiste prosperità senza rispetto per la natura</em> </strong>(Egea Editore) mette a fuoco le dicerie sui costi della sostenibilità, evidenziando invece il ‘plus’ economico e strategico di un investimento sul capitale naturale, per noi e per le future generazioni.</p>



<div style="height:15px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>A proposito di vacanze, è un vero must l’ultima pubblicazione firmata da <strong>Mario Tozzi</strong> per il Touring Club Italiano, <strong><em>La penisola contromano. Viaggio sentimentale nell&#8217;Italia che non ti aspetti: </em></strong>non solo insegna a imboccare strade alternative e spesso nascoste, sentieri meno battuti che raramente trovano spazio nelle guide; ma anche ad uscire dagli schemi nel tempo dell&#8217;<em>overturism, </em>per dedicarci a itinerari autentici da cogliere con sguardo più ampio del nostro Instagram.</p>



<p>Certamente impervie sono le rotte di cui racconta l’ecologo e scienziato indiano <strong>Kulbhushansingh Suryawanshi </strong>nel suo<strong><em>Fantasma delle montagne</em></strong><em>,</em> in uscita proprio questi giorni per Solferino<strong>.</strong> Direttore del programma di conservazione del leopardo delle nevi in India, l’autore ci guida in un reportage sul campo nei villaggi dell&#8217;Himalaya: latitudini per nulla risparmiate dal riscaldamento globale, dove sono le comunità di pastori a doversi attivare per proteggere una specie “spettacolare” a rischio di estinzione.</p>



<p>Su un piano scientifico e normativo, il punto sulla questione clima arriva da un altro saggio appena uscito, <strong><em>Questo clima deve cambiare</em></strong> (Ronzani): uno dei massimi esperti italiani di politiche ambientali, <strong>Daniele Pernigotti</strong>, offre l’istantanea degli accordi internazionali sul clima per capire come le istituzioni, e i cittadini, devono urgentemente muoversi se vogliono invertire la rotta delle emissioni di gas serra.&nbsp;</p>



<p>Se gli oceani sono il vero grande &#8220;termostato&#8221; della Terra, arriva un saggio illuminante, <strong><em>Noi siamo mare. Il futuro degli oceani </em></strong>(Neri Pozza), di <strong>Helen Scales, </strong>a ricordarci che le acque, ovvero il 71% della superficie del pianeta, sono ormai soffocate dall&#8217;inquinamento delle plastiche e minacciate dallo sfruttamento minerario selvaggio.</p>



<div style="height:15px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Mentre sull’acqua che ogni giorno ci circonda a casa – quella in bottiglia o del rubinetto – prova a sfatare falsi miti e credenze popolari il divulgatore scientifico <strong>Giorgio Temporelli</strong>, offrendo strumenti documentati per orientarci fra bufale e reali criticità con il suo <strong><em>Acqua e fake news. Il vero e il falso sul mondo dell’acqua </em></strong>(Tarka edizioni).</p>



<p>Se vi fosse rimasto ancora un piccolo spazio in valigia, o sullo scaffale della libreria, non rinunciate a un’uscita ‘storica’ per l’editoria italiana legata ai temi della sostenibilità: esce infatti questi giorni per Franco Angeli <strong><em>Animal Machines</em></strong>: sessant’anni dopo la prima pubblicazionenel Regno Unito, ecco la prima traduzione italiana dell’inchiesta pionieristica di <strong>Ruth Harrison</strong>, una vera pietra miliare dell&#8217;ecologismo e attivismo contemporaneo per i diritti degli animali.</p>



<div style="height:15px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/07/La-Penisola-contromano-724x1024.webp" alt="" class="wp-image-67911" srcset="https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/07/La-Penisola-contromano-724x1024.webp 724w, https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/07/La-Penisola-contromano-212x300.webp 212w, https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/07/La-Penisola-contromano-768x1086.webp 768w, https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/07/La-Penisola-contromano-1086x1536.webp 1086w, https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/07/La-Penisola-contromano-1448x2048.webp 1448w, https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/07/La-Penisola-contromano.webp 1654w" sizes="(max-width: 724px) 100vw, 724px" /></figure>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<p><strong><em>La penisola contromano. Viaggio sentimentale nell&#8217;Italia che non ti aspetti</em></strong></p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>di <strong>Mario Tozzi</strong></p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Touring Club Italiano</p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>maggio 2026</p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>pagine 360, € 26</p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Il geologo e noto volto televisivo Mario Tozzi firma una guida sentimentale che esplora l&#8217;Italia più nascosta e autentica evidenziando le storture dell&#8217;overtourism e la foga dei luoghi &#8220;instagrammabili&#8221;. Attraverso itinerari ecologici alternativi lungo la penisola, l’autore spiega come viaggiare rispettando la fragilità del territorio e riscoprendo la bellezza che spesso non riusciamo più a vedere.</p>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow"></div>
</div>



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</div>



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<p><strong><em>Chiedilo agli Alberi. Nutrire la spiritualità con la natura</em></strong></p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>di Guidalberto Bormolini, con prefazione di Stefano Mancuso</p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Ponte alle Grazie, Saggi</p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>maggio 2026</p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>pagine 272, € 18</p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Frutto della sensibilità del teologo Guidalberto Bormolini, arricchito dal contributo scientifico di Stefano Mancuso, il volume indaga il legame indissolubile tra uomo e regno vegetale. La natura smette di essere un semplice sfondo ornamentale e diventa l&#8217;asse portante della nostra evoluzione spirituale ed emotiva. Un testo rigenerante e profondo per rallentare il passo, ricordando che la cura e la salvaguardia del pianeta passano da una profonda riconnessione interiore.</p>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow"></div>
</div>



<div style="height:15px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



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<p><strong><em>Il costo del cinismo. Non esiste prosperità senza rispetto per la natura</em></strong></p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>di<strong> Sylvie Goulard</strong></p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Egea Editore</p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>giugno 2026</p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>pagine 160, € 14,90</p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>La nota saggista e attivista francese Sylvie Goulard affronta i temi della transizione ecologica con un approccio lucido, istituzionale ed economico. Il volume smonta definitivamente la narrazione conservatrice secondo cui la sostenibilità sarebbe un lusso o un costo insostenibile per la società. Dati alla mano, l&#8217;autrice dimostra come l&#8217;unica reale stabilità economica e competitività futura per le nazioni dipenda in modo diretto dalla protezione strategica degli ecosistemi e del capitale naturale.</p>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow"></div>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/07/Il-fantasma-delle-montagne-724x1024.webp" alt="" class="wp-image-67914" srcset="https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/07/Il-fantasma-delle-montagne-724x1024.webp 724w, https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/07/Il-fantasma-delle-montagne-212x300.webp 212w, https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/07/Il-fantasma-delle-montagne-768x1086.webp 768w, https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/07/Il-fantasma-delle-montagne-1086x1536.webp 1086w, https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/07/Il-fantasma-delle-montagne-1448x2048.webp 1448w, https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/07/Il-fantasma-delle-montagne.webp 1654w" sizes="(max-width: 724px) 100vw, 724px" /></figure>
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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<p><strong><em>Il fantasma delle montagne</em></strong></p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>di<strong> Kulbhushansingh Suryawanshi</strong></p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Solferino, saggi</p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>luglio 2026</p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>pagine 352, € 21</p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Ecologo e scienziato indiano, direttore del programma di conservazione del leopardo delle nevi in India per la <em>Snow Leopard Trust</em>, in questo libro Kulbhushansingh Suryawanshiunisce l&#8217;emozione dell’avventura e del reportage sul campo nei villaggi dell&#8217;Himalaya alle valutazioni scientifiche intorno al riscaldamento globale che modifica l&#8217;ecosistema montano, obbligando le comunità di pastori ad attivarsi per evitare l&#8217;estinzione delle specie.</p>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow"></div>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/07/Noi-siamo-mare-724x1024.webp" alt="" class="wp-image-67915" srcset="https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/07/Noi-siamo-mare-724x1024.webp 724w, https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/07/Noi-siamo-mare-212x300.webp 212w, https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/07/Noi-siamo-mare-768x1086.webp 768w, https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/07/Noi-siamo-mare-1086x1536.webp 1086w, https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/07/Noi-siamo-mare-1448x2048.webp 1448w, https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/07/Noi-siamo-mare.webp 1654w" sizes="(max-width: 724px) 100vw, 724px" /></figure>
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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<p><strong><em>Noi siamo mare. Il futuro degli oceani.</em></strong></p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>di<strong> Helen Scales</strong></p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Neri Pozza</p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>giugno 2026</p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>pagine 352, € 25</p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Un viaggio affascinante nei misteri abissali, firmato da una nota biologa marina: il suo senso di meraviglia per la biodiversità trasmette l&#8217;urgenza di fermare lo sfruttamento minerario e l&#8217;inquinamento dei mari, diventando manifesto politico e poetico per la salvaguardia degli oceani, che ricoprono il 71% del pianeta e soffrono dell&#8217;inquinamento da plastica e dello sfruttamento minerario selvaggio. Ma la vita umana dipende dal mare: il suo futuro ci chiama in causa direttamente.</p>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow"></div>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/07/Acqua-e-fake-news-724x1024.webp" alt="" class="wp-image-67916" srcset="https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/07/Acqua-e-fake-news-724x1024.webp 724w, https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/07/Acqua-e-fake-news-212x300.webp 212w, https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/07/Acqua-e-fake-news-768x1086.webp 768w, https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/07/Acqua-e-fake-news-1086x1536.webp 1086w, https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/07/Acqua-e-fake-news-1448x2048.webp 1448w, https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/07/Acqua-e-fake-news.webp 1654w" sizes="(max-width: 724px) 100vw, 724px" /></figure>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<p><strong><em>Acqua e fake news. Il vero e il falso sul mondo dell’acqua</em></strong></p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>di<strong> Giorgio Temporelli</strong></p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Tarka Edizioni<strong>, </strong>diSalute</p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>giugno 2026</p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>pagine 184, € 18</p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>È meglio l’acqua in bottiglia o quella del rubinetto? L’acqua frizzante rovina i denti? E che dire dell’acqua “con la memoria”, dell’acqua magnetizzata o di quella che promette di ringiovanire? Il libro nasce con l’obiettivo di fare un po’ di chiarezza: con uno stile chiaro e accessibile, ma basato su evidenze scientifiche, l’autore ci accompagna in un viaggio tra falsi miti, credenze popolari e fake news sull’acqua, offrendo risposte documentate e strumenti critici per distinguere ciò che è vero dalla suggestione.</p>
</div>



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<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="689" src="https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/07/questo-clima-deve-cambiare-9791259971890.jpg" alt="" class="wp-image-67918" srcset="https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/07/questo-clima-deve-cambiare-9791259971890.jpg 500w, https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/07/questo-clima-deve-cambiare-9791259971890-218x300.jpg 218w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></figure>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<p><strong><em>Questo clima deve cambiare</em></strong></p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>di<strong> Daniele Pernigotti</strong></p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Ronzani Editore, CambiaMenti</p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>giugno 2026</p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>pagine 276, € 22,80</p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Uno dei massimi esperti italiani di politiche ambientali traccia una mappa chiara e pragmatica dello stato di salute degli accordi internazionali sul clima. Daniele Pernigotti colma la distanza tra la complessità della scienza del clima e la percezione dei cittadini, offrendo una guida operativa sullo stato degli accordi internazionali e su cosa manchi oggi a livello politico, sociale ed economico per invertire la rotta delle emissioni di gas serra. Un appello all&#8217;azione individuale e collettiva.</p>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow"></div>
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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/07/Animal-Machines-724x1024.webp" alt="" class="wp-image-67919" srcset="https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/07/Animal-Machines-724x1024.webp 724w, https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/07/Animal-Machines-212x300.webp 212w, https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/07/Animal-Machines-768x1086.webp 768w, https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/07/Animal-Machines-1086x1536.webp 1086w, https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/07/Animal-Machines-1448x2048.webp 1448w, https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/07/Animal-Machines.webp 1654w" sizes="(max-width: 724px) 100vw, 724px" /></figure>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<p><strong><em>Animal Machines</em></strong></p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>di<strong> Ruth Harrison</strong></p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>FrancoAngeli, Serie di Ecologia e Società</p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>giugno 2026</p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>pagine 290, € 33</p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>A più di sessant&#8217;anni dall&#8217;uscita nel Regno Unito, arriva finalmente la prima traduzione italiana del capolavoro che ha dato origine all&#8217;ecologismo e all&#8217;attivismo moderno per i diritti degli animali. L&#8217;inchiesta pionieristica della Harrison documenta la brutale trasformazione degli animali d&#8217;allevamento in semplici macchine industriali da profitto. Un testo storico fondamentale che anticipa i temi odierni dello spreco di risorse idriche, energetiche e della giustizia alimentare globale.</p>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow"></div>
</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>IL CASO</title>
		<link>https://www.sprecozero.it/magazine/il-caso-17/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martina.rizzo@bigdigital.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2026 07:30:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sprecozero.it/?p=67922</guid>

					<description><![CDATA[Il percorso virtuoso della logistica solidale La sfida è trasformare il concetto di eccedenza da problema a risorsa. Bologna pioniera. di Maria Virginia Fato Il progetto di logistica solidale nasce come una risposta concreta alla prevenzione e al contrasto dello spreco alimentare, intervenendo in una situazione particolare della filiera agroalimentare, quello in cui l’offerta supera &#8230;<p class="read-more"> <a class="" href="https://www.sprecozero.it/magazine/il-caso-17/"> <span class="screen-reader-text">IL CASO</span> Leggi altro &#187;</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il percorso virtuoso della logistica solidale</strong></h2>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><em>La sfida è trasformare il concetto di eccedenza da problema a risorsa. Bologna pioniera</em>.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>di Maria Virginia Fato</strong></p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Il progetto di logistica solidale nasce come una risposta concreta alla prevenzione e al contrasto dello spreco alimentare, intervenendo in una situazione particolare della filiera agroalimentare, quello in cui l’offerta supera la domanda, generando una crisi di mercato.</p>



<p>Ma cosa significa concretamente una crisi di mercato?</p>



<p>Si verifica quando l’incontro tra domanda e offerta non consente agli agricoltori di ottenere un prezzo adeguato al prodotto finito, come una zucchina, un pomodoro o un cocomero. Un prezzo che dovrebbe almeno coprire i costi sostenuti per la produzione, ovvero il personale specializzato, i macchinari necessari alla coltivazione e alla gestione dei terreni, l’acqua, i fertilizzanti, i concimi, il carburante e tutte le altre risorse indispensabili per portare il prodotto dal campo al consumatore finale.</p>



<p>La situazione diventa critica quando il prezzo di mercato scende al di sotto delle soglie di sostenibilità.</p>



<p>La prima barriera è rappresentata dal prezzo minimo riconosciuto dall’Unione europea, un riferimento fondamentale affinché l’imprenditore agricolo possa continuare a svolgere la propria attività in condizioni economicamente sostenibili. Purtroppo, nei casi più complessi, il prezzo di vendita può arrivare a essere persino inferiore ai costi di produzione. Quando questo accade, il rischio è duplice: da un lato la perdita economica per gli agricoltori, dall’altro l’aumento degli sprechi.</p>



<div style="height:15px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>Evitare gli sprechi</strong></p>



<p>I prodotti ortofrutticoli, infatti, hanno una shelf-life molto breve e un’eccedenza non gestita può trasformarsi rapidamente in merce invenduta e quindi sprecata.</p>



<p>La logistica solidale nasce proprio per evitare questo scenario: invece di immettere sul mercato prodotti che rischierebbero di non essere adeguatamente valorizzati, gli agricoltori possono destinarli gratuitamente alle persone in difficoltà, ottenendo il riconoscimento del 100% del valore della merce donata dalla stessa Unione europea. Un modello virtuoso che unisce sostenibilità economica, sociale e ambientale.</p>



<p>Il progetto è stato avviato a Bologna grazie alla collaborazione tra Last Minute Market, con il contributo dell’Università di Bologna attraverso il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari, e il Centro Agroalimentare di Bologna (Caab).</p>



<p>Due volte alla settimana, il martedì e il giovedì, presso il Caab possono essere raccolte le eccedenze ortofrutticole disponibili di prima qualità (appartenenti alla I e II categoria). I prodotti vengono successivamente redistribuiti agli enti caritatevoli che hanno aderito all’iniziativa.</p>



<p>In qualità di ente primario della rete troviamo la Provincia S. Antonio dei Frati Minori &#8211; Antoniano, insieme alle Cucine Popolari come ente secondario. L’obiettivo per il futuro è ampliare ulteriormente la rete della logistica solidale, coinvolgendo altri territori della regione, a partire dalla provincia di Modena.</p>



<div style="height:15px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/07/foto-3-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-67926" style="width:534px;height:auto" srcset="https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/07/foto-3-768x1024.jpg 768w, https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/07/foto-3-225x300.jpg 225w, https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/07/foto-3-1152x1536.jpg 1152w, https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/07/foto-3.jpg 1536w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<div style="height:15px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>I primi incoraggianti risultati</strong></p>



<p>Nei primi quattro mesi di attività sono state distribuite diverse pedane di kiwi Zespri Gold, cipolle rosse, pere Abate e Kaiser, susine Early Queen e pesche nettarine, per un totale di 19.154 kg di prodotti ortofrutticoli.&nbsp;</p>



<p>In questo modo è stato possibile risparmiare oltre 12 milioni di litri d’acqua (un volume equivalente a circa cinque piscine olimpioniche o al consumo idrico domestico giornaliero di circa 96.000 persone); quasi 9 tonnellate di CO<sub>2</sub> eq (pari alle emissioni generate da circa 72.000 km percorsi in automobile o all’assorbimento annuale di circa 430 alberi); circa 6.300 mq di suolo agricolo (superficie paragonabile a quella di un campo da calcio).</p>



<p>Questi numeri raccontano come la prevenzione dello spreco alimentare possa trasformarsi in una vera leva di sostenibilità. La sfida della logistica solidale è trasformare il concetto di eccedenza da problema a risorsa, da prodotto invenduto a un bene condiviso, grazie alle buone azioni di tutti.&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L’INTERVISTA</title>
		<link>https://www.sprecozero.it/magazine/lintervista-3/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martina.rizzo@bigdigital.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 12:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sprecozero.it/?p=66657</guid>

					<description><![CDATA[La lotta allo&#160;spreco&#160;varca il Mediterraneo Nell’ambito del progetto Foot in Tunisia si lavora per ridurre lo spreco nelle mense universitarie. Parlano le referenti nordafricane. di Maria Virginia Fato La lotta antispreco approda in Tunisia con il progetto Foot, coordinato dal&#160;Distal&#160;dell’Università di Bologna.&#160;Questo grazie al lavoro di&#160;Hajer Debbabi, professoressa ordinaria in&#160;scienze degli&#160;alimenti e responsabile degli studi &#8230;<p class="read-more"> <a class="" href="https://www.sprecozero.it/magazine/lintervista-3/"> <span class="screen-reader-text">L’INTERVISTA</span> Leggi altro &#187;</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><strong>La lotta allo&nbsp;spreco&nbsp;varca il Mediterraneo</strong></h2>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><em>Nell’ambito del progetto Foot in Tunisia si lavora per ridurre lo spreco nelle mense universitarie. Parlano le referenti nordafricane</em>.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>di <strong>Maria Virginia Fato</strong></p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>La lotta antispreco approda in Tunisia con il progetto Foot, coordinato dal&nbsp;Distal&nbsp;dell’Università di Bologna.&nbsp;Questo grazie al lavoro di&nbsp;<strong>Hajer Debbabi</strong>, professoressa ordinaria in&nbsp;scienze degli&nbsp;alimenti e responsabile degli studi di dottorato nelle industrie agroalimentari presso l’Istituto nazionale agronomico della Tunisia (Inat) dell’Università di Cartagine, e&nbsp;<strong>Hanen Ben Ismail</strong>, professoressa ordinaria di industrie agroalimentari nello stesso istituto.&nbsp;</p>



<p>Debbabi&nbsp;coordina il gruppo di ricerca Food &amp;&nbsp;Nutrition&nbsp;nel laboratorio Patio, fortemente impegnato sul fronte dello spreco alimentare, mentre Ben Ismail concentra l’attività di ricerca sulla valorizzazione dei prodotti locali e la riduzione delle perdite. Insieme, nell’ambito del progetto Foot, lavorano per contrarre lo spreco di cibo e pane nelle mense universitarie tunisine. Ben Ismail è anche il punto di contatto ufficiale in Tunisia per la coalizione globale&nbsp;<em>Food&nbsp;Is&nbsp;Never Waste</em>.&nbsp;</p>



<p>Ecco la loro visione.</p>



<div style="height:15px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>Quali sono le attività svolte nelle mense universitarie pubbliche in Tunisia nell’ambito del progetto Foot?</strong>&nbsp;</p>



<p><strong>H.D.</strong>&nbsp;&#8211; Nel progetto Foot abbiamo lavorato sul campo in cinque mense universitarie pubbliche di Tunisi, adottando un approccio di Ricerca e&nbsp;innovazione&nbsp;responsabile (Rri), coinvolgendo attivamente studenti, direttori delle mense e personale di cucina. Abbiamo avviato una fase di diagnosi misurando direttamente lo spreco alimentare e di pane attraverso l’analisi di oltre 10.000 vassoi. Abbiamo inoltre raccolto dati da 580 studenti tramite questionari digitali e condotto 14 interviste approfondite con il personale delle mense. Infine, abbiamo organizzato un hackathon con i club studenteschi dell’Inat, durante il quale gli studenti hanno sviluppato prototipi rapidi ed economici per la sensibilizzazione contro lo spreco.</p>



<div style="height:15px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>Pane, simbolo di un percorso</strong>&nbsp;</p>



<p><strong>Perché è importante concentrarsi sullo spreco di pane in Tunisia?</strong>&nbsp;</p>



<p><strong>H.D.</strong>&nbsp;&#8211; Concentrarsi sullo spreco di pane è fondamentale in Tunisia. I dati mostrano che quasi la metà del pane servito nelle mense viene sprecata, mentre a livello nazionale si stimano circa 900mila pagnotte buttate ogni giorno. Il pane è fortemente sovvenzionato e costa solo 0,2 dinari, pochi centesimi di euro: questo ne riduce la percezione di valore e ne facilita lo spreco. In questo modo si genera anche una doppia perdita per lo Stato, che sovvenziona sia il pane sia i pasti universitari.</p>



<div style="height:15px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>Quali sono gli impatti più rilevanti che ritenete di aver ottenuto durante il progetto Foot?</strong>&nbsp;</p>



<p><strong>H.D.</strong>&nbsp;&#8211; Il progetto ha evidenziato impatti importanti su tre livelli: ambientale, sociale ed economico. Dal punto di vista ambientale, lo spreco di pane significa anche spreco di acqua, energia e lavoro umano. A livello sociale emerge un paradosso: oltre il 95% degli studenti considera lo spreco alimentare eticamente sbagliato, ma nei comportamenti quotidiani continua a verificarsi. Infine, l’impatto economico è significativo: circa il 13% del budget delle mense viene perso a causa dello spreco, con un sistema altamente sovvenzionato in cui lo Stato copre il 93% del costo del pasto.</p>



<div style="height:15px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>Dopo questi mesi di lavoro, ci sono prospettive future per la riduzione dello spreco alimentare nelle mense universitarie?&nbsp;Esistono&nbsp;in Tunisia&nbsp;piani concreti e operativi nel breve termine?</strong>&nbsp;</p>



<p><strong>H.B.I.</strong> &#8211; Le analisi statistiche hanno mostrato che lo spreco alimentare medio, che tocca il 16,4%, si divide in due circuiti indipendenti: quello di produzione in cucina e quello nei piatti degli studenti. Inoltre, non esiste una correlazione tra qualità del pasto e livello di spreco: anche i pasti percepiti come migliori vengono sprecati in modo simile. Questo indica che il problema è strutturale e legato soprattutto alla rigidità delle porzioni e dei processi. </p>



<p>Per il futuro, insieme alle istituzioni competenti come&nbsp;l’Ooun&nbsp;(<em>Offices&nbsp;des&nbsp;Œuvres&nbsp;Universitaires</em>&nbsp;<em>pour le Nord</em>)&nbsp;e le amministrazioni delle mense, abbiamo definito una roadmap basata su tre azioni principali: introduzione di un sistema digitale di prenotazione dei pasti entro la mattina; possibilità per gli studenti di scegliere porzioni differenziate tra piccola e media per i carboidrati e le verdure; installazione di strumenti di trasparenza come bilance visibili (<em>Waste Meter</em>) e ticket che mostrano il reale costo pubblico del pasto. Queste misure mirano a cambiare la percezione del valore del cibo.</p>



<div style="height:15px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>L’importanza della transnazionalità</strong>&nbsp;</p>



<p><strong>Cosa pensate della rilevanza dei progetti transnazionali e dell’importanza di collaborare con altri Paesi?</strong>&nbsp;</p>



<p><strong>H.B.I.</strong>&nbsp;&#8211; La collaborazione transnazionale tra Inat,&nbsp;Ciheam&nbsp;Bari e Università di Bologna è stata fondamentale. Ha permesso uno scambio di competenze e buone pratiche, migliorando la qualità della ricerca e aprendo la strada a nuovi progetti comuni e candidature congiunte a bandi internazionali.</p>



<div style="height:15px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>Qual è il messaggio chiave più importante che vorreste condividere dopo questa esperienza nel progetto Foot&nbsp;per prevenire e ridurre lo spreco alimentare?</strong>&nbsp;</p>



<p><strong>H.B.I.</strong>&nbsp;&#8211; Il messaggio principale del progetto Foot è che lo spreco alimentare non è solo un problema di comportamento individuale, ma soprattutto di progettazione del sistema. Quando il valore reale del cibo è nascosto da forti sussidi e da modelli rigidi di distribuzione, lo spreco diventa inevitabile. Per questo, intervenire sulle istituzioni e sull’organizzazione del sistema è la chiave per ridurre lo spreco, proteggere le risorse pubbliche e costruire un futuro più sostenibile per le Università.</p>
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			</item>
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		<title>L’OSSERVATORIO</title>
		<link>https://www.sprecozero.it/magazine/losservatorio-16/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martina.rizzo@bigdigital.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 11:30:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sprecozero.it/?p=66760</guid>

					<description><![CDATA[Il lato invisibile del cibo buttato Perché sprechiamo anche quando non vogliamo. di Luca Falasconi Lo spreco alimentare non è solo una questione di quantità o di organizzazione domestica. È anche, e forse soprattutto, un fenomeno legato alla percezione. Il modo in cui le persone interpretano il proprio comportamento, le responsabilità e le cause dello &#8230;<p class="read-more"> <a class="" href="https://www.sprecozero.it/magazine/losservatorio-16/"> <span class="screen-reader-text">L’OSSERVATORIO</span> Leggi altro &#187;</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il lato invisibile del cibo buttato</strong></h2>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><em>Perché sprechiamo anche quando non vogliamo</em>.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>di<strong> Luca Falasconi</strong></p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Lo spreco alimentare non è solo una questione di quantità o di organizzazione domestica. È anche, e forse soprattutto, un fenomeno legato alla percezione. Il modo in cui le persone interpretano il proprio comportamento, le responsabilità e le cause dello spreco gioca un ruolo decisivo nel determinare quanto e come si butta via il cibo.&nbsp;</p>



<p>Le analisi più recenti mostrano infatti una dinamica interessante: molti consumatori riconoscono l’esistenza del problema, ma faticano a identificare con precisione il proprio contributo. Da un lato cresce la consapevolezza individuale, dall’altro permane una tendenza ad attribuire parte delle responsabilità a fattori esterni, come la qualità dei prodotti acquistati o la loro durata limitata. Questa doppia lettura riflette un equilibrio instabile tra responsabilità personale e percezione del contesto.</p>



<div style="height:15px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/06/immagine_grafico_falasconi.jpg" alt="" class="wp-image-66763" style="width:882px;height:auto" srcset="https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/06/immagine_grafico_falasconi.jpg 1024w, https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/06/immagine_grafico_falasconi-300x169.jpg 300w, https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/06/immagine_grafico_falasconi-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<div style="height:15px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>La dimensione psicologica dell’acquisto</strong>&nbsp;</p>



<p>Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la dimensione psicologica dell’acquisto. Una quota significativa di consumatori dichiara di comprare più cibo del necessario per il timore di non avere&nbsp;scorte sufficienti. Si tratta di un comportamento che non nasce da disattenzione, ma da un meccanismo di sicurezza: avere cibo in casa rassicura. Tuttavia, questa strategia difensiva produce spesso l’effetto opposto, generando eccedenze difficili da gestire e aumentando il rischio di spreco.&nbsp;</p>



<p>A questo si aggiunge un secondo elemento, meno evidente ma altrettanto importante: la difficoltà di trasformare l’intenzione in comportamento. Molti consumatori dichiarano di voler ridurre lo spreco, ma nella pratica quotidiana incontrano ostacoli legati al tempo, all’organizzazione e alla gestione delle priorità. La consapevolezza, da sola, non è sufficiente. Senza strumenti concreti e routine consolidate, il rischio è che resti un’intenzione non tradotta in azione.&nbsp;</p>



<p>Un ulteriore fattore riguarda il modo in cui definiamo lo spreco. Non tutti i consumatori utilizzano gli stessi criteri. Ciò che per alcuni rappresenta uno spreco, per altri può essere considerato inevitabile o marginale. Questa variabilità nella percezione rende più complessa anche la misurazione del fenomeno. Le indagini basate su dichiarazioni tendono infatti a sottostimare le quantità effettivamente gettate, proprio perché dipendono da come ciascuno interpreta il proprio comportamento.&nbsp;</p>



<p>La dimensione percettiva emerge anche nel rapporto con le date di scadenza. Molti consumatori adottano un approccio prudenziale, eliminando alimenti ancora commestibili per timore di rischi sanitari. In questo caso lo spreco non è legato a una cattiva gestione, ma a una valutazione eccessivamente cauta, che privilegia la sicurezza a discapito dell’utilizzo del prodotto.</p>



<div style="height:15px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>L’involontarietà del gesto</strong>&nbsp;</p>



<p>Nel complesso, il quadro che emerge è quello di uno spreco “involontario”, che non nasce da disinteresse, ma da una combinazione di fattori cognitivi e comportamentali: paura di rimanere senza cibo, difficoltà organizzative, percezioni distorte e criteri soggettivi di valutazione.&nbsp;</p>



<p>Questa lettura suggerisce una riflessione importante. Per ridurre lo spreco non basta intervenire sulle pratiche materiali, come la pianificazione della spesa o la conservazione degli alimenti. È necessario agire anche sul piano culturale e cognitivo, aiutando i consumatori a riconoscere i meccanismi che guidano le loro scelte.&nbsp;</p>



<p>Rendere visibili questi meccanismi significa trasformare lo spreco da gesto automatico a comportamento consapevole. E proprio in questo passaggio – dalla percezione alla comprensione – si gioca una parte decisiva della sfida.</p>
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		<item>
		<title>IL CASO/1</title>
		<link>https://www.sprecozero.it/magazine/il-caso-1-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martina.rizzo@bigdigital.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 11:05:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Magazine]]></category>
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					<description><![CDATA[Coalizione internazionale anti-spreco Food is Never Waste Coalition: collaborare per promuovere lo scambio di conoscenze e azioni per la riduzione dello spreco alimentare tra Italia e Tunisia. di Valeria Musso, Yu-Chia Chen, Matteo Vittuari Affrontare il problema dello spreco alimentare trovando soluzioni innovative in Tunisia è il tema al centro della collaborazione tra Università di Bologna (Distal), Ciheam Bari e Institut &#8230;<p class="read-more"> <a class="" href="https://www.sprecozero.it/magazine/il-caso-1-2/"> <span class="screen-reader-text">IL CASO/1</span> Leggi altro &#187;</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Coalizione internazionale anti-spreco</strong></h2>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><em>Food is Never Waste Coalition: collaborare per promuovere lo scambio di conoscenze e azioni per la riduzione dello spreco alimentare tra Italia e Tunisia</em>.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>di <strong>Valeria Musso, Yu-Chia Chen, Matteo Vittuari</strong></p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Affrontare il problema dello spreco alimentare trovando soluzioni innovative in Tunisia è il tema al centro della collaborazione tra Università di Bologna (Distal), Ciheam Bari e Institut National Agronomique de Tunisie (Inat), sviluppata nell&#8217;ambito della <em>Food is Never Waste Coalition</em>, iniziativa internazionale finanziata dal Ministero italiano degli affari esteri e della cooperazione internazionale. Una collaborazione di ricerca durata un anno e che ha già prodotto i primi risultati, presentati e discussi durante un incontro organizzato dall&#8217;11 al 13 maggio 2026 a Tunisi, in cui una delegazione del Distal, guidata da Matteo Vittuari, insieme al team del Ciheam Bari, rappresentato da Lorenzo Labellarte, ha visitato le ricercatrici dell&#8217;Inat coinvolte nel progetto, Hajer Debbabi e Hanen Ben Ismail (<em>si veda l’intervista in questo numero di Spreco Zero Magazine)</em>, per fare il punto sulle attività realizzate e discutere le prospettive future della collaborazione.</p>



<div style="height:15px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Le attività di ricerca condotte a Tunisi si sono concentrate sullo spreco alimentare nel contesto delle mense universitarie. Attraverso il coinvolgimento di studenti e studentesse, operatori della ristorazione, nutrizionisti, ricercatrici e istituzioni, il progetto ha sperimentato diverse azioni per comprendere meglio le cause dello spreco alimentare e individuare possibili soluzioni. Le attività sono state sviluppate secondo un approccio partecipativo, coinvolgendo direttamente gli attori interessati nella raccolta dei dati, nell&#8217;analisi del problema e nella definizione degli interventi. Tra i temi emersi, particolare attenzione è stata dedicata al pane, alimento centrale nella cultura alimentare tunisina ma anche uno dei prodotti maggiormente sprecati nelle mense universitarie e tra i più sussidiati a livello pubblico. Su questo aspetto, gli studenti hanno contribuito alla realizzazione di campagne di sensibilizzazione rivolte ai propri colleghi.</p>



<div style="height:15px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>I risultati del lavoro sono stati presentati durante la Giornata Nazionale dell&#8217;Agricoltura in Tunisia il 12 maggio 2026, offrendo un&#8217;importante occasione di confronto con istituzioni, ricercatori e operatori del settore. L&#8217;esperienza ha mostrato come la riduzione dello spreco alimentare richieda il coinvolgimento di diversi attori e come le mense universitarie possano rappresentare un contesto utile per sperimentare pratiche innovative e replicabili.</p>



<div style="height:15px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>La collaborazione tra Italia e Tunisia si inserisce in un più ampio impegno internazionale per promuovere sistemi alimentari più sostenibili. Attraverso lo scambio di conoscenze e competenze tra partner provenienti da contesti diversi, la Food is Never Waste Coalition contribuisce a rafforzare la ricerca e le azioni sul tema dello spreco alimentare nel Mediterraneo. La missione di Tunisi ha rappresentato quindi non solo un momento di condivisione dei risultati raggiunti, ma anche un&#8217;opportunità per consolidare una collaborazione che continuerà nei prossimi anni, con l&#8217;obiettivo di sviluppare nuove attività di ricerca e sensibilizzazione sul tema.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>IL CASO/2</title>
		<link>https://www.sprecozero.it/magazine/il-caso-2-3/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martina.rizzo@bigdigital.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 11:00:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sprecozero.it/?p=66667</guid>

					<description><![CDATA[L’era del packaging sostenibile Un imballaggio eco-compatibile contribuisce anche alla riduzione dello spreco alimentare. Le iniziative nel settore del caffè. di Giorgio Segrè e Maria Virginia Fato La sostenibilità del packaging alimentare è diventato un tema centrale nel settore alimentare e industriale, poiché incide direttamente sulla quantità di rifiuti prodotti e riciclati e sull’impatto ambientale dei &#8230;<p class="read-more"> <a class="" href="https://www.sprecozero.it/magazine/il-caso-2-3/"> <span class="screen-reader-text">IL CASO/2</span> Leggi altro &#187;</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’era del packaging sostenibile</strong></h2>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><em>Un imballaggio eco-compatibile contribuisce anche alla riduzione dello spreco alimentare. Le iniziative nel settore del caffè</em>.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>di <strong>Giorgio Segrè e Maria Virginia Fato</strong></p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>La sostenibilità del packaging alimentare è diventato un tema centrale nel settore alimentare e industriale, poiché incide direttamente sulla quantità di rifiuti prodotti e riciclati e sull’impatto ambientale dei beni di consumo quotidiano.&nbsp;</p>



<p>Con “sostenibilità del packaging alimentare” si intende un concetto complesso, alla cui base c’è la progettazione volta a ridurre l’impiego di risorse non rinnovabili, limitare l’inquinamento e favorire il riciclo o il riutilizzo dei materiali. &nbsp;</p>



<p>Tra i materiali più utilizzati nel packaging c’è la plastica, apprezzata per la sua leggerezza, versatilità e capacità di garantire elevati standard di sicurezza e conservazione degli alimenti. Tuttavia, la gestione del fine vita di alcune tipologie di plastiche rappresenta una sfida importante, infatti una quota significativa dei rifiuti plastici finisce ancora nell’ambiente, contribuendo all’inquinamento di mari, fiumi e suoli.</p>



<p>Per rispondere a queste esigenze, negli ultimi anni si è assistito a un impegno sempre più concreto e diffuso sul design for recycling degli imballaggi, e anche allo sviluppo di soluzioni alternative e complementari, ad esempio fatte da carta o da bioplastiche da fonti rinnovabili vegetali (mais o canna da zucchero), imballaggi in carta e cartone riciclato e materiali compostabili in grado di degradarsi in condizioni controllate. Parallelamente, la ricerca sta esplorando soluzioni innovative come packaging commestibili o completamente biodegradabili.</p>



<div style="height:15px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>Il Life&nbsp;Cycle&nbsp;Assessment&nbsp;(Lca)</strong>&nbsp;</p>



<p>Per valutare la reale sostenibilità di un imballaggio non è sufficiente analizzarne il materiale. È necessario considerare l’intero ciclo di vita del prodotto: dall’origine delle materie prime al consumo di energia nella produzione, fino al trasporto e allo smaltimento finale. Questo approccio prende il nome di Life Cycle Assessment (Lca) e consente di evitare soluzioni solo apparentemente ecologiche. &nbsp;</p>



<p>In questo contesto si inserisce il principio dell’eco-design, che consiste nella progettazione di imballaggi pensati fin dall’inizio per ridurre l’impatto ambientale. Ciò include la riduzione del peso&nbsp;e del volume dei materiali, la semplificazione delle confezioni e l’utilizzo di materiali facilmente riciclabili. Un esempio è la sostituzione di packaging multimateriale con soluzioni monomateriale, più semplici da conferire in raccolta differenziata e riciclare. &nbsp;</p>



<p>Oltre all’aspetto ambientale, il packaging deve garantire sicurezza, igiene e conservazione degli alimenti. Un imballaggio sostenibile contribuisce anche alla&nbsp;riduzione dello spreco alimentare, ad esempio prolungando la shelf-life dei prodotti o proteggendoli meglio durante il trasporto e la distribuzione. Quello della performance funzionale dell’imballaggio e della sua capacità di evitare lo spreco alimentare, è un aspetto&nbsp;che riguarda la sostenibilità nel suo complesso, ambientale, sociale ed economica, ed è sicuramente il primo fattore da considerare nella progettazione dell’imballaggio stesso.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>In questa prospettiva, il packaging si inserisce in un approccio più ampio alla gestione delle risorse e alla circolarità, che coinvolge l’intera filiera alimentare. Accanto alla progettazione degli imballaggi, diventa sempre più centrale anche la fase di raccolta e riciclo dei materiali, in cui la collaborazione tra pubblico e privato gioca un ruolo fondamentale, insieme al coinvolgimento dei consumatori.</p>



<div style="height:15px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>Il progetto Recap</strong>&nbsp;</p>



<p>Un esempio concreto di economia circolare avviato in Italia da Nestlé è costituito dal progetto Recap, nato dall’alleanza fondata da Nescafé Dolce Gusto e illycaffè, e partecipata da&nbsp;Essse&nbsp;Caffè e Caffè Borbone, per&nbsp;promuovere la raccolta e il riciclo delle capsule di caffè in plastica (che diventeranno imballaggio a partire dal 12 agosto 2026 per effetto del nuovo Regolamento Packaging) in diverse aree del&nbsp;Friuli Venezia Giulia,&nbsp;dell’Emilia&nbsp;Romagna&nbsp;e del Veneto. Grazie al coinvolgimento dei vari attori della filiera, le capsule esauste vengono raccolte e trasformate in nuove risorse.</p>



<div style="height:15px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>Dal caffè al riso</strong></p>



<div style="height:15px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="275" height="183" src="https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/06/foto-chicchi-di-caffe.jpg" alt="" class="wp-image-66671" style="width:374px;height:auto"/></figure>



<div style="height:15px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Un’altra iniziativa rilevante è “Da Chicco a Chicco” di Nespresso, progetto di economia circolare che trasforma un chicco di caffè in un chicco di riso, rigenerando i materiali di cui è composta la capsula di caffè in alluminio. L’alluminio, materiale riciclabile infinite volte, viene trasformato in nuovi oggetti, mentre il caffè esausto può diventare compost per coltivare riso, che successivamente viene riacquistato da Nespresso e donato a Banco Alimentare e a Fondazione Progetto Arca.&nbsp;</p>



<p>Il tema della sostenibilità del packaging è stato inoltre approfondito in un panel dedicato, moderato da Luca Falasconi, professore dell’Università di Bologna presso il Dipartimento di&nbsp;scienze e&nbsp;tecnologie&nbsp;agro-alimentari. L’iniziativa si inserisce nel progetto “ReNest. Dalle radici al futuro. Un viaggio dentro al cibo”, sviluppato da Nestlé Italiana con il supporto di Last Minute Market, con l’obiettivo di approfondire i temi legati alla sostenibilità e alla riduzione degli sprechi alimentari. &nbsp;</p>



<p>All’incontro hanno partecipato anche&nbsp;Alessandra Fazio, presidente dell’Istituto Italiano Imballaggio, Barbara Del Curto&nbsp;del Dipartimento di chimica dei materiali e ingegneria chimica del Politecnico di Milano&nbsp;e Fiorella Perrucci del Centro Studi per l’economia circolare di&nbsp;Conai.&nbsp;</p>



<p>In conclusione, la sostenibilità del packaging alimentare rappresenta un elemento chiave nella transizione verso un modello di economia circolare, costruito facendo sistema lungo tutta la filiera, in cui innovazione, progettazione responsabile e consapevolezza ambientale contribuiscono a ridurre l’impatto complessivo del settore alimentare. &nbsp;</p>



<p> &nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>PREMIAZIONI IL 29 SETTEMBRE 2026 A ROMA, NELLA SEDE DELL’ISTITUTO TRECCANI, IN OCCASIONE DELLA GIORNATA MONDIALE DI CONSAPEVOLEZZA SULLE PERDITE E GLI SPRECHI ALIMENTARI.</title>
		<link>https://www.sprecozero.it/news/premiazioni-il-29-settembre-2026-a-roma-nella-sede-dellistituto-treccani-in-occasione-della-giornata-mondiale-di-consapevolezza-sulle-perdite-e-gli-sprechi-alimentari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martina.rizzo@bigdigital.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 10:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Premio Vivere a Spreco Zero 2026 tutti a raccolta nella sfida per il 2030, una corsa a ostacoli che si vince solo se impariamo a correre insieme. I vincitori saranno premiati il prossimo 29 settembre, una data fortemente simbolica: è infatti la Giornata scelta dalle Nazioni Unite per sensibilizzare il mondo sulla Consapevolezza delle &#8230;<p class="read-more"> <a class="" href="https://www.sprecozero.it/news/premiazioni-il-29-settembre-2026-a-roma-nella-sede-dellistituto-treccani-in-occasione-della-giornata-mondiale-di-consapevolezza-sulle-perdite-e-gli-sprechi-alimentari/"> <span class="screen-reader-text">PREMIAZIONI IL 29 SETTEMBRE 2026 A ROMA, NELLA SEDE DELL’ISTITUTO TRECCANI, IN OCCASIONE DELLA GIORNATA MONDIALE DI CONSAPEVOLEZZA SULLE PERDITE E GLI SPRECHI ALIMENTARI.</span> Leggi altro &#187;</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Il Premio Vivere a Spreco Zero 2026 tutti a raccolta nella sfida per il 2030, una corsa a ostacoli che si vince solo se impariamo a correre insieme. </strong>I vincitori saranno premiati il prossimo <strong>29 settembre</strong>, una data fortemente simbolica: è infatti la Giornata scelta dalle Nazioni Unite per sensibilizzare il mondo sulla <strong>Consapevolezza delle perdite e dello spreco alimentare/International/</strong>Day of Awareness of Food Loss and Waste. «<strong>Vi aspettiamo a Roma, nella sede dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani, per festeggiare insieme i vincitori e condividere le migliori buone pratiche </strong>– spiega il fondatore Speco Zero <strong>Andrea Segrè </strong>– Insieme alla nostra <strong>Ambasciatrice di buone pratiche 2026 Sara Segantin </strong>contiamo sul vostro desiderio di raccontarci le azioni messe in campo con la Pubblica Amministrazione, con le vostre aziende, associazioni, gruppi di cittadinanza attiva, a scuola o attraverso le vostre ricerche. Non è banale ricordare che siamo tutti in marcia verso un traguardo che ha in palio il futuro dell’umanità. Attraverso le <strong>azioni esemplari e replicabili per la prevenzione e il recupero degli sprechi alimentari, idrici ed energetici, la tutela della biodiversità, ma anche per la sensibilizzazione dei cittadini attraverso i libri, </strong>promuoviamo i valori legati allo sviluppo sostenibile e una ricognizione intorno alle questioni ambientali più urgenti del nostro tempo». Appuntamento quindi <strong>martedì 29 settembre, nella Sala Igea di Fondazione Treccani</strong>, in occasione dell’evento promosso dalla Campagna Spreco Zero.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>HAI ANCORA 3 SETTIMANE PER PARTECIPARE ALLA 14^ EDIZIONE DEL PREMIO VIVERE A SPRECO ZERO, CHIUDERANNO INFATTI IL 20 GIUGNO LE ISCRIZIONI AL PREMIO ITALIANO PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE.</title>
		<link>https://www.sprecozero.it/news/hai-ancora-3-settimane-per-partecipare-alla-14-edizione-del-premio-vivere-a-spreco-zero-chiuderanno-infatti-il-20-giugno-le-iscrizioni-al-premio-italiano-per-lo-sviluppo-sostenibile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martina.rizzo@bigdigital.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 09:58:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sprecozero.it/?p=66265</guid>

					<description><![CDATA[Da quest’anno la categoria speciale Generazioni #sprecozero e il premio diventa “Mediterraneo”, con la nuova sezione internazionale per le buone pratiche sviluppate in Albania, Egitto, Tunisia. C’è tempo fino al 20 giugno per partecipare alla 14^edizione del Premio Vivere a Spreco Zero, promosso con il sostegno di Natura Nuova, Camst e Conad, con il patrocinio &#8230;<p class="read-more"> <a class="" href="https://www.sprecozero.it/news/hai-ancora-3-settimane-per-partecipare-alla-14-edizione-del-premio-vivere-a-spreco-zero-chiuderanno-infatti-il-20-giugno-le-iscrizioni-al-premio-italiano-per-lo-sviluppo-sostenibile/"> <span class="screen-reader-text">HAI ANCORA 3 SETTIMANE PER PARTECIPARE ALLA 14^ EDIZIONE DEL PREMIO VIVERE A SPRECO ZERO, CHIUDERANNO INFATTI IL 20 GIUGNO LE ISCRIZIONI AL PREMIO ITALIANO PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE.</span> Leggi altro &#187;</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Da quest’anno la categoria speciale Generazioni #sprecozero e il premio diventa “Mediterraneo”, con la nuova sezione internazionale per le buone pratiche sviluppate in Albania, Egitto, Tunisia.</h2>



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<p><strong>C’è </strong><strong>tempo </strong><strong>fino </strong><strong>al </strong><strong>20 </strong><strong>giugno </strong><strong>per </strong><strong>partecipare </strong><strong>alla </strong><strong>14^</strong><strong>edizione </strong><strong>del </strong><strong>Premio </strong><strong>Vivere </strong><strong>a</strong> <strong>Spreco Z</strong><strong>ero</strong>, promosso con il sostegno di <strong>Natura Nuova, Camst </strong>e <strong>Conad</strong>, con il patrocinio del <strong>Ministero dell’Ambiente </strong>e di <strong>ANCI</strong>, <strong>media partner Rai per la Sostenibilità, Rai Radio1, Rai Radio2 e Rai </strong><strong>Radio3.</strong></p>



<p><strong>Nella </strong><strong>Giornata </strong><strong>mondiale </strong><strong>dell’Ambient e </strong><strong>– </strong><strong>oggi,</strong><strong>5</strong><strong>giugno</strong><strong>2026 </strong><strong>– </strong><strong>il </strong><strong>Premio </strong><strong>Vivere </strong><strong>a S</strong><strong>preco Z</strong><strong>ero lancia un segnale chiaro e urgente, “2030 Calling&#8221;!. </strong>Siamo entrati in <strong>una fase in cui si rende necessaria una accelerazione collettiva</strong>. Fra tensioni globali e crisi climatiche, ridurre lo spreco alimentare è molto più di un dovere etico: è una necessità strategica per la sicurezza del nostro Paese, dell&#8217;intera Europa e del pianeta. <strong>Il </strong><strong>bando </strong><strong>2026 </strong><strong>può </strong><strong>essere </strong><strong>consultato </strong><strong>sulla </strong><strong>home </strong><strong>Spreco Zero: </strong><a href="https://www.sprecozero.it/premio-vivere-a-spreco-zero-edizione-2026/%23candidatura"><strong>sprecozero.it</strong></a></p>



<p>Come sempre, tante <strong>categorie legate ai temi strategici della sostenibilità </strong>&#8211; dal rispetto della biodiversità alla crisi idrica, dalla mobilità sostenibile alle buone pratiche promosse nelle <strong>Pubbliche Amministrazioni, </strong>nelle imprese, fra i cittadini e le associazioni e sui banchi di scuola.</p>



<p><strong>E due novità 2026</strong>: la categoria che promuove una <strong>Staffetta fra Generazioni #sprecozero</strong>: per sostenere la condivisione dei saperi e delle competenze fra una generazione e l’altra, dai Boomers agli Z. E viceversa. Insegnare l’esperienza e le pratiche virtuose si può, ma si può anche andare a scuola di innovazione dai propri figli o nipoti, per prevenire gli sprechi: imparando a usare le app e la tecnologia per vivere in modo più sostenibile. <strong>La nuova categoria premierà i progetti che favoriscono la condivisione dei sapere e della competenze da una generazione all’altra</strong>: la saggezza antica del recupero può essere tradotta in linguaggi tecnologici e virali grazie ai più giovani. Sarà premiato chi costruisce un ponte fra la disciplina dei senior e la creatività dei nativi ambientali, trasformando il saper fare tradizionale in soluzioni moderne e innovative.</p>



<p><strong>Ulteriore novità è la categoria Spreco Zero Mediterraneo, dedicata a progetti, iniziative e buone pratiche che valorizzano azioni concrete e virtuose in</strong><strong>Albania, Egitto e Tunisia</strong>. Paesi partner del <strong>progetto</strong><strong>FOOT</strong>, inserito nel programma di Assistenza Strategica per le Coalitions “Food is Never Waste” e “True Value of Food”, coordinato dal CIHEAM Bari – Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari. Le azioni in gara potranno essere rivolte al contrasto nello spreco di alimenti, acqua ed energia, alla prevenzione dei rifiuti, agli acquisti verdi della Pubblica Amministrazione, alla mobilità sostenibile, alla riduzione del consumo di suolo, all’uso efficiente delle risorse naturali e all’educazione alimentare e alla sostenibilità.</p>
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