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	<title>Spreco Zero</title>
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	<description>Campagna nazionale di sensibilizzazione contro lo spreco alimentare</description>
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	<title>Spreco Zero</title>
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	<item>
		<title>PREMIAZIONI IL 29 SETTEMBRE 2026 A ROMA, NELLA SEDE DELL’ISTITUTO TRECCANI, IN OCCASIONE DELLA GIORNATA MONDIALE DI CONSAPEVOLEZZA SULLE PERDITE E GLI SPRECHI ALIMENTARI.</title>
		<link>https://www.sprecozero.it/news/premiazioni-il-29-settembre-2026-a-roma-nella-sede-dellistituto-treccani-in-occasione-della-giornata-mondiale-di-consapevolezza-sulle-perdite-e-gli-sprechi-alimentari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martina.rizzo@bigdigital.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 10:00:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il Premio Vivere a Spreco Zero 2026 tutti a raccolta nella sfida per il 2030, una corsa a ostacoli che si vince solo se impariamo a correre insieme. I vincitori saranno premiati il prossimo 29 settembre, una data fortemente simbolica: è infatti la Giornata scelta dalle Nazioni Unite per sensibilizzare il mondo sulla Consapevolezza delle &#8230;<p class="read-more"> <a class="" href="https://www.sprecozero.it/news/premiazioni-il-29-settembre-2026-a-roma-nella-sede-dellistituto-treccani-in-occasione-della-giornata-mondiale-di-consapevolezza-sulle-perdite-e-gli-sprechi-alimentari/"> <span class="screen-reader-text">PREMIAZIONI IL 29 SETTEMBRE 2026 A ROMA, NELLA SEDE DELL’ISTITUTO TRECCANI, IN OCCASIONE DELLA GIORNATA MONDIALE DI CONSAPEVOLEZZA SULLE PERDITE E GLI SPRECHI ALIMENTARI.</span> Leggi altro &#187;</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Il Premio Vivere a Spreco Zero 2026 tutti a raccolta nella sfida per il 2030, una corsa a ostacoli che si vince solo se impariamo a correre insieme. </strong>I vincitori saranno premiati il prossimo <strong>29 settembre</strong>, una data fortemente simbolica: è infatti la Giornata scelta dalle Nazioni Unite per sensibilizzare il mondo sulla <strong>Consapevolezza delle perdite e dello spreco alimentare/International/</strong>Day of Awareness of Food Loss and Waste. «<strong>Vi aspettiamo a Roma, nella sede dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani, per festeggiare insieme i vincitori e condividere le migliori buone pratiche </strong>– spiega il fondatore Speco Zero <strong>Andrea Segrè </strong>– Insieme alla nostra <strong>Ambasciatrice di buone pratiche 2026 Sara Segantin </strong>contiamo sul vostro desiderio di raccontarci le azioni messe in campo con la Pubblica Amministrazione, con le vostre aziende, associazioni, gruppi di cittadinanza attiva, a scuola o attraverso le vostre ricerche. Non è banale ricordare che siamo tutti in marcia verso un traguardo che ha in palio il futuro dell’umanità. Attraverso le <strong>azioni esemplari e replicabili per la prevenzione e il recupero degli sprechi alimentari, idrici ed energetici, la tutela della biodiversità, ma anche per la sensibilizzazione dei cittadini attraverso i libri, </strong>promuoviamo i valori legati allo sviluppo sostenibile e una ricognizione intorno alle questioni ambientali più urgenti del nostro tempo». Appuntamento quindi <strong>martedì 29 settembre, nella Sala Igea di Fondazione Treccani</strong>, in occasione dell’evento promosso dalla Campagna Spreco Zero.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>HAI ANCORA 3 SETTIMANE PER PARTECIPARE ALLA 14^ EDIZIONE DEL PREMIO VIVERE A SPRECO ZERO, CHIUDERANNO INFATTI IL 20 GIUGNO LE ISCRIZIONI AL PREMIO ITALIANO PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE.</title>
		<link>https://www.sprecozero.it/news/hai-ancora-3-settimane-per-partecipare-alla-14-edizione-del-premio-vivere-a-spreco-zero-chiuderanno-infatti-il-20-giugno-le-iscrizioni-al-premio-italiano-per-lo-sviluppo-sostenibile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martina.rizzo@bigdigital.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 09:58:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Da quest’anno la categoria speciale Generazioni #sprecozero e il premio diventa “Mediterraneo”, con la nuova sezione internazionale per le buone pratiche sviluppate in Albania, Egitto, Tunisia. C’è tempo fino al 20 giugno per partecipare alla 14^edizione del Premio Vivere a Spreco Zero, promosso con il sostegno di Natura Nuova, Camst e Conad, con il patrocinio &#8230;<p class="read-more"> <a class="" href="https://www.sprecozero.it/news/hai-ancora-3-settimane-per-partecipare-alla-14-edizione-del-premio-vivere-a-spreco-zero-chiuderanno-infatti-il-20-giugno-le-iscrizioni-al-premio-italiano-per-lo-sviluppo-sostenibile/"> <span class="screen-reader-text">HAI ANCORA 3 SETTIMANE PER PARTECIPARE ALLA 14^ EDIZIONE DEL PREMIO VIVERE A SPRECO ZERO, CHIUDERANNO INFATTI IL 20 GIUGNO LE ISCRIZIONI AL PREMIO ITALIANO PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE.</span> Leggi altro &#187;</a></p>]]></description>
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<h2 class="wp-block-heading">Da quest’anno la categoria speciale Generazioni #sprecozero e il premio diventa “Mediterraneo”, con la nuova sezione internazionale per le buone pratiche sviluppate in Albania, Egitto, Tunisia.</h2>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>C’è </strong><strong>tempo </strong><strong>fino </strong><strong>al </strong><strong>20 </strong><strong>giugno </strong><strong>per </strong><strong>partecipare </strong><strong>alla </strong><strong>14^</strong><strong>edizione </strong><strong>del </strong><strong>Premio </strong><strong>Vivere </strong><strong>a</strong> <strong>Spreco Z</strong><strong>ero</strong>, promosso con il sostegno di <strong>Natura Nuova, Camst </strong>e <strong>Conad</strong>, con il patrocinio del <strong>Ministero dell’Ambiente </strong>e di <strong>ANCI</strong>, <strong>media partner Rai per la Sostenibilità, Rai Radio1, Rai Radio2 e Rai </strong><strong>Radio3.</strong></p>



<p><strong>Nella </strong><strong>Giornata </strong><strong>mondiale </strong><strong>dell’Ambient e </strong><strong>– </strong><strong>oggi,</strong><strong>5</strong><strong>giugno</strong><strong>2026 </strong><strong>– </strong><strong>il </strong><strong>Premio </strong><strong>Vivere </strong><strong>a S</strong><strong>preco Z</strong><strong>ero lancia un segnale chiaro e urgente, “2030 Calling&#8221;!. </strong>Siamo entrati in <strong>una fase in cui si rende necessaria una accelerazione collettiva</strong>. Fra tensioni globali e crisi climatiche, ridurre lo spreco alimentare è molto più di un dovere etico: è una necessità strategica per la sicurezza del nostro Paese, dell&#8217;intera Europa e del pianeta. <strong>Il </strong><strong>bando </strong><strong>2026 </strong><strong>può </strong><strong>essere </strong><strong>consultato </strong><strong>sulla </strong><strong>home </strong><strong>Spreco Zero: </strong><a href="https://www.sprecozero.it/premio-vivere-a-spreco-zero-edizione-2026/%23candidatura"><strong>sprecozero.it</strong></a></p>



<p>Come sempre, tante <strong>categorie legate ai temi strategici della sostenibilità </strong>&#8211; dal rispetto della biodiversità alla crisi idrica, dalla mobilità sostenibile alle buone pratiche promosse nelle <strong>Pubbliche Amministrazioni, </strong>nelle imprese, fra i cittadini e le associazioni e sui banchi di scuola.</p>



<p><strong>E due novità 2026</strong>: la categoria che promuove una <strong>Staffetta fra Generazioni #sprecozero</strong>: per sostenere la condivisione dei saperi e delle competenze fra una generazione e l’altra, dai Boomers agli Z. E viceversa. Insegnare l’esperienza e le pratiche virtuose si può, ma si può anche andare a scuola di innovazione dai propri figli o nipoti, per prevenire gli sprechi: imparando a usare le app e la tecnologia per vivere in modo più sostenibile. <strong>La nuova categoria premierà i progetti che favoriscono la condivisione dei sapere e della competenze da una generazione all’altra</strong>: la saggezza antica del recupero può essere tradotta in linguaggi tecnologici e virali grazie ai più giovani. Sarà premiato chi costruisce un ponte fra la disciplina dei senior e la creatività dei nativi ambientali, trasformando il saper fare tradizionale in soluzioni moderne e innovative.</p>



<p><strong>Ulteriore novità è la categoria Spreco Zero Mediterraneo, dedicata a progetti, iniziative e buone pratiche che valorizzano azioni concrete e virtuose in</strong><strong>Albania, Egitto e Tunisia</strong>. Paesi partner del <strong>progetto</strong><strong>FOOT</strong>, inserito nel programma di Assistenza Strategica per le Coalitions “Food is Never Waste” e “True Value of Food”, coordinato dal CIHEAM Bari – Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari. Le azioni in gara potranno essere rivolte al contrasto nello spreco di alimenti, acqua ed energia, alla prevenzione dei rifiuti, agli acquisti verdi della Pubblica Amministrazione, alla mobilità sostenibile, alla riduzione del consumo di suolo, all’uso efficiente delle risorse naturali e all’educazione alimentare e alla sostenibilità.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>5 giugno 2026: condividi la tua buona pratica nella GIORNATA MONDIALE DELL’AMBIENTE</title>
		<link>https://www.sprecozero.it/news/5-giugno-2026-condividi-la-tua-buona-pratica-nella-giornata-mondiale-dellambiente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martina.rizzo@bigdigital.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 09:54:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Partecipa alla 14^ edizione del PREMIO VIVERE A SPRECO ZERO! Nel 2026 il Premio si conferma buona pratica AsviS insieme alla app Sprecometro. Oggi, venerdì 5 giugno, è la Giornata mondiale dell’Ambiente. L’invito sempre più urgente a tutti noi, cittadini del mondo, per rispondere con il nostro impegno all’appello globale per l&#8217;azione climatica. Un invito &#8230;<p class="read-more"> <a class="" href="https://www.sprecozero.it/news/5-giugno-2026-condividi-la-tua-buona-pratica-nella-giornata-mondiale-dellambiente/"> <span class="screen-reader-text">5 giugno 2026: condividi la tua buona pratica nella GIORNATA MONDIALE DELL’AMBIENTE</span> Leggi altro &#187;</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Partecipa alla 14^ edizione del PREMIO VIVERE A SPRECO ZERO!</h2>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading">Nel 2026 il Premio si conferma buona pratica AsviS insieme alla app Sprecometro.</h3>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>Oggi, venerdì 5 giugno, è la Giornata mondiale dell’Ambiente.</strong> L’invito sempre più urgente a tutti noi, cittadini del mondo, per rispondere con il nostro impegno <strong>all’appello globale per l&#8217;azione climatica<em>. </em>Un invito che da quattordici edizioni </strong>ha fatto suo il <strong>Premio Vivere a Spreco Zero</strong>, forte di <strong>centinaia di buone pratiche individuate in tutta Italia</strong>, esempi da condividere e replicare nella grande <strong>maratona verso lo sviluppo sostenibile</strong>. Promosso come sempre dalla <strong>Campagna pubblica di sensibilizzazione Spreco Zero</strong>, il Premio si rivolge proprio a tutti: dalle Pubbliche Amministrazioni alle aziende, dalle associazioni alle scuole, dai cittadini e cittadine a chiunque metta in pratica comportamenti virtuosi e rispettosi della convivenza sostenibile. </p>



<p>Con la sua nuova edizione <strong>2026 il Premio Vivere a Spreco Zero si conferma Buona Pratica ASviS </strong>ed è menzionato nel nuovo Portale <strong>BEST</strong>– <strong>B</strong>uone <strong>E</strong>sperienze di <strong>S</strong>ostenibilità dei <strong>T</strong>erritori, il primo portale italiano dedicato alle buone pratiche che contribuiscono al raggiungimento degli Obiettivi dell’Agenda 2030 nelle rispettive comunità e ambiti territoriali. E <strong>c’è una novità</strong>: <strong>quest’anno, ad affiancare il Premio come buona pratica ASviS c’è anche Sprecometro, </strong>la app Ideata dall&#8217;Osservatorio Waste Watcher International con l&#8217;Università di Bologna – Distal per misurare, quantificare, ridurre e prevenire lo spreco di cibo domestico, non solo calcolando la quantità di cibo gettata ma anche calcolandone <strong>l&#8217;impatto </strong>economico e ambientale (impronta carbonica e idrica), con l’aggiunta di consigli pratici, ricette anti-spreco e contenuti educativi per una spesa consapevole. </p>



<p><strong>Diventare Buone pratiche ASviS significa condividere la propria esperienza di sviluppo sostenibile</strong>, contribuendo a delineare il volto dell’Italia che si impegna per il raggiungimento degli Obiettivi dell’Agenda 2030. «Ancora una volta <strong>il Premio, nato in anni pionieristici per la corsa agli Obiettivi dell’Agenda ONU 2030, diventa a sua volta “buonapratica” ed esempio virtuoso,</strong> <strong>insieme alla app che declina nel quotidiano l’impegno di tutti</strong>– osserva il direttore scientifico di Vivere a Spreco Zero<strong>, Andrea Segrè </strong>– Perché <strong>proporre esempi utili, stimolanti e replicabili significa condividere valori e azioni concrete, quindi sensibilizzare fattivamente a vari livelli</strong> <strong>&#8211;</strong> dagli enti pubblici e privati alla cittadinanza &#8211; intorno alle questioni ambientali più urgenti del nostro tempo. Dal 2013 ad oggi, il Premio Vivere a Spreco Zero si è dotato di veri e propri “Ambasciatori” di sostenibilità e buone pratiche: dopo Filippo La Mantia, Cristina Bowerman, Andrea Maggi, Giobbe Covatta, Luca Mercalli, Massimo Cirri, Eliana Liotta, Neri Marcorè, Altan, Paolo Rumiz e Susanna Tamaro, quest’anno la giornalista, scrittrice e Ambasciatrice per il Patto Climatico Europeo Sara Segantin, cofondatrice di FridaysForFuture Italia, in prima linea attraverso la sua attività di divulgazione, nel nome delle giovani generazioni del nostro tempo, e di quelle future che abiteranno il pianeta.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il pianeta non negozia e non discute, non aspetta. Il 5 giugno lasciamoci ispirare dalla natura: per il clima, e per il nostro futuro.</title>
		<link>https://www.sprecozero.it/news/il-pianeta-non-negozia-e-non-discute-non-aspetta-il-5-giugno-lasciamoci-ispirare-dalla-natura-per-il-clima-e-per-il-nostro-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martina.rizzo@bigdigital.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 14:31:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[La Giornata Mondiale dell’Ambiente è stata istituita dall’Assemblea Generale dell’ONU durante la Conferenza di Stoccolma che si svolse dal 5 al 6 giugno 1972. Venne celebrata per la prima volta due anni dopo, nel 1974, con lo scopo di aumentare la consapevolezza dell’impatto dell’uomo sull’ambiente naturale e sul suo equilibrio e trovare strategie per tutelarlo. &#8230;<p class="read-more"> <a class="" href="https://www.sprecozero.it/news/il-pianeta-non-negozia-e-non-discute-non-aspetta-il-5-giugno-lasciamoci-ispirare-dalla-natura-per-il-clima-e-per-il-nostro-futuro/"> <span class="screen-reader-text">Il pianeta non negozia e non discute, non aspetta. Il 5 giugno lasciamoci ispirare dalla natura: per il clima, e per il nostro futuro.</span> Leggi altro &#187;</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La <strong>Giornata Mondiale dell’Ambiente</strong> è stata istituita dall’Assemblea Generale dell’ONU durante la Conferenza di Stoccolma che si svolse dal 5 al 6 giugno 1972. Venne celebrata per la prima volta due anni dopo, nel 1974, con lo scopo di aumentare la consapevolezza dell’impatto dell’uomo sull’ambiente naturale e sul suo equilibrio e trovare strategie per tutelarlo. Nel 1972, l’Assemblea Generale istituì anche l’UNEP (United Nations Environment Programme) con il ruolo di organizzare e coordinare attività e iniziative per trattare il tema della salvaguardia ambientale. Quest&#8217;anno le celebrazioni ufficiali si tengono a <strong>Bakuin Azerbaigian.</strong>Il tema ufficiale è: <strong>&#8220;Inspired by Nature.For Climate. For Our Future&#8221; </strong>(<em>Ispirati dalla Natura. Per il Clima. Per il nostro Futuro</em>). Il focus della campagna è incentrato sul <strong>cambiamento climatico</strong> e sulle <strong>soluzioni basate sulla natura</strong>(Nature- based Solutions). L&#8217;obiettivo è sensibilizzare il pubblico sulla necessità di accelerare le azioni concrete per affrontare la crisi ambientale, collegando la protezione degli ecosistemi alla resilienza climatica.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lo spreco alimentare non impatta solo sulle emissioni CO2, ma anche sulle risorse essenziali del pianeta, come l’acqua. In Italia lo spreco idrico “vale” quasi 3.916 litri all’anno per persona: stimando lo spreco annuo di tutti gli italiani arriviamo a ben 74mila piscine olimpioniche.</title>
		<link>https://www.sprecozero.it/news/lo-spreco-alimentare-non-impatta-solo-sulle-emissioni-co2-ma-anche-sulle-risorse-essenziali-del-pianeta-come-lacqua-in-italia-lo-spreco-idrico-vale-quasi-3-916-litr/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martina.rizzo@bigdigital.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 14:30:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Dietro allo spreco alimentare si cela una realtà rilevante non solo per la quantità di cibo gettato, ma anche per le risorse naturali impiegate nella sua produzione. Lo spreco alimentare domestico rilevato da Waste Watcher nel 2026 comporta uno spreco idrico stimato incirca 75 litri a settimana per ogni cittadino italiano, pari a quasi 3.916 &#8230;<p class="read-more"> <a class="" href="https://www.sprecozero.it/news/lo-spreco-alimentare-non-impatta-solo-sulle-emissioni-co2-ma-anche-sulle-risorse-essenziali-del-pianeta-come-lacqua-in-italia-lo-spreco-idrico-vale-quasi-3-916-litr/"> <span class="screen-reader-text">Lo spreco alimentare non impatta solo sulle emissioni CO2, ma anche sulle risorse essenziali del pianeta, come l’acqua. In Italia lo spreco idrico “vale” quasi 3.916 litri all’anno per persona: stimando lo spreco annuo di tutti gli italiani arriviamo a ben 74mila piscine olimpioniche.</span> Leggi altro &#187;</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Dietro allo spreco alimentare si cela una realtà rilevante non solo per la quantità di cibo gettato, </strong><strong>ma </strong><strong>anche </strong><strong>per </strong><strong>le </strong><strong>risorse </strong><strong>naturali </strong><strong>impiegate </strong><strong>nella </strong><strong>sua </strong><strong>produzione</strong>. Lo spreco alimentare domestico rilevato da Waste Watcher nel 2026 comporta uno <strong>spreco </strong><strong>idrico </strong><strong>stimato </strong><strong>in</strong><strong>circa </strong><strong>75 </strong><strong>litri a settimana per ogni cittadino italiano</strong>, pari a quasi <strong>3.916 litri all’anno per persona</strong>. Se si considera che la popolazione residente in Italia è pari a circa <strong>58,9 milioni di abitanti</strong>, l’impatto complessivo diventa particolarmente significativo: lo spreco alimentare domestico corrisponde a circa <strong>1,7 </strong><strong>milioni </strong><strong>di </strong><strong>tonnellate </strong><strong>di </strong><strong>cibo </strong><strong>gettato </strong><strong>ogni </strong><strong>anno</strong>, con un consumo idrico associato di oltre <strong>230 milioni di metri cubi d’acqua</strong>, paragonabile a circa <strong>74 mila piscine olimpioniche. </strong>Questi confronti aiutano a mostrare come lo spreco alimentare non riguardi soltanto ciò che viene gettato nel bidone, ma anche l’acqua, l’energia e le emissioni incorporate lungo tutta la filiera alimentare.</p>



<p>«<strong>Sprecare cibo – ricorda ancora Andrea Segrè &#8211; significa disperdere anche acqua, energia, suolo, lavoro ed emissioni incorporate nei processi di produzione, trasformazione, distribuzione</strong><strong>e</strong><strong>conservazione</strong><strong>degli</strong><strong>alimenti</strong>. Per questo è importante che tutti siamo consapevoli dell’impatto della pattumiera di casa nostra: possiamo cominciare <strong>scaricando</strong><strong>gratuitamente</strong><strong>la</strong></p>



<p><strong>App</strong><strong>Sprecometro</strong><strong>dell’Università</strong><strong>di</strong><strong>Bologna</strong>: usarla aiuta in modo tangibile a migliorare la nostra consapevolezza e a potenziare la prevenzione dello spreco alimentare nelle nostre case».</p>



<p><strong>Il Rapporto Waste Watcher International è disponibile </strong>sul sito sprecozero.it <strong>al link </strong><a href="https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/04/Report-WW26_Febb.pdf"><strong>https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/04/Report-WW26_Febb.pdf</strong></a><strong>.</strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>5 giugno 2026: i dati Waste Watcher nella GIORNATA MONDIALE DELL’AMBIENTE</title>
		<link>https://www.sprecozero.it/news/5-giugno-2026-i-dati-waste-watcher-nella-giornata-mondiale-dellambiente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martina.rizzo@bigdigital.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 14:27:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Inspired by Nature. For Climate. For Our FutureIspirati dalla natura. Per il clima. Per il nostro futuro Un appello Globale per l&#8217;azione climatica Lo spreco alimentare dell’ultimo anno in Italia ha generato emissioni per 7,5 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente, ovvero le emissioni di circa 1,6 milioni di automobili (quelle che circolano in Sardegna &#8230;<p class="read-more"> <a class="" href="https://www.sprecozero.it/news/5-giugno-2026-i-dati-waste-watcher-nella-giornata-mondiale-dellambiente/"> <span class="screen-reader-text">5 giugno 2026: i dati Waste Watcher nella GIORNATA MONDIALE DELL’AMBIENTE</span> Leggi altro &#187;</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Inspired by Nature. For Climate. For Our Future<br>Ispirati dalla natura. Per il clima. Per il nostro futuro</h2>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading">Un appello Globale per l&#8217;azione climatica</h3>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h4 class="wp-block-heading">Lo spreco alimentare dell’ultimo anno in Italia ha generato emissioni per 7,5 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente, ovvero le emissioni di circa 1,6 milioni di automobili (quelle che circolano in Sardegna e in Umbria, per esempio, o poco meno di un terzo di quelle che circolano nel Lazio.</h4>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>Venerdì 5 giugno 2026 è la Giornata mondiale dell’Ambiente</strong> e per tutti i cittadini del mondo sarà <strong>un’occasione essenziale per unirsi all’appello globale per l&#8217;azione climatica</strong>, riflettendo sul tema proposto per questa edizione: <strong><em>Inspired by Nature. For Climate. For Our Future, Ispirati dalla natura. Per il clima. Per il nostro futuro. </em></strong>La Giornata mondiale dell’Ambiente 2026 si concentra infatti sui <strong>cambiamenti climatici </strong>e sui segnali urgenti che la Terra sta inviando, così come sui segnali che scegliamo di rispondere. Perché <strong>il pianeta non discute e non negozia, invia segnali chiari</strong>, e tutti ce ne stiamo accorgendo in queste settimane: ondate di freddo fuori stagione e bombe di pioggia si alternano a incendi devastanti, ondate di calore, scioglimento dei ghiacciai a innalzamento del livello del mare. «<strong>Avevamo detto, con il Trattato di Parigi,  che l’innalzamento della temperatura della Terra di 1,5 °C doveva essere il limite </strong>– sottolinea <strong>Andrea Segrè</strong>, Direttore scientifico dell’Osservatorio Waste Watcher International <strong>e</strong> fondatore della Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare <strong>–</strong>Ma <strong>dieci anni dopo lo stiamo già superando: è tempo di agire, subito</strong>, e chiunque può e deve farlo anche nel suo quotidiano, a partire da gesti piccoli e semplici, ma essenziali. Come <strong>dotarsi degli strumenti che aiutano a prevenire e ridurre lo spreco alimentare</strong>, contribuendo così a ridurre le emissioni CO2 che aggravano il riscaldamento globale e quindi la questione climatica». I <strong>dati </strong>dell’Osservatorio <strong>Waste Watcher International </strong>avvertono infatti che secondo il <strong>Rapporto “Il caso Italia” </strong>(diffuso in occasione della 13^ Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, 5 febbraio 2026), <strong>ogni cittadino e cittadina italiana genera</strong>, attraverso il cibo sprecato in ambito domestico che è pari a 28,8 kg all’anno pro capite, circa <strong>2,46 kg di CO</strong>₂ <strong>equivalente a settimana</strong>, ovvero produce circa <strong>128 kg di CO</strong>₂ <strong>equivalente all’anno</strong>. <strong>Su scala nazionale, questo equivale a circa 7,5 milioni di tonnellate di CO</strong>₂ <strong>equivalente all’anno, </strong>cioè le emissioni annuali di circa <strong>1,6 milioni di automobili</strong>. Per immaginare meglio queste automobili in movimento, possiamo pensare al <strong>flusso annuale delle automobili che circolano in Sardegna e Umbria, sommate, oppure a un terzo di quelle che circolano nel Lazio</strong>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>IL PUNTO</title>
		<link>https://www.sprecozero.it/magazine/il-punto-13/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martina.rizzo@bigdigital.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 10:45:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Magazine]]></category>
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					<description><![CDATA[Nessuno è uno scarto. La povertà alimentare raramente è solo mancanza di calorie: è isolamento e vergogna. L’impegno di Cucine Popolari e la collaborazione con Last Minute Market. di Roberto Morgantini Recuperare è un verbo che a Bologna coniughiamo ogni giorno, insieme. Con Last Minute&#160;Market&#160;entriamo nelle scuole quando la campanella suona e i vassoi avanzano, &#8230;<p class="read-more"> <a class="" href="https://www.sprecozero.it/magazine/il-punto-13/"> <span class="screen-reader-text">IL PUNTO</span> Leggi altro &#187;</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Nessuno è uno scarto</strong>.</h2>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><em>La povertà alimentare raramente è solo mancanza di calorie: è isolamento e vergogna. L’impegno di Cucine Popolari e la collaborazione con Last Minute Market</em>.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>di <strong>Roberto Morgantini</strong></strong></p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Recuperare è un verbo che a Bologna coniughiamo ogni giorno, insieme. Con Last Minute&nbsp;Market&nbsp;entriamo nelle scuole quando la campanella suona e i vassoi avanzano, nei supermercati prima che scatti l’ora della chiusura, nei forni quando il pane di ieri diventa troppo “vecchio” per il banco ma è ancora perfetto per sfamare.</p>



<div style="height:15px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Quello che per il mercato è eccedenza, per noi è possibilità.&nbsp;</p>



<p>Possibilità che si traduce in 650 pasti gratuiti ogni giorno. Non numeri: volti. Mamme sole, anziani con la minima, lavoratori&nbsp;ai quali&nbsp;lo stipendio non basta più, studenti fuori sede. Persone che alle Cucine Popolari non trovano solo un piatto caldo, ma un posto a tavola. E lo trovano perché dietro ci sono donne e uomini che scelgono di esserci, senza prendere un euro.&nbsp;&nbsp;Nessuno dei volontari delle Cucine Popolari viene retribuito.&nbsp;Il loro stipendio è lo sguardo di chi si sente di nuovo parte di qualcosa.</p>



<div style="height:15px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Spreco Zero non è uno slogan da convegno. È logistica alle 6 del mattino per ritirare la verdura,&nbsp;è&nbsp;celle frigo condivise,&nbsp;è&nbsp;bilance e tracciabilità, è burocrazia che si fa alleata e non ostacolo.&nbsp;È trasformare il “rifiuto” in diritto.&nbsp;Perché buttare cibo mentre qualcuno salta la cena non è solo un paradosso economico: è una ferita etica.</p>



<div style="height:15px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Il recupero insegna due cose.&nbsp;</p>



<p>La prima: il cibo ha valore finché nutre, non finché sta sullo scaffale.&nbsp;</p>



<p>La seconda: la povertà alimentare raramente è solo mancanza di calorie. È isolamento, è vergogna, è tempo sottratto a cercar lavoro o a studiare perché la testa è occupata da “cosa mangio stasera”. Un pasto garantito libera energie. Rimette in gioco.</p>



<div style="height:15px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Solidarietà, per noi, vuol dire sporcarsi le mani. Significa che la scuola che dona il suo surplus educa due volte: contro lo spreco e a favore della comunità. Significa che il supermercato che apre il retrobottega al furgone delle nostre Cucine fa impresa nel senso più pieno: crea valore sociale. Significa che il volontario che pela patate il martedì sera sta difendendo un’idea di città.&nbsp;</p>



<p>In un Paese dove si sprecano ancora 67 kg di cibo pro capite l’anno, ogni teglia salvata è un atto politico. Non carità dall’alto, ma giustizia dal basso. Non assistenzialismo, ma alleanza.&nbsp;Alle&nbsp;Cucine Popolari non contiamo solo i kg recuperati. Contiamo le relazioni ricucite. E quelle, per fortuna, non hanno data di scadenza.</p>



<div style="height:15px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><em>L’autore è il fondatore delle Cucine Popolari di Bologna</em>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L’INTERVISTA &#8211; ABBATE</title>
		<link>https://www.sprecozero.it/magazine/lintervista-abbate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martina.rizzo@bigdigital.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 10:40:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sprecozero.it/?p=65445</guid>

					<description><![CDATA[Abbate: «Sosteniamo Donometro poiché ogni alimento buttato è un fallimento culturale». Il&#160;Governatore del Distretto 2072 del Rotary&#160;rimarca l’impegno anti-spreco del sodalizio e la filosofia di fondo che guida l’appoggio a progetti virtuosi, che devono essere veri, equi, costruttivi e utili a tutti. di Gianni Gnudi Aretino di nascita, ma ormai bolognese a tutti gli effetti,&#160;Guido Giuseppe Abbate, &#8230;<p class="read-more"> <a class="" href="https://www.sprecozero.it/magazine/lintervista-abbate/"> <span class="screen-reader-text">L’INTERVISTA &#8211; ABBATE</span> Leggi altro &#187;</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Abbate: «Sosteniamo Donometro poiché ogni alimento buttato è un fallimento culturale»</strong>.</h2>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><em>Il&nbsp;Governatore del Distretto 2072 del Rotary&nbsp;rimarca l’impegno anti-spreco del sodalizio e la filosofia di fondo che guida l’appoggio a progetti virtuosi, che devono essere veri, equi, costruttivi e utili a tutti</em>.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>di Gianni Gnudi</strong></p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Aretino di nascita, ma ormai bolognese a tutti gli effetti,&nbsp;<strong>Guido Giuseppe Abbate</strong>, 62 anni e una laurea in Medicina e Chirurgia all’Alma Mater alle spalle, è il Governatore del Distretto 2072 del Rotary. Un Distretto che riunisce i club di Emilia-Romagna (Piacenza esclusa) e S. Marino &#8211; 65 strutture, oltre 3mila soci – e che opera al servizio della comunità, attraverso la realizzazione di progetti e azioni a favore, in particolare, delle fasce più deboli e bisognose. È in questo contesto che si inserisce il supporto rotariano all’iniziativa&nbsp;Donometro, fortemente voluto dal Governatore Abbate. Che risponde così a Spreco Zero Magazine.</p>



<div style="height:15px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>Governatore,&nbsp;Donometro&nbsp;si pone l’obiettivo di recuperare l’invenduto di bar e pasticcerie in primis per farlo approdare a enti assistenziali e caritatevoli. Quale significato ha il supporto del Distretto 2072 a questa iniziativa? Ci sono spazi per far crescere ulteriormente questo rapporto?</strong>&nbsp;</p>



<p>Certamente. Il Rotary è una rete globale di 1,2 milioni di volontari che mettono a disposizione competenze professionali e tempo per sostenere iniziative sociali.&nbsp;Abbiamo contribuito con grande entusiasmo allo sviluppo di questa piattaforma&nbsp;nella quale&nbsp;gli utenti si possono registrare scegliendo se donare o ricevere, facilitando la redistribuzione del cibo. Ogni alimento buttato è una risorsa sottratta a chi ne ha bisogno,&nbsp;un costo per l’ambiente, un fallimento culturale.&nbsp;Si trasforma lo spreco in valore e la responsabilità in futuro.</p>



<div style="height:15px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>Il Rotary da molti anni è vicino a Last Minute Market, impresa sociale spin off dell&#8217;Università di Bologna e, più in generale, sostiene la lotta anti-spreco alimentare. Si può parlare di un ‘service’ etico?</strong>&nbsp;</p>



<p>Per il Rotary,&nbsp;il service non è semplice assistenza:&nbsp;è responsabilità verso la comunità, capacità di leggere i bisogni del territorio e trasformarli in azioni concrete.&nbsp;</p>



<p>La&nbsp;prova delle “Quattro Domande” è il simbolo dell’essere rotariano e ci ricorda che ogni progetto deve essere:&nbsp;vero,&nbsp;equo,&nbsp;costruttivo,&nbsp;utile a tutti.&nbsp;</p>



<p>Last Minute Market incarna perfettamente questo approccio.&nbsp;È&nbsp;un modo concreto per educare alla leadership etica che il Rotary promuove.</p>



<div style="height:15px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>Sostenibilità, recupero, riutilizzo, economia circolare: quali sono gli ambiti a cui si sente più vicino?</strong>&nbsp;</p>



<p>Assicurare salute e benessere a&nbsp;tutti e a tutte le età e garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo sono doveri di giustizia sociale. Dobbiamo insegnare ai giovani il valore della sostenibilità.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Progetti replicabili sono quindi perfettamente in linea con la visione rotariana di impatto duraturo.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>L’economia circolare è un linguaggio che i giovani comprendono immediatamente e molti progetti di Rotary,&nbsp;Rotaract e&nbsp;Interact&nbsp;sono dedicati al riuso.</p>



<div style="height:15px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>Qual è la sfida attuale del sodalizio? Cosa significa essere rotariano oggi?</strong>&nbsp;</p>



<p>Essere rotariani oggi significa assumersi una responsabilità: essere persone affidabili, etiche, competenti e capaci di trasformare il proprio ruolo nella società in un servizio al bene comune.&nbsp;</p>



<p>Non è un titolo, è un impegno ed è una scelta quotidiana.&nbsp;</p>



<p>Il Rotary nasce dall’amicizia professionale e oggi più che mai questa è un capitale sociale prezioso.&nbsp;</p>



<p>Il rotariano non fa beneficenza, ma costruisce soluzioni. Progetta, misura, valuta, migliora.&nbsp;</p>



<p>Che si tratti di un progetto per i giovani, di un intervento ambientale o di un’azione culturale, il nostro compito è di portare metodo, visione e responsabilità.</p>



<div style="height:15px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>Oltre a essere Governatore, lei è medico e molto attivo nella società. Se dovesse indicare alle Istituzioni tre misure da adottare nel breve periodo, che cosa chiederebbe?</strong>&nbsp;</p>



<p>Pace, lotta alle malattie e cultura della legalità. Sono focus del nostro sodalizio, situazioni imprescindibili che devono riguardare&nbsp;tutti noi.&nbsp;Il Rotary nasce per creare comprensione e amicizia tra i popoli, rifiutare la logica dell’odio.&nbsp;Il bisogno di pace oggi è il più&nbsp;urgente, il più&nbsp;universale che abbiamo.&nbsp;</p>



<p>Dove colpisce la malattia, la dignità si indebolisce, le comunità si spezzano e il futuro si restringe.&nbsp;Da oltre 40 anni il Rotary combatte per eradicare la poliomielite nel mondo e anche la salute è una forma di pace per ridurre disuguaglianze.&nbsp;</p>



<p>La pace è giustizia, occorre coerenza, trasparenza ed integrità.&nbsp;</p>



<p>La legalità è un bene comune e la dobbiamo difendere. Per questo è istituito un premio nazionale per i giovani e siamo al fianco delle Istituzioni con il nostro impegno.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;OSSERVATORIO</title>
		<link>https://www.sprecozero.it/magazine/losservatorio-15/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martina.rizzo@bigdigital.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 10:30:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sprecozero.it/?p=65452</guid>

					<description><![CDATA[Le vere cause dello spreco domestico in Italia. Appare&#160;necessario&#160;comprendere&#160;non solo&#160;quanto&#160;sprechiamo&#160;ma il&#160;perché. di Luca Falasconi Ridurre lo spreco alimentare significa prima di tutto capirne le cause. Non basta sapere quanto cibo viene gettato: è necessario entrare nelle dinamiche quotidiane che portano, quasi senza accorgercene, a buttare via alimenti ancora commestibili. Le analisi fatte sui dati dell’ultima &#8230;<p class="read-more"> <a class="" href="https://www.sprecozero.it/magazine/losservatorio-15/"> <span class="screen-reader-text">L&#8217;OSSERVATORIO</span> Leggi altro &#187;</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le vere cause dello spreco domestico in Italia</strong>.</h2>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><em>Appare&nbsp;necessario&nbsp;comprendere&nbsp;non solo&nbsp;quanto&nbsp;sprechiamo&nbsp;ma il&nbsp;perché</em>.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>di Luca Falasconi</strong></p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Ridurre lo spreco alimentare significa prima di tutto capirne le cause. Non basta sapere quanto cibo viene gettato: è necessario entrare nelle dinamiche quotidiane che portano, quasi senza accorgercene, a buttare via alimenti ancora commestibili. Le analisi fatte sui dati dell’ultima indagine Waste Watcher mostrano con chiarezza che lo spreco domestico non è il risultato di un singolo comportamento, ma nasce dall’interazione di abitudini, percezioni e piccoli errori organizzativi che si ripetono nel tempo.</p>



<div style="height:15px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>La natura degli alimenti</strong>&nbsp;</p>



<p>Il primo elemento riguarda la natura stessa degli alimenti. I prodotti freschi, come frutta e verdura, sono i più esposti al rischio di spreco. Non è un caso: hanno una durata limitata e richiedono una gestione attenta. Una volta acquistati, devono essere consumati rapidamente, ma nella pratica quotidiana questo non sempre avviene. Il risultato è che una quota rilevante di consumatori segnala il deterioramento come principale causa dello spreco. Il frigorifero, da soluzione, diventa così spesso un luogo di accumulo temporaneo che rinvia il problema senza risolverlo.</p>



<div style="height:15px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/05/falasconi_img_1.jpg" alt="" class="wp-image-65457" srcset="https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/05/falasconi_img_1.jpg 1024w, https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/05/falasconi_img_1-300x169.jpg 300w, https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/05/falasconi_img_1-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<div style="height:15px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>La gestione delle scorte</strong>&nbsp;</p>



<p>Accanto alla deperibilità emerge un secondo fattore, altrettanto rilevante: la gestione delle scorte domestiche. Dimenticare un alimento in dispensa o nel frigorifero è un’esperienza comune. Non si tratta di disattenzione occasionale, ma di un limite strutturale nell’organizzazione della cucina domestica. Quando manca una visione chiara di ciò che si ha in casa, aumenta la probabilità che alcuni prodotti vengano trascurati fino alla scadenza. Questo tipo di spreco non dipende dalla quantità acquistata, ma dalla capacità di monitorare e utilizzare in modo efficiente ciò che è già disponibile.</p>



<div style="height:15px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>Il momento dell’acquisto</strong>&nbsp;</p>



<p>Un terzo elemento riguarda il momento dell’acquisto. Una parte significativa dei consumatori tende a comprare più cibo del necessario. Le motivazioni sono diverse. In alcuni casi si tratta di una strategia di sicurezza: avere scorte abbondanti riduce la percezione di rischio di rimanere senza cibo. In altri casi intervengono le dinamiche promozionali. Offerte e sconti incentivano acquisti multipli che, pur convenienti nell’immediato, possono tradursi in eccedenze difficili da gestire nel tempo. Il risparmio iniziale si trasforma così in spreco differito.&nbsp;</p>



<p>A queste dinamiche si aggiunge una componente percettiva. Una quota non trascurabile di consumatori attribuisce lo spreco a fattori esterni, come la qualità dei prodotti o la loro vicinanza alla scadenza al momento dell’acquisto. Questa percezione evidenzia una distanza tra il funzionamento reale della filiera e la sua interpretazione da parte dei consumatori. Se da un lato è vero che la durata residua può influenzare il rischio di spreco, dall’altro lato le evidenze mostrano come la gestione domestica resti un fattore determinante.</p>



<div style="height:15px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>Combinazione di fattori</strong>&nbsp;</p>



<p>Nel complesso, il quadro che emerge è chiaro: lo spreco alimentare domestico nasce da una combinazione di fattori quotidiani, spesso invisibili perché normalizzati. Non è il risultato di scelte eccezionali, ma di micro-decisioni ripetute: cosa comprare, quanto comprare, dove conservare, cosa consumare per primo.&nbsp;</p>



<p>Questa lettura ha implicazioni importanti. Intervenire sullo spreco significa agire su queste pratiche di base: migliorare la pianificazione, aumentare la visibilità degli alimenti disponibili, adattare gli acquisti alle reali esigenze. Più che introdurre nuove regole, si tratta di rendere più consapevoli e coerenti comportamenti già presenti nella vita quotidiana.&nbsp;</p>



<p>Lo spreco, in fondo, non è solo una questione di quantità, ma di organizzazione. Ed è proprio nella gestione ordinaria della cucina che si gioca la partita più importante.</p>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>IL CASO/1</title>
		<link>https://www.sprecozero.it/magazine/il-caso-1/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martina.rizzo@bigdigital.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 10:20:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sprecozero.it/?p=65460</guid>

					<description><![CDATA[FoodCost svela i costi nascosti dei sistemi alimentari. Concluso il progetto Horizon che in quattro anni ha coinvolto 150 esperti e definito uno scenario dei sistemi europei al 2050. Risultati accessibili su un sito dedicato. di Giulia Lombardo, Valeria Musso,&#160;Yu-Chia Chen, Matteo Vittuari Il 23 aprile si è tenuta la Conferenza&#160;finale del Progetto Horizon Europe&#160;FoodCost, dal &#8230;<p class="read-more"> <a class="" href="https://www.sprecozero.it/magazine/il-caso-1/"> <span class="screen-reader-text">IL CASO/1</span> Leggi altro &#187;</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><strong>FoodCost svela i costi nascosti dei sistemi alimentar</strong>i.</h2>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><em>Concluso il progetto Horizon che in quattro anni ha coinvolto 150 esperti e definito uno scenario dei sistemi europei al 2050. Risultati accessibili su un sito dedicato</em>.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>di <strong>Giulia Lombardo, Valeria Musso,&nbsp;Yu-Chia Chen, Matteo Vittuari</strong></strong></p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Il 23 aprile si è tenuta la Conferenza&nbsp;finale del Progetto Horizon Europe&nbsp;FoodCost, dal titolo “<em>Advancing&nbsp;True Cost Accounting in Food Systems</em>”&nbsp;<em>(lett.&nbsp;</em>Promuovere l’avanzamento del True Cost Accounting per i sistemi agroalimentari<em>).</em>&nbsp;Un traguardo importante per un&#8217;iniziativa che, dal 2022, ha lavorato allo sviluppo di metodologie per la misurazione dei costi nascosti dei sistemi alimentari.&nbsp;</p>



<p>Il progetto internazionale parte dall’evidenza che il costo del cibo non riflette il suo reale valore. Dietro la produzione e il consumo di ogni alimento si celano esternalità ambientali, sociali ed economiche che ricadono sulla collettività senza venire contabilizzate.&nbsp;FoodCost&nbsp;ha lavorato su questo tema, adottando una metodologia innovativa con un approccio sistemico, il&nbsp;<em>True Cost Accounting (TCA</em>), sviluppata e applicata per identificare, analizzare e monetizzare i costi e i benefici generati da ciascun segmento della filiera agroalimentare. Il TCA, infatti, si distingue tra gli approcci scientifici di calcolo delle esternalità, per la sua forte innovatività. La metodologia non si limita a calcolare le esternalità negative – ossia i costi derivanti dagli impatti negativi &#8211; ma si pone l’obiettivo di integrare anche quelle positive, ovvero i benefici, con un approccio che integra le dimensioni ambientali, economiche e sociali.</p>



<div style="height:15px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/05/Foto-FoodCost-per-interno-1024x768.jpeg" alt="" class="wp-image-65465" style="aspect-ratio:1.3333393849170327;width:676px;height:auto" srcset="https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/05/Foto-FoodCost-per-interno-1024x768.jpeg 1024w, https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/05/Foto-FoodCost-per-interno-300x225.jpeg 300w, https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/05/Foto-FoodCost-per-interno-768x576.jpeg 768w, https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/05/Foto-FoodCost-per-interno-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/05/Foto-FoodCost-per-interno.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<div style="height:15px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>Tre pilastri</strong>&nbsp;</p>



<p>Il progetto, in questi quattro anni, si è sviluppato su tre pilastri: la costruzione di una metodologia armonizzata e di un database unico per il calcolo di costi e benefici lungo la filiera; lo sviluppo e l’identificazione di strategie di internalizzazione delle esternalità attraverso modelli di business e strumenti di policy; e, infine, la definizione di un framework per la valutazione dell&#8217;impatto di diverse politiche e cambiamenti comportamentali, attraverso lo sviluppo di scenari futuri di internalizzazione delle esternalità. Su quest&#8217;ultimo fronte si è concentrato il contributo del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari (Distal), che ha presentato i risultati di un lavoro che combina processi partecipativi e modellazione macroeconomica.&nbsp;</p>



<p>Per integrare la dimensione qualitativa della&nbsp;ricerca, sono&nbsp;stati coinvolti oltre 150&nbsp;esperti, cui&nbsp;è stato chiesto di immaginare il futuro dei sistemi alimentari europei al 2050. Questo ha condotto alla definizione di tre scenari che mettono a confronto strumenti politici di diversa intensità – come etichettatura e campagne di&nbsp;sensibilizzazione, imposizione&nbsp;di tasse alla produzione o al&nbsp;consumo, divieti&nbsp;all’uso dei pesticidi più dannosi in agricoltura &#8211; e li combinano con possibili cambiamenti nelle abitudini alimentari dei cittadini europei. Gli impatti sull’ambiente, sull’economia e sulla salute di questi scenari sono stati analizzati e quantificati attraverso modelli macroeconomici, sviluppati con la collaborazione scientifica dell’Università di Wageningen ed&nbsp;EuroCare.</p>



<div style="height:15px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>I potenziali impatti</strong>&nbsp;</p>



<p>I risultati di questo studio riflettono quindi le complessità del tema e i potenziali impatti di queste misure sull’economia (ad es. guardando ai prezzi dei prodotti agricoli e alimentari, ai volumi di produzione e al commercio), sull’ambiente (emissioni di gas serra, inquinamento dell’acqua e biodiversità) e sulla società (qualità della dieta, salute pubblica, sicurezza alimentare e riduzione degli sprechi). Tra le misure studiate, quelle orientate ai consumatori &#8211; come la tassazione sul consumo di carne rossa &#8211; si dimostrano le più efficaci nel ridurre le esternalità legate alla salute. Diversamente, gli scenari che applicano misure più restrittive sui produttori risultano essere quelle più efficaci nell’internalizzare le esternalità ambientali. Tra i risultati più rilevanti, si può evidenziare come gli scenari che combinano strumenti e misure sia sulla produzione che sul consumo con livelli di coercizione differenziata, tendono ad avere, invece, un impatto maggiore e contribuiscono ad una riduzione più ampia dei costi esterni totali.&nbsp;</p>



<p>Dall’analisi qualitativa emergono anche ostacoli sistemici da superare per garantire la transizione: l’accettabilità delle misure da parte della società e degli attori coinvolti, squilibri di potere lungo le filiere, cooperazione insufficiente tra gli attori, costi di transizione elevati per gli agricoltori. Nessuna strategia o politica considerata in modo isolato è in grado di internalizzare tutte le esternalità, e quindi si suggerisce l’esigenza di approcci integrati, capaci di combinare misure diverse.</p>



<div style="height:15px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>La divulgazione dei risultati</strong>&nbsp;</p>



<p>Per rendere i risultati dello studio accessibili è stato sviluppato il <em>FoodCost Visualizer Tool</em>, disponibile al sito: <a href="https://scenarios.foodcost-project.eu/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>https://scenarios.foodcost-project.eu/</strong></a>. Si tratta di uno strumento interattivo che traduce i dati della ricerca in informazioni comprensibili e visualizzabili in modo sistematico, pensato per rendere accessibili i risultati a ricercatori, decisori politici e aziende agroalimentari. </p>



<p>Comprendere il vero valore del cibo non rappresenta un mero esercizio teorico, ma una sfida concreta e ormai imprescindibile, che richiede il coinvolgimento attivo di tutti gli attori della filiera agroalimentare. La partecipazione di rappresentanti delle istituzioni europee e di importanti aziende del settore alla conferenza finale di&nbsp;FoodCost&nbsp;dimostra come l’interesse verso questi temi sia oggi vivo e reale. In questo scenario, il True Cost Accounting può contribuire a costruire politiche e strategie basate su evidenze scientifiche, accompagnando la transizione verso sistemi alimentari più sostenibili, equi e resilienti per le generazioni future.</p>
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