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	<title>Spreco Zero</title>
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	<description>Campagna nazionale di sensibilizzazione contro lo spreco alimentare</description>
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	<title>Spreco Zero</title>
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		<title>Promuovere la sostenibilità sociale e la giustizia climatica significa stare dalla parte dell’umanità e del suo futuro:</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alice.mariani@bigdigital.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 07:34:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[la Campagna pubblica Spreco Zero ringrazia la sua Ambasciatrice di buone pratiche 2026, Sara Segantin, per l’impegno nel delicato caso di Zainab, la giovane afgana che è riuscita a raggiungere l’Italia dopo anni di segregazione a Kabul e in Iran. Guarda qui i video di Andrea Segrè e Sara Segantin per la Giornata mondiale della &#8230;<p class="read-more"> <a class="" href="https://www.sprecozero.it/uncategorized/promuovere-la-sostenibilita-sociale-e-la-giustizia-climatica-significa-stare-dalla-parte-dellumanita-e-del-suo-futuro/"> <span class="screen-reader-text">Promuovere la sostenibilità sociale e la giustizia climatica significa stare dalla parte dell’umanità e del suo futuro:</span> Leggi altro &#187;</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">la Campagna pubblica Spreco Zero ringrazia la sua Ambasciatrice di buone pratiche 2026, Sara Segantin, per l’impegno nel delicato caso di Zainab, la giovane afgana che è riuscita a raggiungere l’Italia dopo anni di segregazione a Kabul e in Iran.</h2>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Guarda qui i video di Andrea Segrè e Sara Segantin per la Giornata mondiale della Terra 2026.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<div class="wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-16018d1d wp-block-buttons-is-layout-flex">
<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link wp-element-button" href="https://www.youtube.com/shorts/ySRxTyBdcyI">Video Andrea Segrè</a></div>



<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-text-align-center wp-element-button" href="https://www.youtube.com/shorts/umrTQQfl5mU">Video Sara Segantin</a></div>
</div>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>«Dobbiamo<strong> cercare la dimensione umana dietro le crude statistiche e promuovere una nuova visione</strong> <strong>culturale e civile legata alla fruizione del cibo</strong> – spiega <strong>Andrea Segrè</strong>, fondatore della Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare e direttore scientifico dell’Osservatorio Waste Watcher International, <strong>illuminando la connessione di questi temi con le implicazioni di sostenibilità sociale</strong>». «<strong>Lo spreco è</strong> <strong>spesso figlio dell’accesso a cibi di scarsa qualità: la sostenibilità sociale è un valore primario </strong>e riconoscere il diritto ad un&#8217;alimentazione adeguata, lo<strong><em>ius cibi</em></strong>, significa<strong>garantire l&#8217;accesso fisico ed</strong> <strong>economico a cibo nutriente e di qualità, ponendo la nutrizione umana al centro delle politiche</strong> <strong>climatiche. </strong>Produrre, consumare, sprecare hanno un grande impatto sull&#8217;emissione di climalteranti.<strong>Un valore</strong> <strong>di cura e responsabilità che attraversa la grande questione dei diritti umani sul pianeta: per questo la</strong> <strong>campagna pubblica spreco zero ringrazia la sua Ambasciatrice di buone pratiche 2026, Sara Segantin,</strong> <strong>per l’impegno nel delicato caso di Zainab</strong>, la giovane afgana che è riuscita a raggiungere l’Italia dopo anni di segregazione a Kabul e in Iran.<strong>Siamo fieri di aver aggiunto il nostro contributo a questo risultato</strong>».</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>Sara Segantin</strong> &#8211; giornalista, scrittrice, Ambasciatrice per il Patto Climatico Europeo e cofondatrice di FridaysForFuture Italia-<strong>ha infatti devoluto a favore della giovane afgana Zainab il gettone solidale</strong> <strong>messo a disposizione dalla campagna Spreco Zero, di cui è Ambasciatrice quest’anno. Nel 2025 era</strong> <strong>venuta a conoscenza della vicenda</strong>: Zainab, una ragazza di Kabul di 17 anni, aveva passato gli ultimi quattro segregata in casa dai talebani perché il fratello maggiore combatteva nella resistenza nel Panshir. Dopo aver raggiunto l’Iran, dove si era nascosta per molti mesi, finalmente a fine gennaio Zainab è atterrata all&#8217;aeroporto di Fiumicino, per iniziare una nuova vita e dare nuova luce al suo futuro. «<strong>Le grandi crisi di oggi </strong>&#8211; afferma</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Sara Segantin &#8211;<strong> dal clima alle guerre, alle implicazioni economiche globali, sono legate l’una all’altra.</strong> Diritti umani e questioni ambientali sono un’unica cosa: <strong>lottare per la giustizia climatica significa stare dalla</strong> <strong>parte dell’umanità</strong>, con giustizia e dignità. <strong>Per Zainab</strong> – aggiunge &#8211; <strong>la segregazione nella sua casa di Kabul</strong> <strong>era diventata una tomba.</strong> Guardava i vestiti scolastici in un angolo, coperti di polvere, e piangeva. Privata del diritto di fare tutto, viveva con l’incubo dei matrimoni forzati. <strong>È fuggita avventurosamente in Iran, passando</strong> <strong>mesi chiusa in una stanza a Teheran, senza documenti, con la paura che ogni colpo alla porta fosse la</strong> <strong>polizia iraniana</strong>. Poi sono arrivate anche le bombe e i contatti whatsapp si sono interrotti a lungo. Adesso finalmente, in Italia, guarda al suo futuro e prova a darsi un’occasione per ricominciare. <strong>Un banco, un libro,</strong> <strong>dei compagni di classe sono la sua speranza di futuro</strong>».</p>
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		<title>Giornata mondiale della Terra 2026</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alice.mariani@bigdigital.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 07:20:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[ci siamo consumati l’Islanda, e bevuti il lago di Nemi! Ecco i dati e le comparazioni dell’Osservatorio Waste Watcher International per il 22 aprile 2026. Nella Giornata mondiale della Terra che ci invita a riflettere su “Our power, our planet”, il nostro “potere” si esercita anche a tavola: perchè i dati dell’Osservatorio Waste Watcher International &#8230;<p class="read-more"> <a class="" href="https://www.sprecozero.it/uncategorized/giornata-mondiale-della-terra-2026/"> <span class="screen-reader-text">Giornata mondiale della Terra 2026</span> Leggi altro &#187;</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">ci siamo consumati l’Islanda, e bevuti il lago di Nemi! Ecco i dati e le comparazioni dell’Osservatorio Waste Watcher International per il 22 aprile 2026.</h2>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Nella <strong>Giornata mondiale della Terra</strong> che ci invita a riflettere su “<strong>Our power, our planet</strong>”, <strong>il nostro “potere”</strong> <strong>si esercita anche a tavola</strong>: perchè i dati dell’<strong>Osservatorio Waste Watcher International </strong>avvertono che il “paradosso green” è dietro l’angolo: sprechiamo infatti con maggiore frequenza i cibi più sostenibili, <strong>frutta</strong> <strong>fresca verdure e insalate c</strong>he sono il pilastro della dieta mediterranea. Settimanalmente, la hit dei cibi più sprecati conta 22,2 grammi di frutta, 20,6 grammi di verdure, 19,6 grammi di aglio e cipolle e 18,8 grammi di verdure, come annota il <strong>Rapporto “Il caso Italia” </strong>diffuso in occasione della 13^ Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare (5 febbraio 2026), da oggi<strong>disponibile </strong>anche online sul sito sprecozero.it <strong>al link <a href="https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/04/Report-WW26_Febb.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/04/Report-WW26_Febb.pdf</a>.</strong></p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>Le conseguenze? Piuttosto significative, in termini di impatto ambientale: su scala annua, e per l’intera</strong> <strong>popolazione italiana, la somma di questo spreco “vale” 103.734 Km2 di suolo utilizzato per coltivarli</strong>, <strong>pari all’intera superficie dell’Island</strong>a. Sprecando quel cibo abbiamo quindi consumato le risorse di una superficie equivalente dell’Islanda, mentre <strong>in termini di emissioni lo spreco ammonta a 162.085 t CO2 eq,</strong> ovvero le emissioni annuali di circa 80.000 auto: per neutralizzarle servirebbero 7 milioni di alberi. E <strong>sul piano</strong> <strong>dello spreco idrico l’impatto è di 22.397.200 metri cubi d’acqua</strong>, ovvero – per visualizzare questa imponente massa d’acqua &#8211; <strong>più della metà del bacino del Lago di Nemi</strong>, corrispondente a 9.000 piscine oppure ai consumi annui di 300.000 persone. Naturalmente sono questi dati del tutto parziali in tema di spreco, perché <strong>l’intera filiera italiana legata allo</strong> <strong>spreco alimentare domestico stima 554 grammi di cibo gettato pro capite ogni settimana</strong> &#8211; ben 79,14 grammi che ciascuno di noi spreca ogni giorno &#8211; per un costo globale di 7 miliardi e 363 milioni (i’indagine CAWI, promossa da Spreco Zero con l’Università di Bologna – Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari e Last Minute Market su monitoraggio Ipsos – Doxa). Sottolinea<strong>Luca Falasconi</strong>, coordinatore del Rapporto “Il caso Italia” 2026: «i dati Waste Watcher evidenziano <strong>un paradosso da monitorare con</strong> <strong>attenzione, perchè il tema è ambientale, ma anche sociale ed economico.</strong> Sprecare meno permette di liberare risorse, protegge il reddito familiare, sostiene l’ambiente e valorizza il cibo acquistato.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>Vale a maggior</strong> <strong>ragione per lo spreco del cibo che meglio rappresenta la dieta mediterranea, quindi lo stile alimentare</strong> <strong>più salutare per noi e per il pianeta: frutta, verdure e insalata</strong>. La sfida è aumentare la sensibilità, trasformarla in abitudini automatiche e strumenti semplici, pianificare meglio e dare priorità ai prodotti deperibili. In questo percorso anche <strong>strumenti concreti come l’App Sprecometro</strong> possono offrire un supporto importante ai consumatori, aiutandoli a monitorare le proprie abitudini, a prevenire gli sprechi domestici e a <strong>tradurre la consapevolezza in comportamenti quotidiani più sostenibili</strong>. <strong>Una transizione</strong> <strong>culturale fatta di impegno quotidiano</strong>, in direzione degli obiettivi dell’Agenda 2030».</p>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>22 aprile 2026: oggi è la Giornata mondiale della Terra!</title>
		<link>https://www.sprecozero.it/uncategorized/22-aprile-2026-oggi-e-la-giornata-mondiale-della-terra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alice.mariani@bigdigital.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 07:10:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[Mercoledì 22 aprile, torna la Giornata mondiale della Terra, ed è l’edizione numero 56 di un anniversario che celebra la nascita del moderno movimento ambientalista nel 1970. Fino a quel momento, l’indifferenza rispetto alle questioni ambientali impediva di cogliere le minacce dell’inquinamento per la salute dell’uomo e del pianeta. Le premesse per una svolta arrivarono &#8230;<p class="read-more"> <a class="" href="https://www.sprecozero.it/uncategorized/22-aprile-2026-oggi-e-la-giornata-mondiale-della-terra/"> <span class="screen-reader-text">22 aprile 2026: oggi è la Giornata mondiale della Terra!</span> Leggi altro &#187;</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div class="wp-block-group is-nowrap is-layout-flex wp-container-core-group-is-layout-ad2f72ca wp-block-group-is-layout-flex"><div class="wp-block-group__inner-container">
<p>Mercoledì 22 aprile, torna la Giornata mondiale della Terra, ed è l’edizione numero 56 di un anniversario che celebra la nascita del moderno movimento ambientalista nel 1970. Fino a quel momento, l’indifferenza rispetto alle questioni ambientali impediva di cogliere le minacce dell’inquinamento per la salute dell’uomo e del pianeta. Le premesse per una svolta arrivarono con la pubblicazione, nel 1962, del bestseller &#8220;Primavera silenziosa&#8221; di Rachel Carson. Il libro segnò un cambiamento cruciale, diventando subito un bestseller con oltre 500.000 copie vendute in 24 Paesi, sensibilizzando l&#8217;opinione pubblica sulla tutela degli organismi viventi, dell&#8217;ambiente, degli inestricabili legami tra inquinamento e salute pubblica. Fu quella l&#8217;alba del moderno movimento ambientalista: dal 1970, Earth Day è la più diffusa giornata di impegno laico nel mondo.</p>
</div></div>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>La 50^ edizione, nel 2020, si è svolta nel contesto della pandemia covid: in quell’occasione oltre un miliardo di persone ha seguito la diretta streaming della tre giorni organizzata per l’occasione, la più grande mobilitazione di massa online della storia. Earthday.org continua a portare avanti il lavoro e l&#8217;eredità dei fondatori. L&#8217;organizzazione promuove l’attivazione dei cittadini del mondo con il suo appello per la creatività, l&#8217;innovazione, l&#8217;ambizione e il coraggio necessari ad affrontare la crisi climatica e a scegliere la via per un futuro #zeroemissioni.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>APPLICHIAMOCI</title>
		<link>https://www.sprecozero.it/newsletter/applichiamoci-21/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alice.mariani@bigdigital.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 10:34:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Newsletter]]></category>
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					<description><![CDATA[Sprecometro a un passo dai 25mila utenti. Continuano le collaborazioni con Camst, Fruttagel e SlowFood. Cresce il Donometro. di Giorgio Segrè e Maria Virginia Fato Lo spreco alimentare è oggi una delle sfide più importanti a livello globale: ogni anno, infatti, grandi quantità di cibo ancora perfettamente buono vengono buttate, con conseguenze non solo economiche, ma anche ambientali e sociali. Proprio &#8230;<p class="read-more"> <a class="" href="https://www.sprecozero.it/newsletter/applichiamoci-21/"> <span class="screen-reader-text">APPLICHIAMOCI</span> Leggi altro &#187;</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Sprecometro a un passo dai 25mila utenti</strong>.</h2>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><em>Continuano le collaborazioni con Camst, Fruttagel e SlowFood. Cresce il Donometro</em>.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>di Giorgio Segrè e Maria Virginia Fato</strong></p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Lo spreco alimentare è oggi una delle sfide più importanti a livello globale: ogni anno, infatti, grandi quantità di cibo ancora perfettamente buono vengono buttate, con conseguenze non solo economiche, ma anche ambientali e sociali. Proprio per questo è nato Sprecometro, un’applicazione pensata per sensibilizzare le persone e aiutarle a monitorare e ridurre i propri sprechi. Attraverso strumenti semplici e attività educative, l’app permette agli utenti di acquisire maggiore consapevolezza delle proprie abitudini e di adottare comportamenti più sostenibili nella vita di tutti i giorni. &nbsp;</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Ad oggi, l’app conta una partecipazione attiva di oltre 24.000 utenti. Lo spreco alimentare totale registrato è di 53.267 kg, corrispondenti a una perdita economica di circa 678.422 euro. Per capirci meglio, è come parlare di quasi 106.000 pasti, cioè più di 290 pasti al giorno per un anno intero. È una quantità enorme. E non è solo una questione economica: questo spreco ha anche un forte impatto sull’ambiente. Si traduce infatti in circa 298.680 kg di CO<sub>2</sub>, oltre 19 milioni di litri d’acqua e più di 313.000 ettari di terreno utilizzati inutilmente. Insomma, lo spreco alimentare non è solo una piccola distrazione quotidiana, ma qualcosa che ha conseguenze concrete.  &nbsp;</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Rispettare il cibo significa rispettare tutto ciò che è necessario per produrlo: la terra, l’acqua, il tempo e il lavoro delle persone. E la cosa importante è che ridurre gli sprechi non richiede grandi gesti, ma solo un po’ più di attenzione e consapevolezza quotidiana. &nbsp;</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Nel tempo, Sprecometro ha anche collaborato con diverse realtà. Ad esempio, la società cooperativa benefit Camst Group ha portato il progetto nelle scuole e nelle relative mense scolastiche, con una sperimentazione iniziale presso il Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico di Trieste. Con SmartFood, parallelamente, ci si rivolge sempre ai più giovani, proponendo attività e consigli per educarli a fare scelte alimentari più consapevoli. &nbsp;</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Un’altra collaborazione importante è quella con l’azienda Fruttagel, dove sono stati organizzati incontri formativi per i dipendenti, insieme ad attività di registrazione e di monitoraggio degli sprechi, con l’obiettivo di migliorare le loro abitudini quotidiane. Inoltre, con Slow Food vengono promossi contenuti legati alla cultura del cibo e al suo valore. &nbsp;</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Infine, è stato lanciato anche il Donometro, in collaborazione con Fipe, per favorire la redistribuzione del cibo in eccesso ancora consumabile, contribuendo così a ridurre gli sprechi e promuovere un modello di economia circolare più sostenibile. &nbsp;</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="634" height="424" src="https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-13-alle-12.33.08.png" alt="" class="wp-image-64783" srcset="https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-13-alle-12.33.08.png 634w, https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-13-alle-12.33.08-300x201.png 300w" sizes="(max-width: 634px) 100vw, 634px" /></figure>
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			</item>
		<item>
		<title>PAGINE DI SOSTENIBILITÀ</title>
		<link>https://www.sprecozero.it/magazine/pagine-di-sostenibilita-9/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alice.mariani@bigdigital.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 10:25:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Magazine]]></category>
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					<description><![CDATA[Dalle armonie di Re Carlo alla grande cecità di Ghosh. Letture e&#160;medit-azioni per celebrare&#160;degnamente&#160;la Giornata della Terra numero 56. Con uno slogan incisivo:&#160;Our&#160;power,&#160;our&#160;planet. di Daniela Volpe Il 22 aprile 1970 milioni di cittadini statunitensi scesero in piazza per manifestare a difesa della natura. La memoria del disastro petrolifero di Santa Barbara era ancora molto viva &#8211; &#8230;<p class="read-more"> <a class="" href="https://www.sprecozero.it/magazine/pagine-di-sostenibilita-9/"> <span class="screen-reader-text">PAGINE DI SOSTENIBILITÀ</span> Leggi altro &#187;</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong>Dalle armonie di Re Carlo alla grande cecità di Ghosh</strong></strong>.</h2>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><em><em>Letture e&nbsp;medit-azioni per celebrare&nbsp;degnamente&nbsp;la Giornata della Terra numero 56. Con uno slogan incisivo:&nbsp;Our&nbsp;power,&nbsp;our&nbsp;planet</em></em>.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>di Daniela Volpe</strong></p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Il 22 aprile 1970 milioni di cittadini statunitensi scesero in piazza per manifestare a difesa della natura. La memoria del disastro petrolifero di Santa Barbara era ancora molto viva &#8211; in pochi giorni 15 milioni di litri di petrolio avevano devastato oltre 50 chilometri di costa &#8211; e un’azione eclatante si rendeva necessaria per chiedere alla classe politica una seria svolta nelle leggi ambientali.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Il 22 aprile 2026 in tutto il mondo si festeggerà la&nbsp;<strong>Giornata mondiale della Terra</strong>&nbsp;numero 56: con un&nbsp;claim&nbsp;che invita decisamente all’azione,&nbsp;<strong><em>Our&nbsp;power,&nbsp;our&nbsp;planet.</em></strong>&nbsp;Serve a ricordarci che possiamo fare la differenza, perché il miglioramento del contesto ambientale non dipende da una singola amministrazione, è sostenuto dalle azioni quotidiane di comunità, educatori, lavoratori e famiglie che proteggono i luoghi in cui vivono e lavorano.&nbsp;&nbsp;</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Possiamo cercare ispirazione nella lettura, per le nostre&nbsp;medit-azioni: a cominciare dalle pagine che&nbsp;Aboca&nbsp;mette a disposizione in questi giorni, offrendo una pubblicazione di tono regale.&nbsp;<strong><em>Harmony. Un nuovo modo di guardare al nostro mondo&nbsp;</em></strong>riprende l’opera multidisciplinare scritta da&nbsp;<strong>Re Carlo</strong>&nbsp;quando era ancora Principe di Galles, esplorando il tracciato futuro dell’umanità per ristabilire il delicato equilibrio con la natura perso nel corso dei secoli, dalla rivoluzione industriale in poi. Più che un semplice trattato sul riscaldamento globale,&nbsp;<em>Harmony</em>&nbsp;consegna uno sguardo chiaro e riflessivo su come la nostra dissociazione dalla natura abbia contribuito a causare i problemi ambientali che ci troviamo ad affrontare oggi<strong>.&nbsp;</strong>«Per come la vedo io – spiegava il Principe di Galles &#8211; tutte le soluzioni possono funzionare solo se impariamo a osservare il mondo in modo diverso. Non è per forza un modo nuovo, e infatti viaggeremo all’indietro nel tempo per vedere il mondo come lo vedevano gli antichi …».&nbsp;</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>E da qualche settimana Einaudi ci permette di ritrovare un altro grande classico della coscienza ambientalista contemporanea: con una nuova introduzione dell’autore torna in libreria, per le edizioni Tascabili,&nbsp;<strong><em>La grande cecità. Il cambiamento climatico e l&#8217;impensabile</em></strong><em>&nbsp;</em>di&nbsp;<strong>Amitav Ghosh</strong>, il libro che interroga il ruolo degli intellettuali al tempo del cambiamento climatico, invitandoli a immaginare una letteratura capace di accogliere l&#8217;imprevisto e il cataclisma. Perché la letteratura, le arti e le nostre narrazioni collettive non riescono a rappresentare il cambiamento climatico? Perché l&#8217;evento&nbsp;piú&nbsp;drammatico della storia recente è rimasto ai margini della cultura? Amitav Ghosh affronta una delle domande decisive del nostro tempo, intrecciando analisi storica, critica letteraria e riflessione personale. Un saggio potente che ribalta la prospettiva: il cambiamento climatico non è solo un tema per scienziati o attivisti, ma una sfida per scrittori, lettori e cittadini. Perché se non riusciamo a immaginare la catastrofe, non sapremo nemmeno affrontarla.&nbsp;</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Un booster perfetto per la Giornata mondiale della Terra. Ma se volessimo andare oltre, e spingere il nostro sguardo su quel che accade “dopo” la crisi climatica, ecco il romanzo di speculative fiction firmato da&nbsp;<strong>Bruno Arpaia</strong>,&nbsp;<strong><em>Il mondo senza inverno</em></strong><strong>&nbsp;</strong>(Guanda):<strong>&nbsp;</strong>l’avventura dei personaggi del fortunato&nbsp;<em>Qualcosa, là fuori</em>&nbsp;non è finita, sebbene continui in uno scenario completamente diverso. Dopo l’estenuante migrazione attraverso un’Europa devastata dalla crisi climatica, giunti in Scandinavia dove le condizioni climatiche permettono ancora una vita civile organizzata, si illudono di essere in salvo. Ma l’intelligenza artificiale esercita una sorveglianza soffusa e totale sulla popolazione, ed ecco che in uno dei possibili scenari futuri scorgiamo già le tracce nel presente&#8230;&nbsp;</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Ci viene in soccorso un manuale recentissimo pubblicato da Raffaello Cortina:&nbsp;<strong><em>Come sopravvivere alla crisi ambientale. Salute e disuguaglianze</em></strong>, di&nbsp;<strong>Paolo&nbsp;Vineis&nbsp;</strong>e<strong>&nbsp;Luca Savarino.&nbsp;</strong>Un libro che nasce da una tesi radicale: la crisi ambientale è, prima di tutto, una questione politica. Sulla base dei dati della scienza, gli autori mostrano come l&#8217;impatto della crisi sulla salute umana determini l&#8217;esplosione di disuguaglianze sociali e sanitarie. Ne deriva l&#8217;urgenza di immaginare una nuova&nbsp;etica e una nuova politica, capaci di trasformare in profondità comportamenti individuali, istituzioni e strategie economiche, mettendo al centro gli interessi delle popolazioni più povere, dei giovani e delle generazioni future.&nbsp;&nbsp;</p>



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<p>Può essere consolatorio anche pensare che&nbsp;<strong><em>La natura non basta</em></strong><strong>.&nbsp;</strong>Lo spiega<strong>&nbsp;Tommaso&nbsp;Cinquemani&nbsp;</strong>nel nuovo saggio appena uscito per Codice, dove racconta Come le innovazioni di agricoltori e scienziati ci hanno salvato dalla fame.<strong>&nbsp;</strong>Abbiamo la convinzione che un&#8217;agricoltura &#8220;più naturale&#8221; sarebbe da preferire: niente chimica, niente biotecnologie, solo varietà antiche e piccole produzioni a chilometri zero. Ma staremmo davvero meglio? Se vogliamo mangiare tutti, su questo pianeta, e vogliamo farlo in maniera sostenibile, serve l&#8217;innovazione. Un&#8217;analisi chiara e documentata contro la retorica del &#8220;naturale&#8221; a tutti i costi.&nbsp;&nbsp;</p>



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<p>Anche la biodiversità, tuttavia, presenta il suo conto alla terra:&nbsp;<strong><em>Dai rinoceronti a Gaia, il pianeta vivente</em></strong><strong>,&nbsp;</strong>pubblicato da<strong>&nbsp;</strong>Mimesis<strong>,&nbsp;</strong>conferma che l&#8217;estinzione di molte specie e l&#8217;incessante deforestazione hanno creato un pericolosissimo disequilibrio, in procinto di portare l&#8217;umanità a vivere su un pianeta invivibile.&nbsp;</p>



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<p>L’autore&nbsp;<strong>Michele Sofisti</strong>&nbsp;propone possibili soluzioni e tecnologie per guidare la navigazione verso un vero futuro. L’istinto ci porta a guardare verso un progetto di sostenibilità sociale:&nbsp;<strong><em>Acqua per la pace. Da Francesco a Leone</em></strong><strong>&nbsp;</strong>(Intra Moenia)<strong>&nbsp;</strong>riporta alla semplicità di parole importanti.&nbsp;</p>



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<p><strong>Maurizio Montalto&nbsp;</strong>partendo dall&#8217;acqua, spesso utilizzata come strumento di conflitti, propone una visione integrale del mondo, capace di abbracciare l&#8217;emergenza ambientale, equità sociale e la responsabilità istituzionale. Mentre nel suo&nbsp;<strong><em>Oceano futuro</em></strong><em>&nbsp;</em><strong>Roberto Danovaro</strong>&nbsp;ci spiega, con la nuova pubblicazione Carocci,&nbsp;<strong><em>Come sono cambiati i mari e come cambieranno le nostre vite</em></strong><strong>:&nbsp;</strong>unendo storia, scienza e attualità, il volume ripercorre quattro miliardi di anni di storia del mare in un viaggio che parte dalla preistoria e dalle civiltà antiche e, attraverso le scoperte scientifiche e le esplorazioni, arriva a immaginare gli oceani dei prossimi decenni e secoli. Spiegando quanto possiamo ancora fare per salvare il nostro &#8220;gigante blu&#8221;.&nbsp;</p>



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<p>Recuperare una correlazione vitale con il pianeta è certamente la formula migliore per celebrare degnamente la Giornata della Terra: non resta che lasciarsi andare a&nbsp;<strong><em>L&#8217;incanto del sensibile. Percezione e linguaggio in un mondo più-che-umano.&nbsp;</em></strong><strong>Davide Abram</strong>&nbsp;per Nottetempo attinge alla filosofia fenomenologica, all&#8217;animismo, alle storie orali delle popolazioni indigene nordamericane, alla tradizione ebraica e all&#8217;antichità occidentale per tornare a meravigliarci in un mondo più-che-umano, coniugando scrittura affascinante e passione, rigore scientifico e audacia intellettuale.&nbsp;</p>



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<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="500" height="746" src="https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/04/Harmony.jpg" alt="" class="wp-image-64767" srcset="https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/04/Harmony.jpg 500w, https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/04/Harmony-201x300.jpg 201w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></figure>
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<p><strong>Sua Maestà Re Carlo&nbsp;</strong>quando era principe di Galles, Tony Juniper e Ian Skelly&nbsp;</p>



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<p><strong><em><strong><em>Harmony. Un nuovo modo di guardare al nostro mondo</em></strong></em></strong></p>



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<p>Aboca&nbsp;edizioni, pagine 336, € 25&nbsp;</p>



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<p>Un libro a firma di Re Carlo, negli anni antecedenti alla corona: pagine che esprimono compiutamente la visione del più ecologista dei governanti del nostro tempo. Un messaggio che non è mai stato così attuale e pertinente, da cui è stato tratto anche un importante documentario televisivo.&nbsp;</p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="975" height="1500" src="https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/04/La-grande-cecita.jpg" alt="" class="wp-image-64768" srcset="https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/04/La-grande-cecita.jpg 975w, https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/04/La-grande-cecita-195x300.jpg 195w, https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/04/La-grande-cecita-666x1024.jpg 666w, https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/04/La-grande-cecita-768x1182.jpg 768w" sizes="(max-width: 975px) 100vw, 975px" /></figure>
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<p><strong>Amitav Ghosh&nbsp;</strong></p>



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<p><strong><em><strong><em>La grande cecità. Il cambiamento climatico e l’impensabile.</em></strong></em></strong></p>



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<p>Einaudi tascabili,&nbsp;pagine 228 € 12,35&nbsp;</p>



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<p>Perché la letteratura, le arti e le nostre narrazioni collettive non riescono a rappresentare il cambiamento climatico? Nel cuore della modernità – racconta Ghosh &#8211; si è formata un&#8217;idea di «realismo» che, con la sua fiducia nella razionalità e nel progresso, ha bandito l&#8217;eccezione e il disastro. Così la narrativa ha lasciato fuori dalle sue pagine la scala planetaria.&nbsp;</p>
</div>



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<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="323" height="500" src="https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/04/Il-mondo-senza-inverno.jpg" alt="" class="wp-image-64769" style="aspect-ratio:0.6460171886716272;width:375px;height:auto" srcset="https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/04/Il-mondo-senza-inverno.jpg 323w, https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/04/Il-mondo-senza-inverno-194x300.jpg 194w" sizes="(max-width: 323px) 100vw, 323px" /></figure>
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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<p><strong><strong>Bruno Arpaia</strong></strong></p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong><em><strong><em>Il mondo senza inverno</em></strong>&nbsp;</em></strong></p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Guanda, pagine 240, € 18&nbsp;</p>



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<p>“Arpaia è uno di quelli che affrontano l&#8217;arte e la letteratura con l&#8217;unica ambizione di essere coerenti con la vita e con l&#8217;epoca che gli è toccato vivere”, così di lui diceva Luis Sepúlveda. Nel suo romanzo sono disseminate tracce del futuro che preferiamo non vedere, o che non vediamo affatto. </p>
</div>



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<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="745" src="https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/04/La-natura-non-basta.jpg" alt="" class="wp-image-64770" srcset="https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/04/La-natura-non-basta.jpg 500w, https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/04/La-natura-non-basta-201x300.jpg 201w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></figure>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<p><strong><strong>Tommaso&nbsp;Cinquemani</strong></strong></p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong><em>La natura non basta. Come le innovazioni di agricoltori e scienziati ci hanno salvato dalla fame</em></strong>&nbsp;</p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Codice, pagine 304, € 19,95</p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Per diecimila anni l&#8217;uomo è sopravvissuto grazie alle risorse fornite dalla natura. E per diecimila anni ha sofferto la fame. Se vogliamo mangiare tutti, su questo pianeta, e vogliamo farlo in maniera sostenibile, serve l&#8217;innovazione.&nbsp;</p>
</div>



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</div>



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<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="747" src="https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/04/Dai-rinoceronti-a-Gaia.jpg" alt="" class="wp-image-64771" srcset="https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/04/Dai-rinoceronti-a-Gaia.jpg 500w, https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/04/Dai-rinoceronti-a-Gaia-201x300.jpg 201w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></figure>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<p><strong><strong>Michele Sofisti</strong></strong></p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong><em><strong><em>Dai rinoceronti a Gaia il pianeta vivente</em></strong></em></strong></p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Mimesis, pagine 100, € 13&nbsp;</p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Le due maggiori problematiche che l&#8217;Umanità deve affrontare: la perdita di biodiversità e il cambiamento climatico. Le due cause di un disequilibrio che se non corretto, porterà l&#8217;umanità a vivere su un pianeta invivibile.&nbsp;</p>
</div>



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<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="757" src="https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/04/Acqua-per-la-pace.jpg" alt="" class="wp-image-64772" srcset="https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/04/Acqua-per-la-pace.jpg 500w, https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/04/Acqua-per-la-pace-198x300.jpg 198w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></figure>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<p><strong><strong>Maurizio Montalto</strong></strong></p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong><em><strong><em>Acqua per la pace. Da Francesco a Leone</em>&nbsp;</strong></em></strong></p>



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<p>Intra Moenia, pagine 96, €&nbsp;9,90</p>



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<p>Nell&#8217;era dell&#8217;intelligenza artificiale, che pone numerosi interrogativi sul piano etico, le parole di Papa Francesco nella loro semplicità sono un vero e proprio manifesto per un&#8217;etica globale della cura, un faro che può guidare sia le scelte individuali che collettive.&nbsp;</p>
</div>



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<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="807" src="https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/04/Oceano-futuro.jpg" alt="" class="wp-image-64773" srcset="https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/04/Oceano-futuro.jpg 500w, https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/04/Oceano-futuro-186x300.jpg 186w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></figure>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<p><strong><strong>Roberto Danovaro</strong></strong></p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong><em><strong><em>Oceano futuro. Come sono cambiati i mari e come cambieranno le nostre vite</em></strong></em></strong></p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Carocci, pagine 144, € 13&nbsp;</p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Il volume ripercorre quattro miliardi di anni di storia del mare, ci fa comprendere quanto abbiamo perso e ci presenta l&#8217;oceano del futuro, spiegando quanto possiamo ancora fare per salvare il nostro &#8220;gigante blu&#8221;.&nbsp;</p>
</div>



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<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="709" src="https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/04/Lincanto-del-sensibile.jpg" alt="" class="wp-image-64774" srcset="https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/04/Lincanto-del-sensibile.jpg 500w, https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/04/Lincanto-del-sensibile-212x300.jpg 212w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></figure>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<p><strong><strong>David Abram</strong></strong></p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong><em><strong><em>L&#8217;incanto del sensibile. Percezione e linguaggio in un mondo più-che-umano</em></strong></em></strong></p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Nottetempo,&nbsp;pagine 468, € 22,80&nbsp;</p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>In quale modo possiamo recuperare una correlazione vitale con il pianeta? Ritrovare il &#8220;sensibile&#8221; nel rapporto poroso con l&#8217;ambiente animato significa riscoprire l&#8217;incanto di un mondo &#8220;avvolgente&#8221;, da cui continuiamo a dipendere.</p>
</div>



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</div>



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<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="804" src="https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/04/Come-sopravvivere-alla-crisi-ambientale.jpg" alt="" class="wp-image-64775" srcset="https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/04/Come-sopravvivere-alla-crisi-ambientale.jpg 500w, https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/04/Come-sopravvivere-alla-crisi-ambientale-187x300.jpg 187w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></figure>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<p><strong><strong>Paolo&nbsp;Vineis, Luca Savarino</strong></strong></p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong><em><strong><em>Come sopravvivere alla crisi ambientale. Salute e disuguaglianze&nbsp;</em></strong></em></strong></p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Raffaello Cortina,&nbsp;pagine 208, € 18&nbsp;</p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Malgrado decenni di conferenze internazionali e rapporti scientifici incontrovertibili il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità continuano ad accelerare oltre le più pessimistiche previsioni. La crisi ambientale non è un problema tecnico, ma il più grande problema politico della nostra epoca.&nbsp;</p>
</div>



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</div>



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<p></p>



<p></p>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>IL CASO </title>
		<link>https://www.sprecozero.it/magazine/il-caso-16/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alice.mariani@bigdigital.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 09:25:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sprecozero.it/?p=64757</guid>

					<description><![CDATA[I piccoli eroi&#160;anti-spreco. Alla scuola emiliana&#160;Cavedoni&#160;il&#160;primo premio europeo Young Food Waste Fighters. a cura della redazione Il 24 marzo si è svolta la premiazione fisica per la scuola primaria “C.&#160;Cavedoni” di Levizzano di Castelvetro&#160;(Mo)&#160;per il primo posto assoluto al concorso europeo&#160;Young food&#160;waste&#160;fighters award&#160;nell’ambito del programma comunitario Interreg Central Europe&#160;FoodCircus&#160;grazie al progetto “Mensa zero spreco”.&#160; La &#8230;<p class="read-more"> <a class="" href="https://www.sprecozero.it/magazine/il-caso-16/"> <span class="screen-reader-text">IL CASO </span> Leggi altro &#187;</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><strong>I piccoli eroi&nbsp;anti-spreco</strong>.</h2>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><em>Alla scuola emiliana&nbsp;Cavedoni&nbsp;il&nbsp;primo premio europeo Young Food Waste Fighters</em>.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>a cura della redazione</strong></p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Il 24 marzo si è svolta la premiazione fisica per la scuola primaria “C.&nbsp;Cavedoni” di Levizzano di Castelvetro&nbsp;(Mo)&nbsp;per il primo posto assoluto al concorso europeo&nbsp;<em>Young food&nbsp;waste&nbsp;fighters award</em>&nbsp;nell’ambito del programma comunitario Interreg Central Europe&nbsp;FoodCircus&nbsp;grazie al progetto “Mensa zero spreco”.&nbsp;</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>La scuola primaria “C.&nbsp;Cavedoni” si è fatta attrice protagonista della lotta contro gli sprechi, aggiudicandosi il primo premio, con un progetto atto a sensibilizzare i giovanissimi studenti al tema delle diete sostenibili e all’importanza di non sprecare il cibo.&nbsp;</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>L’evento di premiazione si è tenuto presso la sede del Comune di Castelvetro di Modena (Sala Consigliare), un tavolo ricco di speaker da diverse parti d’Europa si è riunito, vedendo – tra gli altri – il contributo del Sindaco del Comune, Federico Pioppi, Marina&nbsp;Fridel&nbsp;per la Regione Emilia-Romagna, Settore Prevenzione Collettiva e Sanità Pubblica, Matteo&nbsp;Vittuari&nbsp;dell’Università di Bologna, Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari e Gudrun&nbsp;Obersteiner, docente presso l’Università&nbsp;Boku&nbsp;di Vienna, nonché coordinatrice dello stesso progetto europeo.&nbsp;</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>L’evento è stato organizzato durante l’incontro annuale del progetto&nbsp;FoodCircus, che ha visto riuniti tutti i partner del progetto nelle giornate del 23 e 24 marzo presso il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari dell’Università di Bologna, che nel progetto ha il ruolo di coordinamento delle attività per la prevenzione dello spreco alimentare nelle mense scolastiche coinvolte.&nbsp;</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>La sfida,&nbsp;lanciata lo scorso novembre, chiedeva alle scuole di tutta Europa di candidare le attività implementate per promuovere modelli alimentari più sostenibili e circolari, creati nel contesto scolastico e con la partecipazione attiva degli studenti e delle studentesse.&nbsp;</p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="736" height="854" src="https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-13-alle-11.19.39.png" alt="" class="wp-image-64761" style="width:569px;height:auto" srcset="https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-13-alle-11.19.39.png 736w, https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-13-alle-11.19.39-259x300.png 259w" sizes="(max-width: 736px) 100vw, 736px" /></figure>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Delle 42 iniziali candidature ricevute dai&nbsp;paesi&nbsp;partner del&nbsp;progetto – oltre a Italia e Austria, Ungheria, Polonia e Repubblica Ceca – il primo screening di votazione pubblica ha visto finaliste&nbsp;dieci&nbsp;iniziative.&nbsp;Una giuria internazionale, formata da un panel di&nbsp;cinque&nbsp;esperti rappresentativi dei&nbsp;paesi coinvolti, è stata poi chiamata a selezionare le iniziative vincitrici sulla base di alcuni criteri di valutazione, tra cui spiccano l’impatto della proposta presentata e la partecipazione attiva dei bambini e delle bambine nello svolgimento dell’attività.&nbsp;&nbsp;</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>La “C.&nbsp;Cavedoni” si è distinta, guadagnandosi il primo posto con il suo progetto “Mensa Zero Spreco”,&nbsp;per&nbsp;un percorso che ha trasformato il momento della mensa in un laboratorio quotidiano di consapevolezza, in maniera giocosa. L’iniziativa, avviata lo scorso ottobre e ancora in corso, è stata promossa dall’amministrazione comunale di Castelvetro di Modena e&nbsp;dall’Ausl&nbsp;di Modena, e ha coinvolto insegnanti, educatori, famiglie e,&nbsp;soprattutto,&nbsp; bambini&nbsp;e&nbsp; bambine&nbsp;dell’istituto nel monitoraggio degli scarti, nella riflessione sul valore del cibo e nella responsabilizzazione rispetto alle proprie scelte.&nbsp;</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Il progetto unisce una competizione giocosa ad attività di formazione&nbsp;ed&nbsp;educazione sul tema della lotta allo spreco e della corretta alimentazione. I bambini e le bambine si sono sfidati settimanalmente per produrre meno spreco possibile, essendo così incentivati ad assaggiare alimenti prima rifiutati o poco consumati.&nbsp;</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Ogni venerdì, la classe vincitrice viene decretata e premiata. La mensa diventa, quindi, non solo un servizio, ma uno spazio educativo in cui imparare ad assaggiare con curiosità e a ridurre ciò che finisce nella spazzatura. La forte collaborazione tra tutti gli enti del territorio e la volontà di risolvere un problema collettivo e pressante &#8211; come quello dello spreco alimentare &#8211; si è rivelata efficace, innovativa e di grande successo. Il prossimo passo infatti, per il Comune, è estendere l’iniziativa ad altre scuole del territorio, dato il potenziale di replicabilità dell’attività.&nbsp;</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>La vittoria europea rappresenta un riconoscimento importante non solo per la scuola, ma per l’intera comunità locale: dimostra che anche realtà di piccole dimensioni possono generare un impatto significativo da cui trarre ispirazione. In un contesto in cui lo spreco alimentare resta una delle grandi sfide ambientali e sociali, l’esperienza della “C.&nbsp;Cavedoni” racconta che il cambiamento parte dall’educazione, dalla condivisione e dai gesti quotidiani. E che, anche tra i banchi di scuola, si può costruire una cultura del cibo più giusta, attenta e sostenibile.&nbsp;</p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="535" src="https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-13-alle-11.19.50-1024x535.png" alt="" class="wp-image-64760" srcset="https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-13-alle-11.19.50-1024x535.png 1024w, https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-13-alle-11.19.50-300x157.png 300w, https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-13-alle-11.19.50-768x401.png 768w, https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-13-alle-11.19.50.png 1420w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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		<title>OSSERVATORIO</title>
		<link>https://www.sprecozero.it/magazine/osservatorio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alice.mariani@bigdigital.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 09:17:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Magazine]]></category>
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					<description><![CDATA[Famiglie, territorio e spreco alimentare. Organizzazione e contesto fanno la differenza: gli ultimi dati dell’Osservatorio Waste Watcher International. di Luca Falasconi Lo spreco alimentare domestico non dipende soltanto dal reddito delle famiglie, ma è il risultato di una combinazione più complessa di fattori legati alla struttura familiare, alle abitudini quotidiane e al contesto territoriale. Le &#8230;<p class="read-more"> <a class="" href="https://www.sprecozero.it/magazine/osservatorio/"> <span class="screen-reader-text">OSSERVATORIO</span> Leggi altro &#187;</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Famiglie, territorio e spreco alimentare</strong>.</h2>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><em>Organizzazione e contesto fanno la differenza: gli ultimi dati dell’Osservatorio Waste Watcher International</em>.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>di Luca Falasconi</strong></p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Lo spreco alimentare domestico non dipende soltanto dal reddito delle famiglie, ma è il risultato di una combinazione più complessa di fattori legati alla struttura familiare, alle abitudini quotidiane e al contesto territoriale. Le analisi più recenti mostrano chiaramente come elementi quali la presenza di figli, la dimensione del comune di residenza e le differenze geografiche incidano in modo significativo sulle quantità di cibo gettato. </p>



<div style="height:35px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="577" src="https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/04/Profilo-famiglie-che-sprecano-di-piu-1024x577.jpg" alt="" class="wp-image-64753" style="width:846px;height:auto" srcset="https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/04/Profilo-famiglie-che-sprecano-di-piu-1024x577.jpg 1024w, https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/04/Profilo-famiglie-che-sprecano-di-piu-300x169.jpg 300w, https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/04/Profilo-famiglie-che-sprecano-di-piu-768x433.jpg 768w, https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/04/Profilo-famiglie-che-sprecano-di-piu-1536x865.jpg 1536w, https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/04/Profilo-famiglie-che-sprecano-di-piu.jpg 1640w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<div style="height:45px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Più figli, più attenzione</strong>&nbsp;</h3>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Un primo aspetto riguarda la composizione del nucleo familiare. Le famiglie con figli registrano livelli di spreco inferiori alla media nazionale, con circa il 10% in meno di cibo sprecato pro capite. Questo dato può essere spiegato da diversi fattori. Da un lato, la presenza di figli comporta una maggiore attenzione alla gestione del budget familiare destinato all’alimentazione: una dinamica coerente con la legge di Engel, secondo cui le famiglie con risorse più vincolate dedicano una quota maggiore del reddito al cibo, sviluppando comportamenti più attenti e parsimoniosi.&nbsp;</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Dall’altro lato, emerge una dimensione organizzativa. Le famiglie con figli tendono a pianificare maggiormente i pasti e la spesa, adottando pratiche come la lista della spesa, la programmazione settimanale e il riutilizzo degli avanzi. Si tratta di strategie che la letteratura riconosce tra le più efficaci nel ridurre lo spreco domestico. In questi contesti, infatti, la gestione della cucina è spesso più strutturata: orari dei pasti regolari e routine consolidate favoriscono un utilizzo più efficiente degli alimenti.&nbsp;</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Non meno importante è la componente educativa. In presenza di figli, il tema dello spreco entra spesso nella sfera dei valori trasmessi quotidianamente. Coinvolgere i più giovani nella preparazione dei pasti o nelle scelte di acquisto contribuisce a rafforzare comportamenti alimentari più responsabili e consapevoli.&nbsp;</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Di segno opposto è il caso delle famiglie senza figli, che mostrano livelli di spreco superiori alla media. Qui incidono stili di vita più flessibili e meno prevedibili, con una maggiore frequenza di pasti consumati fuori casa. Questa abitudine riduce la capacità di programmare i consumi domestici e aumenta il rischio che gli alimenti acquistati non vengano utilizzati in tempo. Inoltre, i nuclei più piccoli tendono a sprecare di più pro capite, poiché è più difficile ottimizzare le quantità acquistate e riutilizzare gli avanzi.&nbsp;</p>



<div style="height:35px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Nord, Centro e Sud: abitudini diverse</strong>&nbsp;</h3>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Accanto alla dimensione familiare, anche il contesto territoriale gioca un ruolo rilevante. Le regioni del Nord Italia presentano livelli di spreco inferiori rispetto alla media nazionale, mentre Centro e Sud registrano valori leggermente più elevati. Una possibile spiegazione risiede nelle diverse abitudini di consumo: al Nord è più diffuso il consumo di pasti fuori casa, che riduce le occasioni di gestione del cibo domestico; al Centro-Sud, invece, la maggiore centralità della cucina domestica e della convivialità può aumentare il rischio di eccedenze alimentari.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Anche la dimensione dei comuni incide sui comportamenti. Nei piccoli centri lo spreco è generalmente più contenuto, grazie alla presenza di reti sociali più strette che favoriscono pratiche informali di condivisione del cibo. Le relazioni di vicinato e familiari possono infatti facilitare il riutilizzo delle eccedenze, riducendo la quantità di alimenti destinati al rifiuto.&nbsp;</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Nel complesso, questi elementi confermano che lo spreco alimentare domestico è un fenomeno complesso, influenzato da fattori economici, sociali e organizzativi. Non è solo una questione di disponibilità di risorse, ma riguarda il modo in cui le famiglie organizzano la propria quotidianità e si inseriscono nel contesto sociale.&nbsp;</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Comprendere queste dinamiche è fondamentale per progettare politiche di prevenzione più efficaci. Interventi mirati, capaci di tenere conto delle differenze tra famiglie e territori, possono contribuire a ridurre in modo significativo lo spreco, trasformando le buone pratiche individuali in cambiamenti più ampi nei modelli di consumo.&nbsp;</p>



<p></p>
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			</item>
		<item>
		<title>IL PUNTO </title>
		<link>https://www.sprecozero.it/magazine/il-punto-12/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alice.mariani@bigdigital.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 08:57:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Magazine]]></category>
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					<description><![CDATA[OnFoods, ridurre gli sprechi non significa rinunciare a qualità e salute. Concluso il progetto OnFoods: la ricerca è entrata nelle mense e nei territori. Valorizzati 50 sottoprodotti e scarti, sviluppati 25 prodotti innovativi e 8 soluzioni di packaging.  di Daniele Del Rio Con&#160;OnFoods&#160;la sostenibilità alimentare ha smesso di essere solo un principio e ha iniziato a diventare &#8230;<p class="read-more"> <a class="" href="https://www.sprecozero.it/magazine/il-punto-12/"> <span class="screen-reader-text">IL PUNTO </span> Leggi altro &#187;</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><strong>OnFoods, ridurre gli sprechi non significa rinunciare a qualità e salute</strong>.</h2>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><em>Concluso il progetto OnFoods: la ricerca è entrata nelle mense e nei territori. Valorizzati 50 sottoprodotti e scarti, sviluppati 25 prodotti innovativi e 8 soluzioni di packaging</em>. </p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>di Daniele Del Rio</strong></p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Con&nbsp;OnFoods&nbsp;la sostenibilità alimentare ha smesso di essere solo un principio e ha iniziato a diventare un insieme di pratiche, strumenti e risultati misurabili.&nbsp;</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Il progetto lascia un bilancio scientifico di grande rilievo: più di 800 pubblicazioni&nbsp;<em>peer-reviewed</em>, 131 dataset prodotti, più di 1.500 contributi tra convegni, seminari e attività di disseminazione, oltre 400 nuovi ingressi nel mondo della ricerca, tra borsisti, dottorandi, post-doc e giovani ricercatrici e ricercatori.&nbsp;&nbsp;</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Il dato più importante è che la ricerca non è rimasta nei laboratori, ma è entrata nelle filiere, nelle mense, nei territori e nelle imprese.&nbsp;</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Sul fronte dell’innovazione,&nbsp;OnFoods&nbsp;ha dimostrato che ridurre gli sprechi e gli impatti ambientali non significa rinunciare alla qualità e alla salute. Il progetto ha valorizzato 50 sottoprodotti e scarti, sviluppato 25 prodotti innovativi e 9 soluzioni di packaging in grado di migliorare la conservazione, la sicurezza e la durata degli alimenti.&nbsp;</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Parallelamente, ha messo a punto strategie per la sicurezza dei cibi tradizionali e dei&nbsp;novel&nbsp;food, protocolli per la nutrizione personalizzata, strumenti digitali e approcci predittivi per comprendere meglio come dieta, salute e sostenibilità possano procedere insieme.&nbsp;</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>L’impatto è stato anche sociale e territoriale, perché&nbsp;OnFoods&nbsp;ha raggiunto oltre 150mila stakeholder e più di 135mila cittadini, coinvolgendo 150 imprese e startup e attivando living lab, reti locali e modelli di collaborazione pubblico-privato. Ha prodotto linee guida per le food policy, strumenti per il procurement sostenibile, metriche per misurare le performance delle filiere e soluzioni utili a orientare le decisioni pubbliche e private.&nbsp;</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>In questo senso il progetto ha reso la dieta sostenibile meno astratta e più accessibile: non solo un obiettivo, ma una possibilità concreta da applicare nei contesti reali.&nbsp;</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Il lascito più importante di&nbsp;OnFoods&nbsp;è proprio quello di aver unito ricerca, innovazione e impatto, mostrando che il sistema alimentare può diventare più sicuro, circolare, sano e giusto solo quando scienza, imprese, istituzioni e cittadini lavorano insieme.&nbsp;</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>E non temete: di OnFoods si sentirà ancora parlare a lungo! </p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><em>L’autore è Coordinatore del Progetto OnFoods, Università di Parma</em>. </p>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>IL PUNTO</title>
		<link>https://www.sprecozero.it/magazine/il-punto-11/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martina.rizzo@bigdigital.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 13:30:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Magazine]]></category>
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					<description><![CDATA[Effetto guerra, effetto spreco. I conflitti non aiutano i poveri. Oltre alla distruzione, l’impatto sull’inflazione sarà evidente e aumenterà i problemi di chi già fatica. Non sprecare, donare cibo, creare relazioni sociali: piccoli significativi antidoti contro arroganza e prevaricazione. di Gianni Gnudi «Ubi solitudinem faciunt, pacem appellant». Dove fanno il deserto, la chiamano pace. Tacito &#8230;<p class="read-more"> <a class="" href="https://www.sprecozero.it/magazine/il-punto-11/"> <span class="screen-reader-text">IL PUNTO</span> Leggi altro &#187;</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Effetto guerra, effetto spreco</strong>.</h2>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><em>I conflitti non aiutano i poveri. Oltre alla distruzione, l’impatto sull’inflazione sarà evidente e aumenterà i problemi di chi già fatica. Non sprecare, donare cibo, creare relazioni sociali: piccoli significativi antidoti contro arroganza e prevaricazione.</em></p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>di Gianni Gnudi</strong></p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>«Ubi solitudinem faciunt, pacem appellant». Dove fanno il deserto, la chiamano pace. Tacito lo ricordava circa 2mila anni fa. E oggi, in uno scenario inquietante che crea una distruzione continua e destinata a permanere, ci si ritrova a pensare le stesse cose.</p>



<p>In gergo calcistico sono saltate tutte le marcature, il diritto internazionale viene calpestato a più riprese, impera la legge del più forte. La struttura geo-politica che si era consolidata in diversi decenni e che, per quanto perfettibile, aveva garantito una certa ‘tranquillità’, si è sgretolata in poco tempo. La prevaricazione è diventata norma.</p>



<div style="height:15px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Non serve avere una formazione ecclesiale per condividere le parole del Segretario di Stato vaticano Pietro Parolin: «Alla forza del diritto si è sostituito il diritto della forza: la guerra preventiva rischia di infiammare il mondo. Pace e sicurezza devono essere coltivate e perseguite attraverso la diplomazia».</p>



<p>Concetti condivisibili, totalmente inascoltati.</p>



<div style="height:15px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Il rischio, forse la certezza, è che anche tutto il lavoro fatto a livello internazionale sulla “diplomazia alimentare” – dal Food System Summit Onu agli aiuti del World Food Program &#8211; salti completamente.</p>



<p>Del resto, lo sappiamo già che i conflitti non aiutano i poveri. Oltre alla distruzione, l’impatto economico (negativo) della guerra è già in atto. Tornerà a crescere l’inflazione e i beni alimentari di prima necessità saranno meno accessibili a chi fatica. In una spirale tutt’altro che virtuosa ciò avrà effetto anche sulla lotta allo spreco, poiché quando i bisogni primari devono essere soddisfatti alla bell’e meglio, adattandosi alle condizioni sfavorevoli generali, l’attenzione a non sprecare diminuisce, così come il consumo consapevole, poiché si tende a non valutare adeguatamente la qualità minima che dovrebbe avere un cibo.</p>



<p>In un simile contesto diventa complesso anche adattare i propri comportamenti, considerata l’impotenza pervasiva che sovviene. Si rischia, quasi inconsapevolmente, di girarsi dall’altra parte, in una sorta di ‘Io speriamo che me la cavo’ di d’ortiana memoria.</p>



<div style="height:15px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Rimane invece la possibilità di continuare a lavorare per creare ponti, relazioni sociali, aiutare il prossimo. Nel suo piccolo operare per limitare lo spreco alimentare, adoprarsi per recuperare e distribuire cibo invenduto o vicino alla scadenza, impegnarsi per mettere in rete esercizi commerciali e associazioni di aiuto sociale (l’esperienza del Donometro insegna) sono tutte azioni virtuose che possono risollevare gli animi falcidiati da una contingenza devastante.</p>



<p>Sia chiaro si tratta di gocce in un oceano di arroganza. Ma la speranza che la goccia non si disperda e continui a scavare la famosa pietra rimane.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;OSSERVATORIO/1</title>
		<link>https://www.sprecozero.it/magazine/losservatorio-14/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martina.rizzo@bigdigital.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 13:12:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sprecozero.it/?p=63848</guid>

					<description><![CDATA[L’inversione dello spreco nel ceto medio-basso Per la prima volta il ceto medio-basso mostra livelli di spreco inferiori alla media nazionale. di Luca Falasconi Nelle rilevazioni più recenti sullo spreco alimentare domestico emerge un dato particolarmente interessante: per la prima volta il ceto medio-basso mostra livelli di spreco inferiori alla media nazionale. Negli ultimi sette giorni &#8230;<p class="read-more"> <a class="" href="https://www.sprecozero.it/magazine/losservatorio-14/"> <span class="screen-reader-text">L&#8217;OSSERVATORIO/1</span> Leggi altro &#187;</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">L’inversione dello spreco nel ceto medio-basso</h2>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><em>Per la prima volta il ceto medio-basso mostra livelli di spreco inferiori alla media nazionale.</em></p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>di Luca Falasconi</strong></p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Nelle rilevazioni più recenti sullo spreco alimentare domestico emerge un dato particolarmente interessante: per la prima volta il ceto medio-basso mostra livelli di spreco inferiori alla media nazionale. Negli ultimi sette giorni questa fascia di popolazione ha dichiarato di aver gettato 515,2 grammi pro capite di alimenti, contro una media nazionale di 554 grammi. Si tratta di una riduzione pari a circa il 7% rispetto al valore medio, che segna un’inversione rispetto alle indagini degli anni precedenti.</p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="577" src="https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/03/Spreco-0-banner-Copertina-di-Facebook-4-1024x577.jpg" alt="" class="wp-image-63851" style="aspect-ratio:1.7749287060756924;width:822px;height:auto" srcset="https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/03/Spreco-0-banner-Copertina-di-Facebook-4-1024x577.jpg 1024w, https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/03/Spreco-0-banner-Copertina-di-Facebook-4-300x169.jpg 300w, https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/03/Spreco-0-banner-Copertina-di-Facebook-4-768x433.jpg 768w, https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/03/Spreco-0-banner-Copertina-di-Facebook-4-1536x865.jpg 1536w, https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2026/03/Spreco-0-banner-Copertina-di-Facebook-4-2048x1154.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



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<p>Tradizionalmente, le famiglie con reddito medio-basso mostravano livelli di spreco leggermente superiori alla media. La spiegazione non era da ricercare in una minore attenzione al valore del cibo, quanto piuttosto nelle condizioni materiali di acquisto e consumo. Un reddito più limitato porta spesso a orientarsi verso prodotti a prezzo ridotto o in promozione, talvolta prossimi alla scadenza o con una qualità commerciale inferiore. Una volta portati a casa, questi alimenti hanno una durata residua più breve e, se non consumati rapidamente, possono deteriorarsi più facilmente.</p>



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<p>La rilevazione di inizio 2026 suggerisce però che qualcosa sta cambiando. Le difficoltà economiche degli ultimi anni sembrano aver modificato in modo significativo le strategie domestiche di gestione del cibo. In molti casi si osserva una maggiore pianificazione della spesa, un’attenzione più sistematica alla conservazione degli alimenti e un uso più frequente degli avanzi nella preparazione dei pasti successivi. Non si tratta solo di comportamenti individuali, ma di veri e propri adattamenti organizzativi delle famiglie.</p>



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<p>Questo fenomeno può essere interpretato anche alla luce di un principio ben noto negli studi sui consumi: quando le risorse disponibili diminuiscono, aumenta la propensione a utilizzare in modo più efficiente i beni acquistati. Il cibo, che rappresenta una voce significativa del bilancio domestico, diventa così un ambito in cui si esercita con maggiore attenzione la gestione delle risorse. La riduzione dello spreco non deriva quindi solo da una maggiore sensibilità ambientale, ma anche da una logica economica di ottimizzazione.</p>



<p>A ciò si aggiunge un elemento culturale. Negli ultimi anni il tema dello spreco alimentare è entrato con maggiore forza nel dibattito pubblico, contribuendo a rafforzare la percezione del valore del cibo e delle risorse necessarie per produrlo. In un contesto di maggiore pressione economica, questa consapevolezza può tradursi più facilmente in comportamenti concreti.</p>



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<p>L’inversione di tendenza osservata nel ceto medio-basso suggerisce quindi che la riduzione dello spreco alimentare non dipende da un unico fattore, ma dall’interazione tra condizioni economiche, organizzazione domestica e consapevolezza culturale. Quando questi elementi si combinano, anche gruppi sociali che in passato mostravano livelli di spreco più elevati possono diventare tra i più virtuosi.&nbsp;</p>



<p>Il dato non va interpretato solo come una curiosità statistica. Indica piuttosto quanto i comportamenti alimentari siano dinamici e sensibili ai cambiamenti del contesto economico. Comprendere queste dinamiche è fondamentale per orientare politiche e iniziative capaci di consolidare nel tempo le pratiche più sostenibili.</p>
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