Bestpractice, buone pratiche #sprecozero in vetrina! Vi avevamo proposto di inviarci le vostre idee, progetti e buone pratiche#sprecozero, per celebrare insieme la Giornata del 5 febbraio. Ecco la selezione dei vostri suggerimenti: grazie a tutti!

Vi avevamo proposto di inviarci le vostre idee, progetti e buone pratiche #sprecozero, per celebrare insieme la Giornata del 5 febbraio. Ecco una selezione dei vostri suggerimenti: grazie a tutti!

Dal 2016 il Gruppo Cucina Brigante di Padova (nella foto qui sopra e a fianco), attraverso un progetto di socialità inclusiva recupera, trasforma e distribuisce alla popolazione scarti alimentari, sensibilizzando sul consumo etico e responsabile. Ogni venerdì mattina il collettivo Cucina Brigante recupera gli scarti ortofrutticoli al MAAP, mercato agroalimentare di Padova. Riesce a riempire da 1 a 7 macchine con verdura e frutta che verrebbe buttata perché non adatta ai canoni di vendita e consumo. Subito dopo il momento di recupero, Cucina Brigante allestisce settimanalmente mercatini itineranti per la città di Padova. Questo avviene sistemando le cassette di frutta e verdura su delle panche e invitando i passanti a fermarsi, partecipare, prendere o donare e contribuire ognuno come può. Nel periodo di lockdown Cucina Brigante, affiliata al Centro Servizio Volontari di Padova, è riuscita a portare avanti le sue attività facendo distribuzione porta a porta.  (Segnalazione di Corinna Costea).

Il progetto Milano Salvacibo è nato a Milano nell’autunno 2019, grazie alla collaborazione tra Eco dalle Città e Comunità Nuova. Attivo nei quartieri Giambellino, Lorenteggio e Barona, il progetto si sviluppa attraverso azioni utili per salvare e distribuire il cibo che verrebbe altrimenti buttato nei mercati di Via Curiel, Via Ponti, Via Vespri Siciliani, Via Strozzi, Via Odazio e Via Della Rondine e in alcuni panifici e negozi di quartiere del Municipio 6. L’azione, ribattezzata anche 6Salvacibo, inizia circa un’ora prima della chiusura del mercato, quando i collaboratori e i volontari del progetto si recano dagli ambulanti per recuperare l’ortofrutta non più adatta alla vendita ma ancora edibile. La distribuzione gratuita e ad accesso libero viene effettuata direttamente sul mercato, e se possibile eventuali eccedenze vengono distribuite in altri luoghi del quartiere. Le cifre dell’attività di recupero sono considerevoli: in media nei mercati vengono recuperati 675 kg cibo a settimana. Inoltre, nei mesi di inattività dei mercati l’azione di contrasto allo spreco è stata avviata anche all’ortomercato, dove grazie alla collaborazione di oltre 15 realtà della città, la carovana salvacibo ha oltrepassato il traguardo delle 100 tonnellate.

Con il progetto Harvest, KFC – Kentucky Fried Chicken Italia è impegnata da ottobre 2017 nel recupero delle eccedenze alimentari dei propri ristoranti, in collaborazione con la Rete Banco Alimentare. Sono oltre 36.000 i pasti donati da 15 ristoranti del brand in 8 regioni, da nord a sud d’Italia, destinati ad altrettante organizzazioni che assistono sul territorio persone in difficoltà. Harvest è un sistema semplice e molto rigoroso. Il pollo fritto di KFC che non viene venduto nell’arco della giornata viene raccolto in appositi sacchetti ad uso alimentare ed etichettato con le informazioni relative a quantità, tipologia del prodotto e data di scadenza. Il pollo così confezionato viene quindi congelato e conservato nelle celle negative all’interno del ristorante, fino al ritiro da parte di Banco Alimentare che provvede a trasportarlo, in apposite borse termiche, e a consegnarlo alla struttura destinataria della donazione sul territorio.

La ricercatrice Maria Alessandra Sorrentino è partita dalla analisi del food waste e food losses, che ha costituito la tematica della sua tesi di laurea. Il progetto che ci ha proposto si focalizza sui rifiuti alimentari e sulla possibilità di apportare un miglioramento ai prodotti che presentano un elevato grado di deperibilità, consentendo al consumatore di riciclare quegli alimenti prima che raggiungano lo stadio di rifiuto alimentare, attraverso una tecnologia innovativa che utilizza il QR code. Buona fortuna per lo sviluppo di questa innovativa intuizione!

 

 

Annamaria Vecchio, docente di sostegno dell’I.C. “F. Giorgio” di Licata (AG), ha segnalato il suggerimento di un suo studente, Salvatore Cannizzaro, classe 1^D, plesso secondaria “G. De Pasquali”: si tratta del consiglio di riutilizzo della ricotta che si è disidratata dopo lunga conservazione. L’ingegnoso studente propone di tagliare la ricotta a fette, passarla nell’uovo e subito dopo nella mollica aromatizzata. Il risultato – garantisce – invoglia all’assaggio!

Il Comune di Ozzano dell’Emilia, associato alla rete di Comuni Sprecozero.net, ha avviato il progetto “A scuola facciamo …. la differenz(i)a avviato in collaborazione con l’Istituto comprensivo di Ozzano: un’azione pratica dedicata alla corretta differenziazione dei rifiuti, così da favorirne il riciclo, e di riduzione degli sprechi alimentari attraverso azioni di solidarietà verso chi ha più bisogno. Le eccedenze alimentari delle mense scolastiche vengono rimesse in circolo dalla Coop.va Open Group che gestisce, sul territorio comunale, una struttura sanitaria per dipendenze patologiche e collabora con Last Minute Market. È stata inoltre deliberata una riduzione del 10% della Tari per le attività commerciali che in modo continuativo, producano o distribuiscano beni alimentari e dimostrino di avere ceduto gratuitamente tali beni a indigenti e persone in maggiori condizioni di bisogno.

 

Carla Simonelli di Pesaro ha inviato una riflessione dedicata alla Giornata Nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare: «gli italiani gettano soldi e cibo perche’ non sono educati al risparmio – osserva – Si deve ridurre lo spreco alimentare, ma occorre anche educare, attraverso i media, le scuole di ogni ordine e grado, poi le mense, i ristoranti, i bar, cioe’ tutta la filiera dell’agroalimentare nazionale. Un esempio è quello dei supermercati, che a fine giornata riducono i prezzi del 50% su determinati prodotti. Prevenire è una buona strada e in rete ci si può documentare meglio anche sulle implicazioni del cibo per la nostra salute. Riflessione e attenzione sono gli strumenti per raggiungere la meta».

 

Il Ristorante Semiserio ha lanciato il progetto Come ridurre gli sprechi recuperando antiche ricette dello chef Gigi Perrone.  Dalla voglia di condividere un sapere antico, fatto di tradizioni e prevenzione degli sprechi, nasce il progetto delle “ricette recuperate”. Dove il “recupero” assume valore antropologico, poiché si parla di ricette che fin dalla loro prima elaborazione mettono al centro l’importanza della riduzione degli sprechi alimentari di ogni genere.  Si tratta di riportare in auge la tradizione culinaria del territorio salentino, che affonda le sue radici nella dieta mediterranea ed è caratterizzata da un’estrema importanza per la massimizzazione dell’utilizzo delle materie prime in cucina.

Dominella Floccari, vicepresidente dell’associazione O.Ra. Di. A.Gi.Re. ha segnalato le iniziative portate avanti dal 2014 a Villa San Giovanni (RC). Si tratta di un’associazione di secondo livello, formata da 14 enti di volontariato e promozione sociale che ha come scopo l’azione per la giustizia sociale, il contrasto concreto alle povertà e ai bisogni estremi esistenti nel territorio e la promozione della cultura della solidarietà. L’associazione annualmente si attiva anche il 5 febbraio, nella Giornata di Prevenzione dello spreco alimentare, attraverso eventi di sensibilizzazione nelle scuole sul tema della riduzione dello spreco e della solidarietà.

Da Riola Sardo (OR) è arrivata la riflessione di Agata Lasiu in tema di prevenzione dello spreco alimentare: «in casa nostra niente va buttato o perduto. Tutto si ricicla. Compro sempre la frutta e ortaggi di stagione, sia perché è tutto più gustoso, sia per preservare l’ambiente. Sono del parere che non debbano essere coinvolte solo le istituzioni, ma che soprattutto i cittadini vadano sensibilizzati, se vogliamo un mondo più solidale ed ecosostenibile. Dobbiamo insieme cambiare il nostro modo di pensare, affinché quanto produce il pianeta sia utilizzato nel miglior modo possibile e sia sufficiente per tutti». 

Francesco Cancellieri, Presidente Associazione per lo Sviluppo SOstenibile e Centro di Educazione Ambientale Messina, ha segnalato l’evento promosso nella serata del 5 febbraio, in occasione della 8^ Giornata Nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare: una diretta facebook con molti protagonisti, finalizzata alla sensibilizzazione sui temi dello spreco alimentare. Presupposto è non solo la questione etica, in tempi di povertà alimentare e malnutrizione, ma anche quella ambientale, perché rappresenta uno sperpero di risorse naturali. Il tema dello spreco alimentare si colloca nel quadro più ampio delle politiche nazionali e comunitarie in materia di sostenibilità, sicurezza alimentare ed efficienza nell’uso delle risorse naturali, oltre che, ovviamente, di quelle in materia di prevenzione dei rifiuti.

Antonio Emmi di Alimentiamoci ha illustrato Planeat.eco, una modalità innovativa per fare la spesa con criteri di sostenibilità ambientale, e con attenzione all’economia del territorio e alla salute. Planeat.eco si basa sulla lotta allo spreco alimentare, sull’equilibrio nella dieta, sulla qualità degli alimenti, sul rispetto per il pianeta grazie a contenitori interamente compostabili. Presupposto di Planeat.eco è la pianificazione dei pasti attraverso un kit di ricette, e la fornitura di ingredienti già lavati, tagliati e pesati: si compra e si mangia solo ciò che serve secondo le regole di prevenzione degli sprechi alimentari.

Dal 2014 il progetto SenzaSpreco, promosso da Le Mele di Newton – dal 2014 impegnato per la prevenzione e riduzione degli sprechi alimentari – ha ideato e coordina, in collaborazione con l’Istituto Chino Chini di Borgo S.L. (FI), il progetto “Cuciniamo le Eccedenze” centrato sulla valorizzazione delle eccedenze e risorse presenti sul territorio, grazie a una rete per il recupero di prodotti dalla GDO, la lavorazione durante laboratori didattici e la donazione a enti con servizi di supporto alimentare.  Un modo per mettere in rete l’educazione alimentare e ambientale a favore degli studenti e le buone pratiche nel settore della grande distribuzione. Il progetto è risultato vincitore dell’edizione 2020 del Premio Vivere a #sprecozero, nella categoria Scuole.

Claudia Pane ha imparato in famiglia che il cibo è sacro e nulla va sprecato. Ha inviato due semplici ricette, perfette per confezionare piatti di recupero #sprecozero con alimenti avanzati. La prima è appunto la Torta di pane che si cucina utilizzando “el pan pòss”, ovvero il pane avanzato che viene fatto seccare e messo da parte. Sarà poi lasciato ammorbidire nel latte, basterà aggiungere frutta secca, cacao, zucchero e uvette. Il piatto così realizzato andrà messo in forno per una ventina di minuti. Seconda ricetta è il “Minestrone di bucce” preparato con verdura fresca. Oltre alle verdure, ai legumi e ai cereali si possono aggiungere le foglie esterne dei cavolfiori, i gambi dei broccoli e tutte le parti delle crucifere che in genere si scartano, ricche di proprietà antitumorali derivanti da glucosinolati, sostanze già in fase di studio come coadiuvanti delle chemioterapie.

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