Offerte anti-spreco nei supermercati: quali effetti sullo spreco casalingo?
Offerte anti-spreco nei supermercati: quali effetti sullo spreco casalingo?

Offerte anti-spreco nei supermercati: quali effetti sullo spreco casalingo?

A cura di Clara Cicatiello, Gruppo Noise, Università della Tuscia

Succede spesso che, nei supermercati, i prodotti prossimi alla scadenza o lievemente rovinati vengano offerti ai consumatori a prezzo ridotto. Si tratta di una delle tante strategie che i gestori dei punti vendita mettono in atto per ridurre lo spreco che, per loro, rappresenta una considerevole perdita economica. Questi prodotti, nella letteratura scientifica, sono chiamati “suboptimal”, in quanto, pur essendo perfettamente idonei al consumo, presentano caratteristiche percepite dai consumatori come imperfezioni.

Le offerte relative a questi prodotti si rivolgono quindi essenzialmente a consumatori molto attenti al prezzo, grandi osservatori delle offerte. È tuttavia lecito domandarsi se queste offerte, focalizzate su prodotti che hanno davanti a sé una vita spesso piuttosto breve, non inducano i consumatori ad acquistare prodotti che poi, a casa, non fanno in tempo a utilizzare e che quindi potrebbero comunque finire buttati.

Jessica Aschemann-Witzel, insieme ad altri colleghi di un centro di ricerca danese e dell’Università di Aarhus, ha studiato questa eventualità nell’articolo “Consumer behaviour towards price-reduced suboptimal foods in the supermarket and the relation to food waste in households”, pubblicato su Appetite, una importante rivista scientifica internazionale.

Nel loro studio, i ricercatori hanno “fatto la spesa” insieme a 16 consumatori, chiedendo loro di esprimere a voce alta i ragionamenti e i motivi alla base delle loro scelte. Dalle risposte ricevute, sembra che, davanti alle offerte dei prodotti “suboptimal”, i clienti considerino una serie di elementi che vanno molto al di là delle caratteristiche del prodotto in sé. Ad esempio, immaginano già quando potranno utilizzare il prodotto e per quale preparazione, in relazione a quanti giorni rimangono prima della scadenza; considerano la dimensione della confezione valutando se è troppo grande/troppo piccola per le esigenze della propria famiglia. Queste valutazioni riguardano anche i modi che la famiglia ha a disposizione per conservare il cibo, primo fra tutti il congelamento, considerato da molti una opzione molto adatta a questo tipo di prodotti (ad esempio per la carne, o per alcuni piatti pronti).

Ciò suggerirebbe che l’acquisto di prodotti “suboptimal” in offerta non porti le famiglie a sprecare di più a casa, ma piuttosto a riflettere maggiormente sul proprio acquisto. A conferma di ciò, gli stessi ricercatori riportano i risultati di un questionario somministrato a 848 consumatori danesi, nel quale si chiedeva loro di stimare la quantità di spreco alimentare prodotta in casa. Ebbene, chi dichiarava di comprare molti prodotti in offerta tendenzialmente riportava quantitativi minori di spreco casalingo, e una maggiore propensione a consumare, fra i cibi presenti in casa, prima quelli più a rischio deperimento e solo dopo quelli in ottimo stato di conservazione.

Dunque, le offerte anti-spreco dei supermercati sono veramente una soluzione valida per prevenire lo spreco alimentare? Siamo ancora alle prime ricerche sul tema, ma per il momento pare di si.

Per chi volesse approfondire, riportiamo il link all’articolo completo:

www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0195666316306687