INDAGINE ESPLORATIVA SULLE ASSOCIAZIONI ADERENTI A PROGETTI DI RECUPERO DELLE ECCEDENZE ALIMENTARI E SUI LORO CONSUMATORI FINALI
INDAGINE ESPLORATIVA SULLE ASSOCIAZIONI ADERENTI A PROGETTI DI RECUPERO DELLE ECCEDENZE ALIMENTARI E SUI LORO CONSUMATORI FINALI

INDAGINE ESPLORATIVA SULLE ASSOCIAZIONI ADERENTI A PROGETTI DI RECUPERO DELLE ECCEDENZE ALIMENTARI E SUI LORO CONSUMATORI FINALI

A cura di L. Chioffi¹ – A. Ferreri² – M. Girardi ³

1 Direttore Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione – Azienda ULSS 9 Scaligera
2-3 Tecnico della Prevenzione – Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione – Azienda ULSS 9 Scaligera

 

Tra il 10 settembre e il 16 ottobre 2014 venivano somministrati ad Associazioni e loro assistiti questionari di rilevazione (progetto pilota) per effettuare una prima valutazione dell’impatto delle progettualità sul recupero di alimenti, sia dal punto di vista dell’eventuale risparmio economico per gli enti caritatevoli che per rilevare la tipologia di utenza e la loro alimentazione.

Per la predisposizione dei questionari si è fatto riferimento al Questionario per la valutazione degli stili di vita e le abitudini alimentari dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (Indagine Nazionale sui consumi alimentari in Italia: INRAN-SCAI 2005-06) e agli indicatori di salute monitorati dal sistema di Sorveglianza Passi del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell’Istituto Superiore di Sanità, anche per permettere una successiva comparazione dei dati rilevati con quelli di riferimento sulla popolazione nazionale.

Soggetti coinvolti:

  •  utenti di associazioni caritatevoli locali aderenti a progetti di recupero delle eccedenze alimentari;
  • associazioni caritatevoli locali aderenti a progetti di recupero delle eccedenze alimentari.

Le conoscenze ottenute dall’indagine esplorativa condotta non hanno permesso inferenze generali, ma hanno fotografato la situazione delle persone che accedono ai servizi erogati dalle Case di Accoglienza (associazioni caritatevoli) e consentito di effettuare una prima valutazione sull’impatto degli interventi attuati tramite le progettualità di recupero e redistribuzione delle eccedenze alimentari sia per gli assistiti che per le Associazioni aderenti a progetti di recupero.

Per la compilazione dei questionari si è consegnata copia alle Associazioni con successivo ritiro mentre per i beneficiari la somministrazione dei questionari è stata assistita con lettura delle domande.

Le persone contattate sono risultate per il 59% uomini e il 41% donne di cui il 54,5% di cittadinanza italiana; la fascia di età più rappresentata è stata quella tra i 45 e i 54 anni; l’84% risulta senza lavoro (54,5% in cerca di occupazione e 29,5% inattivi); si dichiara coniugato il 36%, mentre il 36,4% è celibe/nubile, il grado di istruzione risulta basso (nessuna/elementare, media inferiore) per il 54,6%. L’eccesso ponderale (sovrappeso/obesità) è risultato più frequente fra le persone con molte difficoltà economiche (27,9%), fra quelle con titolo di studio basso o assente (25,6%), e nella fascia di età tra i 45 e i 64 anni.

Alcune tematiche emerse sono state confrontate con i dati pubblicati per il 2013 dalla Sorveglianza sanitaria Passi, nello specifico “sovrappeso e obesità” e “consumo di frutta e verdura”, per una comparazione rispetto alla popolazione normale.

Per quanto attiene l’eccesso ponderale (46,5%) il dato è risultato sovrapponibile con quello della rilevazione Passi (42%), considerando che la popolazione coinvolta appartiene a quella fascia in cui l’eccesso ponderale è risultato maggiore. Secondo la rilevazione Passi, si riscontra una maggior frequenza nelle categorie di persone con molte difficoltà economiche: 35% sovrappeso e 15% obesità; lo stesso dicasi per quanto riguarda fascia d’età, difficoltà economiche e titolo di studio basso o assente.

Cucina Casa di accoglienza

 

Per il consumo di frutta e verdura, pur rimanendo il dato rilevato ancora lontano dagli standard nutrizionali consigliati, emerge che il contributo delle attività di recupero delle Associazioni, aumenta il numero delle porzioni di frutta e verdura consumate [“La razione di frutta e verdura consumata giornalmente proviene principalmente da: acquisto (9,1%); regalata (11,4%); Associazione (77,3%)”] – [“Da quando è seguito dall’Associazione è aumentato il numero di porzioni di frutta e verdura che lei consuma?“: ha risposto “si” il 68,2%)].


Le linee guida italiane per una sana alimentazione[1], evidenziano che adeguate quantità di frutta e verdura, oltre a proteggere da malattie cardiovascolari, neoplastiche e respiratorie, assicurano un cospicuo apporto di carboidrati complessi, nutrienti (vitamine, minerali, acidi organici), sostanze protettive antiossidanti e consentono di ridurre l’apporto calorico della dieta, grazie al fatto che questi alimenti danno una sensazione di sazietà.

Rispetto alle linee guida sopra citate ed ai dati della rilevazione Sorveglianza Passi 2013, è emerso che le persone che hanno partecipato alla rilevazione restano ancora molto lontane non solo dalle linee guida ma anche dai trend di riferimento della rilevazione di Sorveglianza Passi effettuata sulla popolazione italiana.

Il recupero e la ridistribuzione delle eccedenze alimentari è importante anche per favorire una maggior accessibilità al cibo da parte di persone in difficoltà sociali ed economiche; ha un impatto sulla salute e sulle scelte alimentari nelle persone che accedono ai servizi dei centri di accoglienza che gestiscono food bank e deve essere garantito il rispetto della sicurezza alimentare. “La sicurezza alimentare esiste quando tutte le persone in ogni momento, hanno accesso fisico ed economico ad una quantità di cibo sufficiente, sicuro e nutriente per soddisfare le loro esigenze dietetiche e preferenze alimentari per una vita attiva e sana” (FAO, 1996).

[1] Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione, http://www.inran.it/